Dopo le scuole dell'infanzia anche le primarie aperte a luglio? Fugatti dice ''sì'' i sindacati subito contrari e la Cgil minaccia: ''Pronti a mobilitazione senza precedenti''
Quella dell'estate troppo lunga della scuola italiana è una tematica nota e della quale si discute da decenni. Quanto fatto da Bisesti nella prima legislatura Fugatti con le scuole dell'infanzia è stato un provvedimento molto apprezzato da quelle famiglie che non hanno nonni a disposizione h24 o dove entrambi i genitori lavorano. Ieri durante l'avvio di maratona consigliare sull'assestamento di bilancio il presidente della Provincia ha parlato di un ragionamento in atto per le elementari

TRENTO. E' bastato accennarlo in aula (''Dopo l'ottimo riscontro con le scuole dell'infanzia aperte a luglio stiamo pensando di provarci anche con le elementari'') e subito c'è stata un'automatica levata di scudi sia da parte delle opposizioni che dei sindacati. Tutti, infatti, si lamentano di quanto la scuola sia arretrata e ferma a modelli superati da decenni ma appena si tenta di percorrere qualche nuova via, la reazione è quella di chiusura. I problemi che attanagliano il mondo dell'istruzione, indubbiamente, sono molti ma quello delle vacanze estive non è di poco conto.
Ferie interminabili, vacanze bollenti ed eterne, che acuiscono le disuguaglianze (perché si fa presto a dire famiglie ma banalmente c'è chi ha i nonni e se la risolve così, c'è chi magari è un genitore solo e non può che far finire i figli in 'colonie permanenti' se vuole garantirgli la cena la sera, c'è chi a casa sua ha l'aria condizionata e può far stare al fresco tutti mentre chi non ce l'ha e farà passare giorni tutt'altro che riposanti e felici ai suoi bimbi) e mettono in crisi i tanto agognati modelli familiari dove si vorrebbe che entrambi i genitori lavorassero a tempo pieno e si dividessero paritariamente gli impegni e le responsabilità.
Oggettivamente la misura promossa durante lo scorso assessorato all'istruzione, quello di Mirko Bisesti, sulle scuole dell'infanzia aperte a luglio ha aiutato tanti genitori, non tutti ovviamente perché, come dicevamo, c'è chi può permettersi di tenere a casa i bimbi anche a luglio grazie all'aiuto dei nonni o al fatto che uno dei due genitori non lavora o è riuscito a trovare soluzioni alternative grazie a portafogli importanti. E pensare di estendere la misura alle scuole primarie non è una bestemmia soprattutto se si specifica, come ha fatto Fugatti in aula ieri, di non voler toccare il calendario scolastico. Si parlerebbe, allora, di attività correlate, magari gruppi di lettura, compiti, attività sportive e percorsi simili da fare, però, nelle scuole che resterebbero aperte e a disposizione di tutti (più straordinariamente rivoluzionario e auspicabile sarebbe andare verso il modello tedesco di calendario scolastico con lo stesso numero di ferie ma meglio distribuito durante l'anno evitando i tre mesi tutti d'un fiato estivi, buco nero in qualsiasi percorso educativo).
I sindacati, però, come dicevamo non ci stanno ed è la Cisl Scuola a dirlo chiaro e tondo. ''In attesa di avere informazioni più precise, giacché nessuno ci ha avvisati e non ci sembra di aver letto nell’Assestamento nulla di riconducibile a questa intenzione, intendiamo esprimere forte disapprovazione verso l’atteggiamento che negli ultimi anni la politica locale ha assunto nei confronti della scuola tutta. La scuola sta correndo un grande pericolo, trasformarsi definitivamente in un servizio conciliativo, allontanandosi dal suo ruolo educativo, triste effetto della mancanza di politiche strutturali a sostegno della genitorialità''.
''La famiglia - spiega la Cisl - è la prima agenzia educativa e va rafforzata attraverso misure che permettano ai genitori di trascorrere del tempo con i propri figli perché lo stare in famiglia torni ad essere di fondamentale importanza per lo sviluppo psicologico, emotivo, relazionale e cognitivo dei nostri ragazzi e ragazze. All’Amministrazione provinciale chiediamo inoltre di riattivare (nel segmento 3-6 anni) e potenziare l’uso dei voucher che permettano l’accesso alle varie esperienze estive, offerte dal terzo settore, su tutto il territorio anche nel mese di agosto''.
