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Fratelli d'Italia verso le provinciali 2023: ''Serve un cambiamento e da quando sono commissario non ho ancora incontrato Fugatti. Il Patt? Giochi da Prima Repubblica''

Il commissario provinciale di Fratelli d'Italia, Alessandro Urzì: "Ci battiamo per lasciare il segno: non chiediamo assessorati ma di poter contare e essere ascoltati. Ora siamo in maggioranza ma non in Giunta provinciale e abbiamo una precisa idea di quello che significa cambiamento, dobbiamo ribaltare quanto lasciato dai governi di centrosinistra, altrimenti si resta nella palude"

Di Luca Andreazza - 02 maggio 2022 - 21:50

TRENTO. "Dobbiamo mettere da parte la modestia: il partito è radicato in Trentino e siamo la prima forza politica a livello nazionale". A dirlo Alessandro Urzì, commissario provinciale di Fratelli d'Italia. "La lealtà non è mai mancata ma chiediamo di poter essere più centrali nello schema di coalizione. Serve un vero cambiamento, si deve ribaltare quello che è stato lasciato dai governi di centrosinistra, altrimenti se si continuano a portare avanti gli stessi meccanismi si resta nella palude".

 

Nell'intervento conclusivo alla conferenza programmatica di Fratelli d'Italia a Milano, Giorgia Meloni ha puntato sulla differenza rispetto alle altre forze del centrodestra e sulla lontananza dalla sinistra. Inoltre ha rivendicato la scelta di essere all'opposizione. "E' stata indiscutibilmente chiara e coerente - dice Urzì - la coalizione deve restare unita e questo è stato evidenziato anche da Matteo Salvini, poi però non bisogna essere ambigui. Noi abbiamo sempre detto mai con il Partito democratico e mai con il Movimento 5 stelle, così è stato; gli altri si devono assumere la responsabilità delle azioni". 

 

La leader di FdI ha chiesto sostanzialmente orgoglio, chiarezza e regole agli alleati. Altrimenti non si esclude di correre da soli alle varie elezioni. "In Trentino la coalizione è solida - aggiunge il commissario provinciale - da parte nostra c'è sempre stata grande lealtà, pur con la volontà di portare avanti i nostri temi e le nostre proposte. Non rivendichiamo assessorati ma vogliamo poter giocare un ruolo importante a fronte di una forte rappresentatività. Non sempre però veniamo ascoltati con la giusta attenzione".

 

In pochi mesi il partito di Giorgia Meloni in Trentino è passato da zero a tre consiglieri con Claudio Cia che ha compiuto un passo indietro da assessore regionale (per lasciar spazio a Lorenzo Ossanna del Patt). E non sembrano essere mancate tra Lega e Fratelli d'Italia alcune battute d'arresto in piazza Dante, la riforma della sanità è stata bocciata in Commissione (Qui articolo) mentre il ddl a tema turismo accessibile e inclusione dei disabili con firma Alessia Ambrosi fatica a essere sbloccato (Qui articolo). Ma per il commissario non c'è aria di crisi, soprattutto in vista delle elezioni provinciali del prossimo anno.

 

"A livello nazionale - spiega Urzì - c'è da ricompattare la coalizione, mentre qui l'alleanza è solida. Ribadiamo, però, che serve chiarezza nel progetto: la proposta deve essere alternativa alla centrosinistra e senza ambiguità. Siamo sempre stati leali, siamo una parte importante della maggioranza e abbiamo la determinata volontà di lasciare il segno: Fratelli d'Italia è radicato in Trentino tanto nelle valli quanto nelle città, mentre in Italia siamo la prima forza politica".

 

Difficile si possa concretizzare un'alleanza con il Partito autonomista trentino tirolese. "Il segretario politico Simone Marchiori è radicale e c'è una chiusura ideologica. La scelta di campo delle Stelle alpine - prosegue il commissario provinciale di FdI - è evidente ma punta sull'ambiguità da Prima repubblica: il classico schema di aprire le porte a tutti per ottenere le migliori opportunità, senza dover dare nulla agli alleati".

 

Insomma, Fratelli d'Italia vuole ripartire da quel centrodestra arrivato per la prima volta a governare il Trentino. "Non dobbiamo più perdere tempo - evidenzia Urzì - la sinistra calibra uscite e parole e c'è un certo equilibrismo, ma appare più effervescente e c'è fermento. La nostra coalizione deve riprendere una maggiore presenza per affrontare le grandi sfide. Ma non ci devono essere graduatorie tra i vari partiti, serve capacità di fare squadre e in questo l'alleanza sembra un po' stanca. Invece si deve operare quel cambiamento promesso in campagna elettorale".

 

La parola chiave resta cambiamento. "Ci battiamo per lasciare il segno: non chiediamo assessorati ma di poter contare e essere ascoltati. Ora siamo in maggioranza - continua il commissario - ma non in Giunta provinciale e abbiamo una precisa idea di quello che significa cambiamento, dobbiamo ribaltare quanto lasciato dai governi di centrosinistra, altrimenti si resta nella palude".

 

Una ripartenza sull'asse Lega-FdI? "Sono stato nominato commissario provinciale a dicembre 2021 e fino a oggi non sono riuscito a incontrare il presidente della Provincia. Capisco i numerosi impegni di Fugatti ma spero possa trovare quanto prima il tempo per parlare con una componente importante della maggioranza", conclude Urzì.

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