Delega fiscale al Trentino Alto Adige, la Fp Cgil: ''La competenza sulla giustizia avrebbe meritato più riflessione e il passaggio dell'Agenzia delle entrate è più complesso''
Il segretario della Fp Cgil, Luigi Diaspro: "Le competenze non possono essere considerate un fatto positivo a prescindere. Proseguiremo il percorso di convinta contrapposizione a questo progetto, sulla base del rinnovato mandato unitario ricevuto dai lavoratori"

TRENTO. "Le competenze non possono essere considerate un fatto positivo a prescindere". Queste le parole del segretario generale della Fp Cgil, Luigi Diaspro, che torna sul tema della delega dell’Agenzia delle entrate la cui bozza di attuazione è stata licenziata dalla Commissione dei 12 nei giorni scorsi. "Occorre saper distinguere di volta in volta le funzioni di cui si tratta e stare molto attenti, nella giusta aspirazione per un’Autonomia sempre più sinonimo di efficacia, efficienza e capacità politico – amministrativa, a non realizzare pericolosi corto circuiti, con danno a cittadini, lavoratori e alla stessa Autonomia speciale”.
La politica appare decisa a portare avanti questo piano, anche se c'è la contrarietà in particolare dalle Funzioni pubbliche dei sindacati Cgil e Cisl.
"E’ già successo con la giustizia, una funzione fondamentale dello Stato che avrebbe meritato una più lucida capacità di analisi e prospettiva, che non ha affatto determinato quel salto di qualità propagandato perché permangono intonse (e non poteva esser diversamente) le questione legate a dinamiche, procedure, organici, doppia dirigenza (diventata nel frattempo anche tripla). Per l’Agenzia delle entrate, se vogliamo, la questione è ancora più complessa e delicata, per le ricadute che la delega può avere su cittadini, imprese, lavoratori. Non si tratta evidentemente di una partita esclusivamente contrattuale – che in modo raffazzonato e paradossale si prova a declinare assicurando il mantenimento degli attuali livelli stipendiali, e ci mancherebbe, omettendo tuttavia di considerare il livello di complessità per professionalità, ruoli, competenze e attività che operano in un sistema ad obiettivi predeterminati – ma della tenuta di un sistema pubblico che deve, tra le altre cose, contrastare l’evasione e l’elusione fiscale sul territorio, il vero cancro del Paese che produce disuguaglianze e arricchimenti ingiustificati. Questa delega non può che destare estrema preoccupazione per il rischio concreto di condizionamento dell’autonomia e dell’indipendenza delle attività di controllo, ad esempio per le tante compartecipazioni societarie che l’ente provincia detiene sul territorio. Emblematica, sul punto, la previsione nella bozza secondo cui l’autonomia, l’indipendenza e l’imparzialità del personale dovrebbero essere assicurate dalla contrattazione collettiva, che non ne ha né lo scopo né gli strumenti. Un’ammissione plateale di un rischio che fino a oggi è stato da più parti ritenuto insussistente".
Una criticità è quella dell'organizzazione. "Quanto al voler colmare gli organici, si omette di dire che proprio l’Agenzia nazionale sta attuando un imponente programma di assunzioni (più di 50 assunti grazie a due concorsi svolti negli ultimi tempi) ed almeno altri 3 concorsi sono previsti nei prossimi anni. Ulteriore rischio della delega è quindi che l’Agenzia destini tali risorse altrove mentre la Provincia non riesca a trovare né formare personale idoneo".
Infine c’è il nodo risorse. "C’è da chiedersi come la Provincia di Trento - che non riesce ad assicurare, se non con enorme sforzo e dopo un’aspra contrapposizione con i lavoratori - il contratto scaduto ai suoi dipendenti, riesca miracolosamente a trovare le risorse che la bozza di norma di attuazione sembra promettere e che solo in parte possono essere coperte dai rimborsi assicurati dal finanziamento della delega. Per queste ragioni la Fp Cgil, al fianco della Cisl Fp e della Flp, proseguirà il proprio percorso di convinta contrapposizione a questo progetto, sulla base del rinnovato mandato unitario ricevuto dai lavoratori", conclude Diaspro












