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“La Giunta leghista ha diviso i trentini ma per batterla serve discontinuità”, Futura lancia la corsa alle Provinciali del 2023

Futura chiede una “discontinuità di metodo” anche agli alleati del Centrosinistra-autonomista sulla falsa riga di quanto avvenuto per Trento e Rovereto: “Per battere l’attuale maggioranza è necessario intraprendere un percorso chiaro su metodi e temi. Se nel 2018 siamo nati come forza di propulsione il nostro sforzo in questo momento sarà quello di aggregazione”

Di Tiziano Grottolo - 16 maggio 2022 - 10:07

TRENTO. È il 2018 e alle elezioni Provinciali si presentò una nuova formazione politica: Futura. Una lista formata da parte della Sinistra movimentista, i Verdi e diversi esponenti della società civile che riuscì a conquistare il 6,92% dei voti. Nonostante la giovane età il nuovo partito è già passato attraverso vari scossoni, con la separazione dai Verdi, le dimissioni del consigliere Paolo Ghezzi e l’improvvisa scomparsa del presidente Piergiorgio Cattani. Nel frattempo però i consensi elettorali sono stati consolidati con due importanti passaggi elettorali durante le Comunali del 2020 (Trento 7,72% e Rovereto 6,7%).

 

È da questi numeri che Futura prepara la campagna elettorale per le Provinciali del 2023 e lancia un “aut-aut” per ridare slancio all’autonomia del Trentino. Una proposta per “un’autonomia al quadrato”, spiega il presidente e consigliere comunale del capoluogo Nicola Serra, da raggiungere attraverso un percorso “che vogliamo condividere e costruire assieme alle forze politiche, alle comunità e alle singole persone e che deve rompere gli indugi, facendo prevalere la ricerca del bene comune sulle tattiche e gli interessi di parte, senza paura di prendere scelte più coraggiose rispetto al passato”.

 

In altre parole si chiede una “discontinuità di metodo” anche agli alleati del Centrosinistra-autonomista sulla falsa riga di quanto avvenuto per Trento e Rovereto dove, ha osservato il consigliere provinciale Paolo Zanella, “governiamo in un’ampia coalizione che va dal Partito Democratico al Partito autonomista”. Questo dunque l’orizzonte verso cui puntare anche se, fanno sapere da Futura, prima si deve parlare dei temi poi si penserà ai leader e all’assetto della coalizione.

 

“Servono risposte radicali ma prese in maniera collegiale – ha ripreso Serra – e serve anche maggiore collaborazione fra le varie forze politiche. Per battere l’attuale maggioranza è necessario intraprendere un percorso chiaro su metodi e temi. Per troppo tempo la Giunta ha diviso i trentini mettendogli gli uni contro gli altri, le città contro le valli, le famiglie contro le imprese. Invece che spendere soldi pubblici per il concerto di Vasco Rossi bisogna investire per ridurre le disuguaglianze”. Anche per questo lo slogan scelto da Futura è stato “aut-aut”: “È tempo di rompere gli schemi – ha aggiunto Zanella – ci vuole una rottura radicale, per un autogoverno partecipato per il bene comune”.

 

Secondo Claudia Merighi del consiglio direttivo di Futura il tempo delle sommatorie fra i vari partiti è finito: “Limitarsi a sommare i voti di ognuno potrebbe non bastare, se l’obiettivo è quello di far terminare l’esperienza di governo della Destra bisogna riprendere in mano i temi fondamentali. Se nel 2018 siamo nati come forza di propulsione il nostro sforzo in questo momento sarà quello di aggregazione”. Il tutto tenendo presente che al centro ci devono essere le comunità, “che vanno riattivate perché sono la linfa della partecipazione”.

 

Questo sarà il tracciato principale attorno al quale, assieme a partiti, associazioni, terzo settore, forze sociali e singole persone Futura intende costruire una prima serie di approfondimenti tematici nei territori, attraverso i quali iniziare a dare corpo a proposte programmatiche. Il primo di questi incontri dove sono stati coinvolti alcuni rappresentanti del terzo settore e degli ordini professionali sarà dedicato alle Case della Comunità e si terrà il prossimo lunedì 16 maggio alle 20.15 a Gardolo.

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