Cisl Scuola ricorda che oltre al calendario scolastico, ''che a quanto pare resterà immutato, esiste un contratto di lavoro che detta con precisione i tempi della didattica che interessa il personale docente nella scuola primaria, esiste altresì un contratto di lavoro che organizza le attività del personale ATA e del personale di Segreteria i quali nel periodo estivo svolgono attività a chiusura dell’anno scolastico e propedeutiche all’inizio di quello successivo, incluse le manutenzioni e la pulizia degli ambienti. La discontinuità nella manutenzione degli ambienti scolastici è vissuto con disagio nella Scuola dell’Infanzia: mentre i bambini sono a scuola è precluso loro l’accesso ad ambienti o parte degli spazi esterni, nei quali si eseguono i lavori. Cisl Scuola ricorda che la manutenzione regolare delle strutture scolastiche, svolta solitamente in estate, permette la loro frequentazione in sicurezza per bambini e bambine, studenti e studentesse di tutte le età; non meno importante è la sicurezza del personale. Per quanto riguarda la frequenza dei bambini nel mese di luglio nella Scuola dell'infanzia non abbiamo mai avuto i dati precisi, solo percentuali sulle iscrizioni, in autonomia abbiamo però rilevato scuole aperte con pochissimi bambini, solo in alcune strutture ci sono più presenze. Nei prossimi giorni il Consiglio provinciale sarà impegnato nel dibattito relativo alla manovra di Assestamento: Cisl Scuola seguirà con attenzione i lavori''.
Molto critico anche il segretario generale Flc della Cgil Raffaele Meo: ''L’istruzione non è conciliazione: il presidente della provincia e tutta la maggioranza comincino a chiamare le cose col loro nome e a mettere in campo idee e nuove soluzioni di welfare. Diversamente si aprirà una dura stagione di mobilitazione''. Quindi anche in questo caso si ribadisce come istruzione e conciliazione non siano la stessa cosa e si attaccano Fugatti e la sua maggioranza: ''Una politica che in tema di conciliazione, in assenza d’idee, vorrebbe delegare alla scuola l’accudimento dei figli che la famiglia contemporanea purtroppo può seguire sempre meno per ovvi motivi di lavoro, senza però proporre alcun ragionamento serio in materia di welfare, di investimenti sullo stato sociale, di servizi alternativi di conciliazione, di potenziamento dell’istituto del congedo parentale ecc. ecc. Nessuna idea da questo governo provinciale, neanche per sostenere i cavalli di battaglia elettorali propri e dei propri alleati e dare una parvenza di coerenza alle dichiarazioni di sostegno alla famiglia; semmai solo un uso strumentale della famiglia senza restituire alcuna risposta onesta''.
Quindi l'affondo al fatto che lo stesso Fugatti in consiglio provinciale ha parlato di ''realtà unica in Italia'' ad avere le scuole per l'infanzia aperte a luglio. ''Dice bene il presidente, “una realtà unica in Italia”, perché nel resto del Paese, dove la scuola dell’infanzia è inserita e garantita dal contratto collettivo nazionale della scuola, una simile fuga in avanti sarebbe stata ed è impensabile. Nessun colpo di genio quindi, solo un colpo basso, lo sfruttamento utilitaristico di una posizione contrattuale e legislativa dominante della Pat nei confronti di lavoratrici afferenti a un contratto collettivo puramente provinciale, che invece di dare maggiori tutele, lascia le mani libere all’amministrazione di cambiare le carte in tavola mediante il varo di leggi provinciali a piacimento''.
E poi la conclusione: ''Se la Pat intende promuovere la conciliazione famiglia-lavoro, come dice il presidente Fugatti, noi tutti, cittadini e contribuenti trentini, siamo in trepidante attesa di belle e importanti iniziative di welfare, dello stanziamento di risorse economiche adeguate di cui la provincia autonoma di Trento dispone in abbondanza per affrontare un futuro della società che si sta svolgendo sotto i nostri occhi. Non si possono scaricare sulla scuola pubblica – ambito sul quale peraltro rileviamo investimenti e stanziamenti di risorse ridicoli, zero idee, zero ambizione, zero visione – i problemi di un’intera società in cambiamento e il peso delle proprie scelte politiche. Diversamente, la scuola non potrà far altro che rispondere con una mobilitazione senza precedenti per riaffermare la propria natura e la propria idea di cambiamento''.












