Comunali, l'idea di Rovereto di Milo Marsili (Dsp): “Rilanciare il centro storico. Il commercio? Ragioniamo su affitti calmierati. Si rivaluti chiusura via Fontana e via Dante”
Il Dolomiti ha inviato una serie di domande ai cinque candidati sindaco per la Città della quercia in vista delle comunali del 26 maggio. Ecco l'idea di Rovereto di Milo Marsili, candidato sindaco per Democrazia Sovrana e Popolare

ROVERETO. Dalla Valdastico, alla viabilità in città, dalle sfide del commercio al turismo e all'Università: sono molti i temi centrali che nei prossimi cinque anni si dovranno affrontare a Rovereto e, in vista delle comunali del 26 maggio, il Dolomiti ha posto una serie di domande ai cinque candidati sindaco per la Città della Quercia. Ecco l'idea di Rovereto di Milo Marsili, candidato sindaco per Democrazia Sovrana e Popolare.
1) A livello provinciale, tra le progettualità più importanti sulle quali si sta ragionando due potrebbero impattare direttamente sul territorio roveretano: il prolungamento dell'A31 Valdastico, con eventuale uscita a Rovereto Sud, e la realizzazione dell'impianto (termovalorizzatore) per la chiusura del ciclo dei rifiuti in Trentino. Qual è la sua opinione su queste due grandi ipotesi progettuali?
Sulla Valdastico si sono già espressi i territori in termini nettamente contrari alla sua realizzazione. Noi di DSP siamo con il popolo che ha ragionato e deciso in questo senso, peraltro condividiamo che sia assolutamente inopportuno realizzare quest’opera; si innesterebbe, infatti, su un territorio estremamente fragile, che già ora necessita di essere messo in sicurezza figuriamoci a seguito della devastazione sotterranea prevista. Vanno ricordate le possibili infiltrazioni nelle falde acquifere e i rischi per l'acquedotto dello Spino. Tutto ciò nel quasi prevalente interesse del Veneto e di Zaia, a trasformare il nostro territorio in corridoio viabilistico verso Austria e Germania con più inquinamento, con la maggiore probabilità che i trentini vadano a fare acquisti nel Vicentino e senza indotto per il nostro territorio. Non capiamo l’accanimento di quanti si ostinano a disprezzare questo volere popolare. Quanto al termovalorizzatore per il momento risulta che l’inceneritore di Bolzano sia sotto-utilizzato. Non è affatto opportuno punteggiare il territorio di termovalorizzatori che per il basso carico di materiale da bruciare diventano più inquinanti e abbisognano di più combustibile per funzionare.
2) Quali sono le sfide per il commercio in città nei prossimi anni? Quali le prime iniziative da mettere in campo per sostenere e rilanciare il settore?
Per aiutare il commercio vanno Innanzitutto previsti dei meccanismi che pongano un calmieramento dei prezzi degli affitti agli esercenti. Il contrasto del fenomeno dei locali sfitti del centro città abbisogna di un rinnovato approccio alla politica dei prezzi degli affitti che purtroppo non si gioca a livello strettamente comunale. Serve uno snellimento per i commercianti in merito alle pratiche burocratiche. Si deve inoltre lavorare su una viabilità più di servizio per le attività commerciali del centro. Va rivisto lo sbilanciamento attuato a favore dei grossi centri commerciali e supermercati (troppi e senza regole) posti sull'asse viario principale della statale 12 e di Via del Garda. Gli investimenti eccessivi sull’asse viario principale di attraversamento (che fatica a contemplare il centro cittadino) fiaccano mortalmente le botteghe di prossimità e scatenano una concorrenza spietata tra colossi con sede extraterritoriale e con alti tassi di sfruttamento dei lavoratori ai quali (nella crisi energetica contingente) restano poche possibilità economiche da immettere nel circuito dell’economia locale.
3) Uno dei grandi temi in città è quello della viabilità: dalle discussioni in merito alla Ztl in centro alla divisione sull'asse nord-sud rappresentata dalla Statale 12 (con le note code e rallentamenti al traffico in particolare alle ore di punta), quali sono le priorità da mettere in campo in città? Come lavorare per risolvere le criticità? Il processo di pedonalizzazione del centro deve essere ampliato?
