''Scuola dell'infanzia aperta a luglio, un successo. Ora pensiamo anche alle elementari'', Fugatti in consiglio provinciale lancia la proposta
Il presidente, tra i provvedimenti che favoriscono la conciliazione lavoro-famiglia, ha portato ad esempio quello che risale a Bisesti assessore che ha dato alle famiglie trentine la possibilità di scegliere (quelle che possono) se continuare a mandare i loro bambini a scuola o tenerli a casa a luglio. Una misura simile è allo studio per le elementari: ''Non si intende cambiare il calendario scolastico, ma è fondamentale proporre un progetto di conciliazione che vada oltre a quanto, comunque d’importante, già esiste oggi''

TRENTO. ''Scuola d’infanzia aperta a luglio, visti i buoni risultati si pensa anche alle elementari''. Questa una delle dichiarazioni fatte dal presidente Fugatti in avvio di maratona consigliare sull'assestamento di bilancio. Una dichiarazione destinata a far discutere ma che certo aprirebbe scenari inediti e interessanti. La 'riforma' targata Bisesti nella scorsa legislatura di tenere aperte le scuole dell'infanzia anche a luglio ha certamente aiutato tantissime famiglie ed ha rappresentato un provvedimento indubbiamente migliorativo per i trentini che da allora hanno la possibilità di scegliere (quelli che possono farlo) se tenere a casa i bambini o far continuare loro la scuola. Ora questa apertura per le elementari che rappresenterebbe un'altra importante misura di conciliazione lavoro-famiglia.
''La scelta di estendere l’apertura della scuola dell’infanzia anche al mese di luglio - ha detto Fugatti - scelta operata dalla giunta nella scorsa legislatura appresenta ancora oggi una realtà unica in Italia. Eravamo consapevoli che questa decisione avrebbe generato un acceso dibattito, tuttavia, l’abbiamo sostenuta proprio nel segno di quelle politiche di conciliazione famiglia-lavoro così tanto evocate. I dati dicono che l’adesione delle famiglie a tale misura, dalla sua introduzione ad oggi, ha registrato un significativo aumento, a testimonianza del successo di tale percorso. In virtù di questi risultati occorre guardare avanti e pensare alle famiglie con figli in età scolare, valutando pertanto l'opportunità di estendere anche alla scuola primaria un percorso analogo. Non si intende cambiare il calendario scolastico, ma è fondamentale proporre un progetto di conciliazione che vada oltre a quanto, comunque d’importante, già esiste oggi''.
Insomma si potrebbe pensare a strutture aperte più che a un proseguo dei percorsi scolastici in quel mese. Comunque un qualcosa che aiuterebbe le famiglie a gestire i figli (e quindi a continuare a lavorare con entrambi i genitori) durante la lunga estate di vacanza del mondo della scuola italiana. Un modello nato (e cristallizzatosi) in anni molto lontani dagli attuali paradigmi di parità dei sessi dove entrambi i genitori lavorano e cercano di seguire i propri percorsi di realizzazione anche personale.
Subito critiche le opposizioni con Campobase che dichiara con i suoi consiglieri provinciali (Malfer, Maule, Stanchina, Valduga): ''Ci ha colpito, probabilmente dentro una idea di campagna elettorale permanente, la voglia di polemica in alcuni passaggi che mal si concilia con il richiamo finale al dialogo. Vorremmo capire se davvero c’è una volontà di confronto o se, su alcuni temi, assistiamo alla solita retorica, fatta di spot e propaganda, magari riprendendo certi noti temi in salsa leghista. L’annuncio sul calendario scolastico ne è l’esempio lampante: più un titolo per i giornali che una misura pensata e condivisa''.












