Degasperi lancia Onda per le elezioni provinciali 2023: ''Non c'è più 'civica' nel nome perché non vogliamo essere confusi con Valduga a sinistra e Gottardi a destra''
Il consigliere provinciale di Onda, Filippo Degasperi: "La maggioranza ha fomentato scontri, divisioni e lacerazioni. Rinnoviamo il progetto e sviluppiamo un nuovo contenitore che è garanzia di affidabilità per un percorso caratterizzato da impegno, passione, competenze e conoscenze"
TRENTO. "Onda si allarga e accoglie una serie di esperienze, persone con cui abbiamo condiviso parte del lavoro e con cui abbiamo portato avanti tante battaglie". Queste le parole di Filippo Degasperi nel corso dell'assemblea programmatica di Onda. "Rinnoviamo il progetto e sviluppiamo un nuovo contenitore che è garanzia di affidabilità per un percorso caratterizzato da impegno, passione, competenze e conoscenze".

Si parte dal restyling del logo per far spazio alla sinergia con "Rinascita Rovereto" di Gloria Canestrini. Via "Civica" dal nome ("Non rinneghiamo questa nostra vocazione - dice Degasperi - ma abbiamo la necessità di non essere confusi con Valduga oppure con altri partiti che supportano Fugatti") mentre trovano spazio "Lavoro, ambiente e società" quali direttrici dell'azione politica.

Poi il movimento accoglie diverse convergenze, quelle del mondo ambientalista che gravita in particolare sull'Alto Garda, esperienze civiche della val di Non e del Primiero, ma anche figure riconosciute in val di Fiemme, così come professionalità nei settori quali sanità e scuola. "Categorie - spiega Degasperi - sacrificate sull'altare della propaganda".
E' iniziato il percorso di Onda verso le elezioni provinciali del 2023, "Inizia oggi il cammino - spiega Renzo Grosselli - partendo dalla positiva esperienza politico-amministrativa di Filippo Degasperi e allargandola agli altri soggetti politici, culturali, a persone impegnate nel sociale. Investiremo in volontà, lavoro e onestà, modestia e tenacia: cresceremo".

E' toccato poi a Degasperi indicare le direttrici di Onda. "L'Autonomia non è spasmodica ricerca di potere e di competenze con risultati in questa fase disastrosi come la regionalizzazione del personale amministrativo della giustizia o i rischi che si corrono con l'assunzione dei compiti di Agenzia delle entrate e Corte dei conti. L'Autonomia è immaginare strategie e prospettive per il Trentino e per i trentini: in questa legislatura abbiamo visto poco pensiero in questo senso".
Poi i riferimenti ai privati che occupano gli spazi pubblici. "La vicenda del porfido, una risorsa pubblica in gran proprietà degli enti collettivi brutalmente privatizzata oppure pensiamo all'idroelettrico". E poi le infrastrutture: "Si parla di Pirubi, di nuovo ospedale Trento e siamo stati i primi a evidenziare diverse criticità e di nuovo ospedale Cavalese. Nel 2017 è crollata una scuola pubblica, che oggi nel 2022 è ancora in un container".
Nel mirino l'attuale maggioranza in Provincia. "Ha promesso la lotta alla moltiplicazione delle poltrone, ma gli incarichi dirigenziali sono raddoppiati. Solo la propaganda viaggia a pino regime ma spero che i cittadini possano comprendere quanto le chiacchiere siano lontane dai fatti: nel 2015 per nostro merito, per la prima volta, una parte di trentini (i pensionati da 1.000 e 1.100 al mese) furono esentati dal pagamento dell'addizionale Irpef. Ma l'attuale Giunta utilizza il modello sceriffo di Nottingham a far pagare più tasse per finanziare i servizi ai ricchi: 'Un caffè al giorno' hanno banalizzato dall'alto della loro indennità il presidente e i suoi supporter per cancellare questa agevolazione".
Un punto del programma è quello delle istituzioni solidali. "La maggioranza ha fomentato scontri, divisioni e lacerazioni - continua Degasperi - montagna contro pianura, dipendenti pubblici definiti privilegiati contro quelli privati, insegnanti della scuola dell'infanzia contro tutti, mentre le buste paga dei consiglieri hanno raggiunto un nuovo record fino a superare i limiti della legge Madia. Non è questo il Trentino".
Un tema centrale è quello di "ripartire dalla montagna", un contributo di Luigi Casanova, poi la sanità con un modello organizzativo aziendale in grado di valorizzare le risorse umane con Rolando Fondriest, una scuola più forte con Michela Lupi, il rinnovo degli enti locali per una maggiore partecipazione con Aldo Collizzolli.
"Questa è la proposta politica più interessante e innovativa nel panorama trentino. Ci auguriamo che a partire da oggi prenda forma qualcosa che dia speranza a tutti coloro che desiderano cambiare le cose e che non si riconoscono nella coalizione che ora governa la Provincia e nemmeno in quelle che l'hanno preceduta. E' necessario cambiare rotta, proporre e attuare soluzioni concrete e nuove. Solo così si costruisce un cammino politico credibile e utile", conclude Canestrini.



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