Massacro di Bucha, l’Anpi nazionale: “Capire cosa è successo veramente”. La sezione trentina si smarca: “No all’equidistanza”
Sul massacro di Bucha l’Anpi nazionale ha chiesto di “appurare cosa davvero è avvenuto e chi sono i responsabili”. La reazione dell’Anpi del Trentino: “Che senso hanno questi interventi? La resistenza degli aggrediti ucraini è legittima e che dire questo nulla toglie alla necessità di arrivare al più presto al cessate il fuoco e a una vera trattativa”

TRENTO. “L’Anpi condanna fermamente il massacro di Bucha, in attesa di una commissione d’inchiesta internazionale guidata dall’Onu e formata da rappresentanti di Paesi neutrali, per appurare cosa davvero è avvenuto, perché è avvenuto, chi sono i responsabili. Questa terribile vicenda conferma l’urgenza di porre fine all’orrore della guerra e al furore bellicistico che cresce ogni giorno di più”. Questa la nota pubblicata il 4 aprile dall’ufficio stampa dell’Anpi nazionale.
Parole che stanno facendo discutere perché secondo alcune chiavi di lettura metterebbero in discussione il fatto che a compiere il massacro di civili siano stati soldati russi durante la ritirata.
L’eco di queste parole è arrivato anche in Trentino. Il presidente della sezione trentina dell’Anpi, Mario Cossali, ha deciso di smarcarsi dal nazionale. “Che senso hanno questi interventi? Prestano indiscutibilmente il fianco a critiche severe, che non fatico a sottoscrivere e da quel che ho capito non sono certo isolato. Con la resistenza ucraina si può stare in molti modi, si può impegnarsi in generale per il disarmo e per me si deve, ma non si può destare il minimo sospetto di restare equidistanti tra aggredito e aggressore”.
Nel suo intervento durante il congresso nazionale dell’Anpi a Riccione di fine marzo, Cossali aveva sottolineato di non condividere la posizione di chi dice ‘né con la Russia, né con l’Ucraina’. “Non è accettabile quindi nessun né-né, ed anche nessun aut aut, è necessario piuttosto un et-et”, aveva dichiarato il presidente dell’Anpi del Trentino.
“Rispetto al popolo ucraino – ha affermato Cossali al congresso di Riccione – sconvolto dalla brutale aggressione russa noi conserviamo il nostro orizzonte, ma non possiamo non essere al suo fianco fino in fondo, non possiamo limitarci a una generale e alla fine generica solidarietà”.
Per questo per l’Anpi del Trentino è necessario da un lato accogliere i profughi e dall’altro aiutare chi resta nel Paese, comprendendo “che la resistenza degli aggrediti ucraini è legittima e che dire questo nulla toglie alla necessità di arrivare al più presto al cessate il fuoco e a una vera trattativa”.













