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Trento
30 giugno | 18:15

Stretta sui cellulari in classe, il Trentino accelera. Pronto l'emendamento Gerosa: limiti in tutti gli ordini scolastici, via libera solo per scopi didattici e pedagogici

Il disegno di legge numero 36 è stato presentato dalla consigliera Vanessa Masè. L'articolo 5 ha ricevuto il parere positivo in Quinta Commissione ed ora in Quarta Commissario sarà presentato l'emendamento proposto dall'assessora Gerosa che prevede l'uso del cellulare a scuola solo per scopi didattici, pedagogici, legati alle disabilità dello studente o per progetti sperimentali di innovazione tecnologica

TRENTO. Stop all'utilizzo a scuola del cellulare per fini ricreativi. Il tema è quanto mai importante e, se a livello nazionale il ministro dell'Istruzione nelle scorse settimane ha annunciato, per il prossimo anno scolastico, l'intenzione di vietare l'uso dei cellulari anche per le scuole superiori, il Trentino non è da meno e sta andando avanti con un disegno di legge che segue proprio questa strada.

 

L'argomento è stato al centro di diverse sedute della Quinta commissione (perché interviene sulla legge sulla scuola nonostante sia incardinato in Quarta commissione) e finalmente ha visto i consiglieri esprimersi positivamente in particolare sull'articolo 5 del disegno di legge 36 proposto dalla consigliera provinciale Vanessa Masè, che prevede il divieto dell’uso dello smartphone durante le ore scolastiche per gli alunni delle elementari e delle medie. “È l'emergenza di oggi – ha spiegato la consigliera – ed è fondamentale riuscire a fare qualcosa”.

 

Contemporaneamente, come già annunciato in passato (QUI L'ARTICOLO), l'assessora Francesca Gerosa ha presentato in commissione una proposta che verrà tradotta in un emendamento in Quarta commissione, titolare del ddl, con il quale si vuole allargare il campo del provvedimento a tutte le scuole e quindi non solo alle elementari e alle medie.

 

L'idea, in sostanza, è quella di introdurre un limite all’uso dei dispositivi digitali, che potranno essere usati esclusivamente agli scopi didattici, pedagogici, legati alle disabilità dello studente o per progetti sperimentali di innovazione tecnologica.

 

Sempre attraverso il nuovo emendamento, inoltre, si cercherà di salvaguardare l'autonomia scolastica: gli istituti, infatti, avranno l'onere di inserire questi principi nei regolamenti e dovranno poi farli rispettare. “Quindi – spiega la consigliera Vanessa Masè – nonostante si usi il termine specifico, si tratta indirettamente di un divieto per tutti gli altri utilizzi che non siano appunto quelli previsti dalla legge”.

 

“Un punto di caduta positivo – è il commento della consigliera che ha proposto il disegno di legge – perché la formulazione così emendata riesce a bypassare le perplessità che erano state sollevate sul divieto secco dell’uso dei telefonini nelle scuole elementari e medie. Una formulazione – ha continuato – quella proposta da Francesca Gerosa che, pur inserendo una posizione molto ferma, salvaguarda anche l’autonomia dei singoli istituti. Prevedendo quello che si può fare si esclude quindi tutto il resto”. L'assessora Gerosa ha assicurato poi che l’assessorato farà il monitoraggio della “messa a terra” dei regolamenti.

 

Positivi i giudizi che arrivano anche dagli altri commissari. Per Andrea de Bertolini (Pd) è un bene allargare lo spettro dell’età degli studenti e limitare l’uso del telefonino ai soli scopi didattici, e ha anche lui sottolineato la necessità di fare uno sforzo per unire le linee di intervento su questo tema.

 

Eleonora Angeli (Lista Fugatti) ha detto che in Europa ci sono molti Paesi che vietano l’uso dei telefonini nelle aule scolastiche o che li permettono solo per usi didattici. 

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