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Delega fiscale al Trentino Alto Adige, i sindacati: ''Promesse tradite: l'approvazione è una forzatura e promettiamo battaglia''

I sindacati Cgil Fp, Cisl Fp, Flp intervengono sulla bozza approvata dalla commissione dei 12 a Trento di assunzione della delega fiscale da parte delle Province di Trento e di Bolzano. Diaspro, Pallanch e Vetrone: "Un piano pasticciato di cui non si conoscono nemmeno i costi e gli impatti: siamo preoccupati"

Pubblicato il - 03 maggio 2022 - 18:46

TRENTO. "E' una forzatura e promettiamo battaglia in tutte le sedi". A dirlo Luigi Diaspro, Giuseppe Pallanch, Giuseppe Vetrone, segretari rispettivamente di Cgil Fp, Cisl Fp, Flp sulla bozza approvata dalla commissione dei 12 oggi (martedì 3 maggio) a Trento di assunzione della delega fiscale da parte delle Province di Trento e di Bolzano. "E' stata tradita anche la promessa della Commissione dei 12  di  poter vedere la bozza di riforma. Ribadiamo la ferma contrarietà a questo progetto: ci sono gravi errori sia nel  metodo e nel merito".

 

Le istituzioni sembrano intenzionate a procedere con la riforma che poterebbe le competenze dell'Agenzia delle entrate sul territorio. "Un piano pasticciato - aggiungono Diaspro, Pallanch e Vetrone - di cui non si conoscono nemmeno i costi e gli impatti. Siamo preoccupati in quanto ci sarebbe un cortocircuito istituzionale e l'amministrazione pubblica locale rischia di trovarsi nell'imbarazzo di dover controllare approfonditamente il territorio, senza avere la forza necessaria, anche sotto il profilo del capitale umano. Un'operazione portata avanti senza un dibattito per un passaggio che non rafforza la nostra Autonomia e che porta molte domande e poche risposte".

 

Le parti sindacali, oggi come cinque anni fa, sostengono la necessità che la politica desista dal portare avanti questo piano in quanto non può garantire di essere super partes: "Le Province - dicono i sindacati - devono invece rafforzare il supporto allo Stato per rafforzare i presidi di legalità, così come il sostegno di altre strutture del territorio che non devono essere chiuse o ridimensionate. Abbiamo più volte dimostrato l'impraticabilità tecnica di questo eventuale provvedimento. E' evidente il cortocircuito se il soggetto pubblico diventa contemporaneamente controllato e controllore: un vero e proprio pasticcio, che causerebbe incertezza e confusione tra le competenze delegate e quelle escluse. Il rischio di contenzioso tra amministrazioni locali e statale, tra contribuenti e amministrazioni è troppo alto".

 

Le parti sociali Cgil, Cisl e Flp chiedono un confronto per analizzare le tante criticità di questo piano. "Ci sono altre priorità rispetto alle improbabili e controproducenti iniziative che non rafforzano per nulla la nostra Autonomia. Purtroppo registriamo anche il silenzio della politica; maggioranza e opposizione non si esprimono. E' necessario un dibattito pubblico in materia, siamo pronti a dare battaglia così come a spiegare nel dettaglio le ragioni e le motivazioni della nostra contrarietà", concludono Diaspro, Pallanch e Vetrone.

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