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“Donbass ieri oggi e domani”. A Rovereto è polemica sulla proiezione del documentario marchiato Russia Today: “Così si violano le sanzioni internazionali”

L'evento di Democrazia Sovrana e Popolare in programma questa domenica nella Sala della filarmonica. Robol: "La mia posizione a livello politico rimane di ferma contrarietà". Marsili (candidato sindaco di Dsp): "Necessario sentire tutte le voci"

Di Filippo Schwachtje - 15 maggio 2024 - 14:00

ROVERETO. “Scandalo a Rovereto: in una sala pubblica si violano le sanzioni internazionali contro la Russia”. L'accusa è di quelle pesanti e arriva, a ridosso dell'appuntamento elettorale del 26 maggio nella Città della quercia, dal fondatore di Stand For Ukraine (realtà nata, dice il responsabile dell'associazione, per “raccogliere iniziative umanitarie, le raccolte fondi e le attività volte a dare supporto al popolo ucraino in questi terribili anni e per fare opinione e diffusione d'informazione”) Diego Ghidotti. Al centro della polemica c'è un evento organizzato per questa domenica (19 maggio) da Democrazia Sovrana e Popolare alla Sala Filarmonica di Rovereto, nel quale si proietterà il documentario “Donbass ieri oggi e domani”, marchiato Russia Today, uno dei molti organi di informazione russi colpiti dalle sanzioni Ue. “A seguire – si legge nella locandina dell'appuntamento – dibattito con Vincenzo Lorusso giornalista in Donbass e intervento di Milo Marsili, candidato sindaco per le comunali di Rovereto”.

 

Come anticipato Russia Today (con tutte le sue controllate) è nella lista degli organi di informazione sanzionati dall'Unione europea: “Da tempo – scrivono le autorità Ue – la Federazione russa attua una sistematica campagna internazionale di disinformazione, manipolazione delle informazioni e distorsione dei fatti, nell'intento di rafforzare la sua strategia di destabilizzazione sia dei paesi limitrofi che dell'Ue e dei suoi Stati membri. Per contrastare tale azione, l'Ue ha sospeso le trasmissioni e le licenze di vari organi di disinformazione sostenuti dal Cremlino. La Russia utilizza tutti questi organi di informazione per diffondere intenzionalmente propaganda e condurre campagne di disinformazione, anche in merito alla sua aggressione militare nei confronti dell'Ucraina. Tali restrizioni riguardano tutti i mezzi di trasmissione e distribuzione negli Stati membri dell'Ue o ad essi rivolti, compresi il cavo, il satellite, la televisione via internet, le piattaforme, i siti web e le app”.

 

Un episodio simile si era verificato nella Città della quercia nel marzo di quest'anno, quando il Comune di Rovereto aveva deciso di non permettere la proiezione del film “Il Testimone” (prodotto, avevano spiegato le associazione Eucraina, Rasom, Aiutiamoli a vivere e Ucraina per amore, “l'anno scorso dalla Federazione russa per giustificare l'aggressione e l'invasione dell'Ucraina. Il film fa apparire gli ucraini come filonazisti e rafforza così la 'giustificazione' addotta dal dittatore della Russia per massacrare un Paese libero e minacciare, anche con le armi nucleari, l'intera Europa”, Qui Articolo) facendo un passo indietro rispetto al via libera garantito in precedenza. “In considerazione dei contrasti emersi e delle numerose reazioni pubbliche di associazioni e cittadini – aveva specificato l'Amministrazione della Città della quercia – sentite anche le forze dell'ordine, nella necessità di voler garantire dialoghi e confronti pacifici, soprattutto in relazione a tematiche così delicate che coinvolgano la vita e la morte di molte persone, l'Amministrazione comunale ha valutato di non consentire all'interno della sala comunale la proiezione del film con modifica della concessione”.

 

Anche in quel caso l'evento era stato organizzato da Democrazia Sovrana e Popolare. “Il documentario – scrive Ghidotti parlando dell'evento in programma per questa domenica – dal nome 'Donbass ieri oggi e domani' è un attacco frontale all'occidente che tende a disumanizzare il popolo ucraino. In tutto il documentario vengono ripetute le menzogne del Cremlino che abbiamo imparato a riconoscere in questi anni: aggressione dell'occidente alla Russia, ucraini dipinti come feroci nazisti e altre fake news simili. Inoltre nel documentario viene anche intervistato Leonid Pasechnik, capo dell'autoproclamata e non riconosciuta repubblica del Luhansk, anche lui elemento colpito da sanzioni internazionali”. Per Ghidotti però “la gravità inaudita della situazione” risiede proprio nel fatto “che l'Unione europea ha sanzionato ufficialmente l'emittente Russia Today, ritirandone le licenze e vietando la distribuzione e la trasmissione dei suoi contenuti sul suolo dell'Unione”.“Non sembrano esserci dubbi in merito – conclude il fondatore di Stand For Ukraine – la trasmissione e la distribuzione in Italia di prodotti marchiati Russia Today (come il documentario sul Donbass che sarà presentato a Rovereto il 19 maggio) è una palese violazione delle sanzioni internazionali”.

 

La censura che ci ha giù colpito a marzo – replica a il Dolomiti Milo Marsili, candidato sindaco a Rovereto per Democrazia Sovrana e Popolare – è stata gravissima ed è incomprensibile, penso, che sia arrivata da un'esponente della sedicente sinistra. Però io credo sia necessario sentire tutte le voci: siamo investiti da veline di provenienza ucraina, atlantiste e filo-americane, ma manca la testimonianza dei cittadini del Donbass. Si tratta di propaganda russa? Anche questa volta io penso che sia necessario guardare prima il documentario e poi decidere se effettivamente si tratti di propaganda. In guerra la prima vittima è sempre la verità: io dico semplicemente di sentire altri tipi di testimonianza. La censura lasciamola ai regimi che si dicono di combattere: la censura è la morte del dibattito e della possibilità di formarsi un'opinione. In riferimento all'ultimo evento tra l'alto, quando la proiezione del film da noi proposto è stata bloccata, noi il dibattito lo abbiamo tenuto comunque, con la presenza anche di un giornalista dal Donbass. Abbiamo però dato spazio anche a diverse donne ucraine presenti in sala per manifestare: tutti hanno potuto parlare, noi siamo per la pluralità di pensiero”.

 

“La mia posizione a livello politico è di ferma contrarietà – sono invece le parole di Giulia Robol, attuale sindaca reggente e candidata sostenuta da Partito Democratico, Rovereto Libera, Civici per l'Autonomia, Campobase, Alleanza Verdi e Sinistra e Futuri Comuni – perché credo che utilizzare come propaganda elettorale questo genere di argomenti, che alimentano un conflitto molto forte tra le parti, sia sciacallaggio politico, visto tra l'altro che si parla di un'emittente bandita dall'Ue. Memori di quanto accaduto nell'analogo episodio di qualche mese fa abbiamo contattato le forze dell'ordine per verificare la situazione in tema di ordine pubblico e ci è stato ribadito che non si rasentano le condizioni per ragguagliarsi sul non consentire l'uso della sala. Io rimango fermamente contraria, la mia posizione è nota sul tema. In seguito al già citato episodio di qualche mese fa, tra l'altro, ho ricevuto anche molte minacce via mail.  Come anticipato, io credo che si tratti di una grave mancanza di rispetto di una situazione internazionale molto delicata, che innesta tra l'altro una conflittualità anche sul nostro territorio”.

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