Dal "Marconi" di Rovereto al "Tambosi", partono i nuovi percorsi di "scuola in 4 anni". All'Itet "Fontana" nasce l'indirizzo "Chimica, materiali e biotecnologie"
Novità sul fronte dell'offerta formativa scolastica del primo e del secondo ciclo di istruzione, secondo quanto approvato dalla Giunta provinciale. Al via due nuovi percorsi a indirizzo musicale negli Istituti comprensivi Bassa Val di Sole e Levico. Bisesti: "Percorso quadriennale? Ci stiamo allineando a tanti Paesi europei, finendo la scuola a 18 anni e non a 19"

TRENTO. Novità sul fronte dell'offerta formativa scolastica del primo e del secondo ciclo di istruzione, dai percorsi quadriennali al nuovo indirizzo di studio tecnico tecnologico - "Chimica, Materiali e Biotecnologie". E' questo quanto approvato ieri (22 dicembre) dalla Giunta provinciale.
Ecco quali saranno le principali novità. Come emerso in sede di Conferenza territoriale a partire dall’anno scolastico 2023/2024, partiranno due nuovi percorsi di scuola secondaria di primo grado a indirizzo musicale negli Istituti comprensivi Bassa Val di Sole e Levico, rispondendo dunque alla domanda manifestata in questi anni dalle comunità scolastiche, in coerenza con l’ampia diffusione di tali percorsi a livello nazionale.
In relazione invece al secondo ciclo di istruzione la Giunta ha approvato l'avvio presso l'Itet "F. e G. Fontana" di Rovereto di un nuovo indirizzo di studio tecnico tecnologico - "Chimica, Materiali e Biotecnologie" articolazione "Biotecnologie ambientali" a decorrere dall’anno scolastico 2025/26, nonché confermato l'attivazione di tre nuovi percorsi quadriennali rispettivamente presso l'Istituto Tecnico Tecnologico "Marconi" di Rovereto, il Liceo delle Arti "Vittoria Bonporti Depero" di Trento e Rovereto e l'Istituto Tecnico Economico "A. Tambosi" di Trento a decorrere dall'anno scolastico 2023/24.
"Per il prossimo anno verranno attivati altri percorsi quadriennali - ha dichiarato l'assessore all'istruzione, università e cultura Mirko Bisesti nel corso di una conferenza stampa -. E' una sperimentazione che stiamo diffondendo sul territorio: non si tratta di uno 'sconto' ma ci stiamo allineando a tanti Paesi europei, finendo la scuola a 18 anni e non a 19. Un modo perché i giovani vengano immessi prima nel mondo del lavoro".
La deliberazione approvata fornisce, infine, una ricognizione complessiva dell’offerta formativa e riporta i percorsi attivati con apposite deliberazioni della Giunta provinciale sulla base di adattamenti che rispondono il più possibile agli orientamenti didattici e alle evidenze scientifiche più innovative nonché agli interessi e alle specifiche esigenze del territorio e del mondo del lavoro.














