Contenuto sponsorizzato

''Sulla veridicità dei fatti di Bucha ci sono già forti dubbi'', la penosa uscita dell'europarlamentare e come qualcuno preferisca la propaganda ai fatti

Quella in Ucraina è, probabilmente, la guerra con più reporter, giornalisti liberi, fotografi, videomaker presenti sul campo. L'informazione che arriva è confrontabile, verificabile, molto più credibile che in qualsiasi altro conflitto quando le fonti erano poche e poco documentabili. Pensare che oggi nell'Occidente qualcuno preferisca credere alla controinformazione russa (quella verso la quale tentano di opporsi anche pochi sparuti giornalisti del posto) è incredibile

Di Luca Pianesi - 06 April 2022 - 19:28

TRENTO. ''Oggi sento proporre l’embargo totale sul gas russo, che non è sostenibile, sulla base dei fatti di Bucha riferiti dal governo ma sulla cui veridicità ci sono già forti dubbi: dovremmo inviare un’inchiesta indipendente per verificare la reale responsabilità''. Questa che parla è l'europarlamentare, ex Lega da qualche tempo paladina della causa ''no vax'' ''no green pass''Francesca Donato. Il discorso che ha scatenato l'indignazione di quasi tutti, per fortuna, lo ha fatto in Aula al Parlamento europeo riportando quella che è una ''vulgata'' che circola negli ambienti di quelli del ''tanto non cielo (sic!) dicono'' e del ''io so che non è così''. Le fonti di queste persone sono spesso ''a mio cuggino'' ed esperti della controinformazione formatisi sul campo durante la lotta al Covid, anzi durante la lotta alle misure che servivano a lottare contro il Covid.

 

Donato è stata una di queste persone e oggi al Parlamento europeo ha ripetuto quello che, per esempio, ha riportato poche ore fa anche il movimento Verona per la Libertà che si candida alle elezioni comunali della città scaligera (loro hanno parlato di ''presunti quanto discussi eccidi propagandati dai media ufficiali''). Ebbene questi ''presunti eccidi'' (che giorno dopo giorno stanno diventando una valanga di crimini tra stupri anche di bambini, esecuzioni sommarie, fosse comuni, civili ammazzati per le strade) sono stati visti, fotografati, ripresi da decine e decine di operatori, reporter, giornalisti di tutto il mondo di testate di ogni tipo e natura, di linee editoriali e tradizioni culturali diversissime. Ma il racconto è lo stesso, i fatti sono quelli, indiscutibili.

 

D'altronde mai prima d'oggi si era avuta una tale presenza di giornalisti e reporter sul campo durante una guerra. Vuoi per la vicinanza dell'Ucraina al cuore dell'Europa (quindi facile da raggiungere per tutti), vuoi per l'interesse che c'è in tutti i Paesi occidentali per la vicenda, vuoi per la scelta (e anche l'incapacità perché in questo momento la loro priorità è sopravvivere) del governo ucraino di non controllare l'informazione che esce dal proprio Paese, sono tantissimi gli inviati, i fotografi, i cameramen che stanno documentando ogni dettaglio di questa terribile guerra.

 

E a questi si aggiungono i singoli video ripresi dai cittadini con i cellulari da angolazioni di ogni tipo, ci sono le testimonianze dirette di chi è lì e di chi è già qui da noi, ci sono le geolocalizzazioni, le foto satellitari, le immagini dei droni. Insomma c'è una quantità di informazioni e di incroci possibili delle notizie mai viste prima. Si può fare di meglio? Forse. Esiste sempre una verità assoluta e univoca per raccontare un fatto? Quello mai. Ma chi oggi preferisce alla libera informazione, di liberi giornalisti, di libere testate, di liberi Paesi democratici, la controinformazione russa, quella che tentano di boicottare gli stessi giornalisti russi (i pochissimi che hanno il coraggio di farlo) per esempio apparendo a sorpresa in un Tg con un cartello con scritto "Fermate la guerra. Non credete alla propaganda. Vi stanno mentendo", è indefinibile. Chi preferisce credere a un Paese che nei primi giorni di guerra ha incarcerato migliaia di suoi concittadini per sedare sul nascere il timido tentativo di opposizione all'operazione speciale (come la chiama la propaganda russa quando tutti sappiamo che di guerra si tratta) in Ucraina, è imbarazzante. 

 

Oggi è impossibile continuare fare il gioco del ''ma se'' del ''ma anche'' del ''ma allora''. Da una parte c'è l'evidenza dei fatti raccontati da mai così tante firme e testimonianze dall'altra c'è chi quei fatti deve distorcerli secondo un copione vecchio come la guerra. Poi per carità se la fonte è ''a mio cuggino'' allora è un'altra cosa, forse anche più credibile della propaganda russa. 

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione del 28 giugno 2022
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
29 giugno - 20:24
David Dallago ha chiesto di essere ascoltato dalla Pm e questo potrebbe avvenire già entro questa settimana. Nei giorni scorsi, intanto, sono [...]
Cronaca
29 giugno - 20:08
Provincia e Apss intervengono sulla questione dopo i danneggiamenti di questa notte in Piazza Dante: “Il soggetto era già conosciuto e Apss era [...]
Cronaca
29 giugno - 20:24
La protesta si è svolta oggi (29 giugno) sotto il palazzo della Regione. A prendere parte diverse associazioni: "Simili episodi non devono mai [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato