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Il Liceo Made in Italy non decolla ma il Trentino cerca una via autonoma. Le scuole: "Ci sono alcune perplessità sulle materie". Intanto al via il gruppo di lavoro

I nodi principali per ora l'assenza del piano di studi triennale e il profilo d'uscita. Alcune perplessità sull'assenza di scienze umane e sul depotenziamento delle lingue nel biennio. Intanto è partito il gruppo di lavoro per trovare una via trentina. La vice presidente Francesca Gerosa: "Il nuovo liceo del Made in Italy potrebbe diventare una valida opportunità"

Di Luca Andreazza - 27 febbraio 2024 - 05:01

TRENTO. Un solo iscritto a Crema, il tentativo (non andato a buon fine) di sorteggiare gli studenti per creare una classe. A livello nazionale il Liceo del Made in Italy non è decollato. In Trentino? Si è scelta una strada diversa, un time out di un anno in attesa che venga definito il piano di studi del triennio. Intanto è stato aperto un Tavolo per definire il miglior percorso possibile per attivare questa nuova offerta.

 

Sulla base della delibera 56/2024, che richiama l’attivazione del Liceo del Made in Italy definito dalla Legge 206/23, la decisione trentina è stata quella di costituire un gruppo di lavoro, voluto dalla vice presidente e assessora all'istruzione Francesca Gerosa, che avrà il compito di approfondire e di definire il nuovo percorso liceale che prenderà il via dal prossimo autunno. Fondamentale, infatti, la definizione del piano di studio.

 

Il gruppo di lavoro, composto dai dirigenti scolastici degli istituti in cui è attivo un percorso liceale delle scienze umane – opzione economico sociale si è riunito nelle scorse ore per un primo confronto al Dipartimento istruzione. In Trentino le scuole in cui è attivo il percorso Les sono l’Istituto "M. Curie" di Pergine Valsugana, il Liceo "B. Russell" di Cles, l’Istituto "M. Martini" di Mezzolombardo, il Liceo "F. Filzi" di Rovereto e il Liceo A. Rosminidi Trento. Da questa unione di esperienze e di analisi verrà disegnato il Liceo del Made in Italy. 

 

Il tutto per farsi trovare pronti per l'anno scolastico 2025/26. "Alcuni aspetti non sono ancora chiari e la volontà è quella di capire la fattibilità di questo percorso", commenta Paolo Pendenzapresidente dell’associazione nazionale presidi per il Trentino. "E' fondamentale capire la fisionomia di questo liceo. Attualmente ci sono alcune perplessità dei dirigenti e delle famiglie, legate in particolare all'assenza di un piano di studio per il triennio".

 

E' il nodo maggiore, per il momento, quello del piano di studio triennale. La legge per istituire il Liceo del Made in Italy è stata approvata il 27 dicembre. E sono arrivate le indicazioni per il biennio, mancano ancora quelle per i successivi 3 anni: ci sono 90 giorni di tempo dall'approvazione della norma e quindi si attende sostanzialmente il mese di aprile. Questa è un'incertezza che pesa a conti fatti sulle iscrizioni.

 

Non è chiaro poi se c'è un obbligo a diventare Liceo del Made in Italy con la rinuncia all'indirizzo economico sociale o se i singoli istituti possono orientarsi su scelte autonome. Da qui la scelta di aspettare per avere un quadro completo e poi iniziare a discutere nel merito.

 

"Non c'erano le condizioni per informare famiglie e studenti ma anche per riflettere come mettere in campo la proposta formativa", dice Manuela Broz, dirigente del Liceo Filzi di Rovereto. "Come dirigenti abbiamo accolto in modo positivo la scelta di prendere tempo per avviare un confronto approfondito. Ogni istituto ha le proprie sfumature e in questi anni ha sviluppato un proprio modello. In questo modo possiamo portare e confrontare un'esperienza strutturata, partita nel 2010 e che è collaudata. Aspettiamo i piani quinquennali e la declinazione del profilo d'uscita, aspetti fondamentali per poi proporre l'offerta scolastica".

 

Il piano di studi per il biennio per ora si discosta poco rispetto all'indirizzo del liceo economico sociale. "Nel biennio sono state rafforzate alcune materie come economia e diritto, c'è stato l'inserimento di 1 ora di storia dell'arte che è un po' poco". Via scienze umane, "che è abbastanza caratterizzante, anche le lingue sembrano un po' depotenziate. Il Liceo del Made in Italy può sembrare un'etichetta - prosegue Broz - ma in linea teorica l'interazione con il territorio e le imprese è un valore aggiunto e se si vogliono formare dei professionisti o dei manager alcune competenze dovrebbero trovare spazio quali sociologiapsicologia, marketing comunicazione".

 

C'è un'apertura di base, una volontà di superare le perplessità e di raccogliere un'opportunità per rinnovare la proposta. Il tavolo può portare a una via trentina del liceo. "Aspettiamo i regolamenti attuativi completi per avere un quadro generale e capire le possibilità di modifica e la quota di autonomia degli istituti", aggiunge Broz. "C'è l'esigenza di interpretare le finalità di questa scuola per gli studenti e per le famiglie, anche per superare e scardinare dubbi e pregiudizi sul percorso. L'avvio di un ragionamento è sicuramente utile e importante. Alle famiglie va presentato il progetto con un piano studi definito e con il profilo d'uscita".

 

I tempi più lunghi rassicurano un po' tutti e il dialogo con gli istituti ha preso il via con il primo incontro. "La finalità di questo Tavolo - le parole di Gerosa – è quella di costruire un percorso innovativo e attraente per i nostri ragazzi. Un percorso che possa arricchire l’offerta formativa esistente".

 

L'idea è di un liceo "con un profilo identitario forte, con una declinazione anche territoriale - continua la vice presidente - affinché il Trentino torni a essere quel laboratorio dal quale possano nascere idee nuove rivolte al futuro. Dal primo incontro è emersa la volontà di coinvolgere anche i territori, con il fine di caratterizzare la curvatura, in considerazione delle diverse peculiarità turistiche, economiche e cooperative che contraddistinguono la nostra provincia".

Il gruppo di lavoro, integrato per il supporto scientifico e metodologico da Matilde Carollo, dirigente scolastico con incarico ispettivo e di studio al Dipartimento, si avvarrà del supporto tecnico-organizzativo e del coordinamento complessivo del Servizio istruzione. Il gruppo stesso si riunirà a breve per proseguire con gli approfondimenti e le necessarie valutazioni in modo che siano rispettate le tempistiche utili per essere pronti con la presentazione della nuova proposta all’interno dell’orientamento scolastico.
 

"Dobbiamo fare uno sforzo in più, anche in virtù della nostra autonomia scolastica, per elaborare una proposta sfidante da sottoporre a breve, all’interno dell’orientamento, ai ragazzi che si troveranno a scegliere in quale direzione proseguire il loro percorso scolastico dopo la scuola secondaria di primo grado. Il nuovo liceo del Made in Italy potrebbe diventare una valida opportunità per i nostri ragazzi", conclude Gerosa.

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