Tutta la viabilità va ridiscussa in condivisione con le parti e con un dibattito vero e non calato dall'alto. Si dovrà rimettere in discussione l'opportunità della chiusura di via fontana e del boulevard di via Dante alla luce dell’esperienza. Sì potrà valutare l'eventuale interramento futuro della statale nella zona della stazione dei treni e la unificazione est ovest (mandando sotto la ferrovia). Tale studio andrà agganciato al tema problematico del bypass ferroviario roveretano, la cui opportunità è tutta da verificare, con un dibattito vero e trasparente (magari con progetti più seri di quelli mostrati fugacemente da RFI alla recente assemblea di presentazione). Su Piazzale Orsi c'è anche il problema del sottopasso ciclo pedonale, i lavori per la realizzazione del quale stanno andando veramente troppo a rilento (perché?). La ricalibratura dei flussi viari sul centro e il ripensamento dei divieti di Corso Rosmini, dovrebbe alleggerire le code e i rallentamenti di traffico sulla statale. Occorrono maggiori connessioni con i comuni del circondario e con le zone turistiche montane e lacustri. Va impostato, con i comuni del circondario e con le agenzie di trasporto pubblico, un piano di mobilità per Rovereto e la Vallagarina che renda le alternative all’auto privata preferibili mediante:
- parcheggi di attestamento esterni alla città collegati mediante navette gratuite
- il miglioramento del trasporto pubblico per frequenza ed accessibilità fisica ed economica
- la razionalizzazione e il completamento delle piste ciclabili e pedonali esistenti, privilegiando corsie separate e istituendo parcheggi vigilati protetti e coperti per le biciclette
- la realizzazione e la revisione di ciclovie principali per congiungere i punti della città con specifici nodi di servizio
- l’adozione di mezzi accessibili a chiamata, o a ciclo continuo, per favorire la mobilità degli anziani e dei disabili
- l’eliminazione di barriere architettoniche per maggiore agio di movimento e accesso alle carrozzine.
Occorre sostenere la metropolitana leggera da Ala a Lavis, per ridurre il traffico automobilistico dei pendolari e facilitare gli spostamenti; razionalizzare il trasporto pubblico con frequenze di passaggio adeguate e uniformi nel corso della giornata; estendere tariffe agevolate ai cittadini di ogni età per incentivare l’uso di mezzi pubblici. Il processo di pedonalizzazione del centro non va ampliato senza prima dotarsi di un sistema di trasporto pubblico capillare ed efficiente.
4) Diversi cittadini lamentano una perdita di 'vitalità' in città, Rovereto ha bisogno di una spinta per rilanciare la sua attrattività, anche nei confronti dei giovani? Come intervenire in questo contesto (anche dal punto turistico e dell'offerta di eventi)?
Condividiamo l'analisi relativa alla perdita di 'vitalità' in città, Rovereto ha bisogno di una spinta per rilanciare la sua attrattività, soprattutto nei confronti dei giovani e degli universitari. Il centro cittadino, sempre più spento, può tornare a essere vivo e animato da locali anche la sera, che fungono da agenzie di socializzazione e di controllo del territorio. La vivacità ricreativa non consiste solo nel consumo di alcool e prodotti da bar, ma in incentivi alle serate culturali: musica, performance artistiche, mostre di quadri e fotografi. Il divertimento responsabile abbisogna di un po’ di tolleranza da parte degli amanti della quiete assoluta e di rispetto da parte degli amanti del caos. Occorre trovare un compromesso tra la morte del centro storico alla sera e la vivacità, la gioia di vivere e il bisogno di socializzazione, nel rispetto della quiete ma senza esagerare. Negli anni ottanta/novanta avevamo due discoteche in città, due nel circondario più quelle di Trento e Pergine oltre a quelle delle zone turistiche limitrofe, quattro cinematografi. Vi era un pullulare di feste, sagre, eventi danzanti, concerti. Ora da questo punto di vista la situazione è desolante e alienante. La municipalità può fare la sua parte. Occorre cercare delle agevolazioni che semplifichino per tramite attivo dell’istituzione comunale le complessità burocratiche a freno della “libertà” di organizzare eventi di massa finalizzati al rafforzamento del senso di comunità che coinvolgano gli operatori e le associazioni di ogni tipo.
5) L'offerta universitaria roveretana, negli ultimi anni, sta crescendo: è necessario lavorare per rendere sempre più competitiva, da questo punto di vista, la Città della quercia? Quali le priorità da seguire?
Investire sull’università e sull’istruzione in generale è investire sul futuro, non solo cittadino. La parola d’ordine non deve essere competitività ma universalità. Non approccio aziendalistico quindi ma umanistico. Occorre tornare al culto del pensiero critico e non del fatturato fine a sé stesso. Tanto più nel nostro territorio che a seguito della globalizzazione, della delocalizzazione e della finaziarizzazione degli utili ha smarrito la sua identità industriale locale e quindi quel benessere che durante gli anni del boom economico ci aveva portato ad essere l’Atene del Trentino. Il già descritto rilancio del centro storico e dei trasporti, può rendere più attrattiva la citta per gli studenti locali e fuori sede (anche per la vita serale del dopo studio). Si deve spingere con rettorato e provincia per attivare qualche altro dipartimento in città o trasferirlo a Rovereto dal capoluogo così gravato e costipato da funzioni sempre più entropizzanti. La Manifattura, sotto utilizzata com'è, potrebbe essere una sede ottimale.














