Guerra in Ucraina, l'Europa c'è malgrado Salvini, Meloni, Le Pen e tutti gli ''amici'' di Putin che hanno provato a picconarla per anni
Il premier russo in ogni Stato europeo ha sempre avuto movimenti ''amici'' che hanno lavorato ai fianchi l'Ue cercando di smontarla e rallentarla. Il Covid prima e la guerra ora, però, hanno dimostrato che la prospettiva comunitaria è quanto mai fondamentale per la crescita e il benessere degli stati che ne fanno parte e che quello che i sovranisti (ma anche qualche movimento di estrema sinistra) ritenevano un politico illuminato in realtà è il peggiore del millennio un disastro per il mondo e anche per il suo stesso popolo

ROMA. L'Europa c'è, nonostante tutto. L'Europa c'è, nonostante Matteo Salvini, Giorgia Meloni, Marine Le Pen, nonostante Nigel Farage e buona parte di quei politici sparsi sul Vecchio Continente che si definiscono ''sovranisti'' e che da anni cercano voti dicendo di fare gli interessi dei loro Paesi picconando, in realtà, l'unica prospettiva di sviluppo sul piatto, in un mondo sempre più connesso, globale, aggressivo. Sono quelli che, da almeno un decennio, tengono bloccati i Paesi dove operano, li frenano nel loro sviluppo comune, incattivendo la popolazione, scatenando i poveri contro i più poveri, gridando contro l'immigrato, professando chiusure di frontiere e blocchi navali, chiedendo Brexit, lì, Italiexit, qui, sfoggiando magliette con scritto No Euro, ribandendo ad ogni microfono che “oggi la nostra sovranità si difende combattendo le derive del neoliberismo, gli abusi dell'economia di mercato, l'ingerenza di Bruxelles” (chi lo ha detto tra loro? Difficile capirlo, forse lo hanno detto tutti, sicuramente Le Pen).
Sono stati tutti ''amici'' di Putin, estimatori, ammiratori, di quello che oggi si rivela essere il peggior politico del nuovo millennio. Uno che in un colpo solo è riuscito a mettere in pericolo il mondo, a portarlo sull'orlo di una guerra globale, anche nucleare, ad affamare un popolo, a massacrarlo con un'invasione folle che si sta rivelando un boomerang pazzesco anche per la sua Russia. Una Russia che non è più quella degli anni '60, che non lo seguirà ''fino alla fine'', che già lo sta mollando, come si vede ogni giorno nelle piazze di Mosca e San Pietroburgo con i giovani che manifestano contro la guerra e per questo vengono incarcerati e con quelli che hanno i soldi che non ci stanno a ridurre il loro ''spazio vitale'' alla Federazione Russa e magari a qualche Paese asiatico dimenticandosi per sempre Europa e Stati Uniti.
Eppure è questo il mondo che sponsorizzavano i ''nostri'' sovranisti. E' questo il modello di chi diceva fino a poco tempo fa “Putin fa, io sarei più sicuro con uno come lui” (Salvini nel 2015 mentre al tempo stesso criticava l'Europa) aggiungendo che il dittatore russo è ''uno dei migliori uomini politici della nostra epoca''.
La certezza è che aveva almeno un partito ''amico'' in ogni stato europeo lo Zar russo. Detto di Italia, Francia e Inghilterra in Germania c'era Alternative für Deutschland, mentre in Belgio Vlaams Belang, con Identità Fiamminga. In Austria il movimento di estrema destra del Partito della libertà (Fpo) e non vanno dimenticati anche i movimenti di sinistra estrema, quelli che vivono nel passato anti-atlantista e contro la Nato come Podemos in Spagna al centro di diverse inchieste per i loro rapporti con la Russia. Una ''comune'' di ''amici'' di Putin che negli anni ha provato a picconare il sogno di un'Europa unita, davvero, con un mercato comune, davvero, una politica comune, davvero, baluardo della democrazia e dei diritti, davvero, magari con un esercito comune, davvero.
Insomma quell'Europa che ogni volta che succede un guaio internazionale tutti dicono ''eh ma ci vorrebbe un'Europa più forte e più coesa''. Se l'Europa è quello che è oggi, che è comunque una delle cose più straordinarie che siano mai accadute nella storia dell'uomo, il territorio più libero, democratico, sviluppato, ricco che questo pianeta abbia visto (si può fare di meglio sicuramente ma nella storia un'Europa così non è mai esistita) lo è malgrado i Salvini, le Meloni, le Le Pen, i Farage e compagnia urlante.
Loro ci hanno provato a picconare, giorno dopo giorno, anno dopo anno, questo sogno ma il Covid prima e la guerra ora stanno dimostrando che solo con un'Europa davvero unita c'è una speranza di futuro. E così se durante la pandemia hanno dovuto coltivare posizioni ambigue e comunque ''remare contro'' sempre e comunque, in un modo o nell'altro (mascherine no, mascherine nì, liberi tutti sì, liberi tutti nì, vaccino no, vaccino nì) ora con la guerra si trovano tutti nel grande imbarazzo di dover scaricare ''il miglior politico della nostra epoca'' per lasciarlo nudo davanti al mondo di mostrarsi come il peggiore in assoluto, capace, anche di distruggere, in pochi giorni, tutto il ''lavoro'' che loro pazientemente hanno portato avanti per anni.
Ha compattato l'Europa come non mai e ora l'Europa c'è e negli anni a venire crescerà ancora (sempre che il pazzo non schiacci il bottone). Non è un caso che tutto questo stia succedendo a due anni dalla data prevista per la presentazione della domanda di entrata nell'Unione Europea dell'Ucraina. Un Ucraina che merita in tutto e per tutto di entrare rapidissimamente in un'Europa che lavora per crescere e per difendere quei valori che sono stati messi nero su bianco nel trattato di Lisbona, all'articolo 2: ''L'Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze. Questi valori sono comuni agli Stati membri in una società caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità tra donne e uomini'''. Tutta roba che Putin e la sua ''comune'' di amici nemmeno sanno cosa sia.


















