Franco Ianeselli a caccia della conferma: 6 liste e 240 candidati per il "bis". Sicurezza, bypass, Cpr, inceneritore, parcheggi e ciclabili: nove domande per nove risposte
Nel 2020 il candidato di centro sinistra stravinse le elezioni rifilando 24 punti percentuali all'ora sfidante Andrea Merler. Ecco il bilancio di cinque anni di legislatura e le risposte alle nove domande poste da Il Dolomiti sui temi "caldissimi" del momento e del futuro

TRENTO. L'obiettivo è quello di fare il bis. Subito, al primo turno. Senza "se" e senza "ma".
Nel 2020, alla sua prima esperienza politica, Franco Ianeselli rifilò un distacco "siderale" al candidato di centro destra Andrea Merler (pari a 24 punti percentuali), stravincendo le elezioni amministrative e proseguendo la "tradizione" di centro sinistra nel capoluogo. Adesso, supportato da sei liste - Partito Democratico - Psi, Campobase, Alleanza Verdi Sinistra e le civiche Insieme per Trento - Ianeselli Sindaco, Intesa per Ianeselli Sindaco e Sì Trento -, va a caccia del "raddoppio".
Quale è il pensiero dell'attuale primo cittadino riguardo ai temi "caldissimi". Il bypass? "Il comune vigila e i vantaggi a fine opera saranno plurimi". La gestione dell'immigrazione? "Non va bene far risiedere tutti i migranti in città, non va bene concentrare i richiedenti asilo in grandi strutture, non va bene non prevedere percorsi di integrazione e di avviamento al lavoro".
E poi: Trento è sicura? "I dati del ministero lo certificano, ma vandalismi, furti e risse sono fenomeni che non vanno sottovalutati". E, infine, una domanda anche "di sistema", che però spiega chiaramente la collocazione internazionale del candidato: l'Ucraina e l'Europa, che si fa?
Uno dei progetti più importanti e impattanti per la città di Trento è la circonvallazione ferroviaria. I lavori sono stati avviati da ormai diverso tempo e le polemiche non sono mancate. Quali i timori legati all'opera e quali potrebbero essere i benefici per i cittadini?
"Non parlerei di timori, quanto piuttosto della necessità di avere un atteggiamento vigile di fronte a un'opera complessa, che attraversa da nord a sud il territorio comunale e intercetta anche aree problematiche, come quelle inquinate di
Trento Nord. Sin dall'inizio l'amministrazione comunale ha seguito passo passo questo progetto, che è stato modificato e adattato alle prescrizioni votate dal Consiglio comunale. Questo approccio continuerà anche in futuro, fino al termine del cantiere, in modo da minimizzare i disagi e massimizzare i benefici per la città. Quanto ai vantaggi dell'opera, direi che sono plurimi. Come noto, il bypass si inserisce nel progetto di potenziamento del corridoio del Brennero. Con l'apertura del tunnel di base e la conclusione del bypass aumenterà l'offerta di mobilità su ferro e saranno attivate le fermate di Mattarello e Trento Nord. La città diventerà molto più accessibile grazie ai collegamenti veloci in treno. Inoltre il traffico merci non passerà più attraverso i quartieri più popolosi della città, come per esempio Clarina, San Pio X, San Giuseppe, Centro Storico e Cristo Re".
Trento è una città sicura? Per migliorare la percezione dei cittadini cosa servirebbe?
"Secondo i dati del Ministero dell'Interno, Trento è tra le città più sicure d'Italia. Però è innegabile che il disagio in questi anni sia cresciuto: dopo il Covid sono in aumento la povertà, i disturbi psichiatrici, le dipendenze e crescono anche i senza dimora. Vandalismi, furti, risse sono il sintomo di una situazione che richiede sicuramente un maggior presidio da parte delle forze dell'ordine, ma che necessita anche di interventi sociali più capillari e incisivi".
La carenza abitativa è uno dei temi che la nuova amministrazione comunale dovrà affrontare. Serve un piano straordinario: quali sono gli interventi urgenti da avviare?
"Ribadiamo la richiesta di una presenza del Comune negli organi di amministrazione di Itea per poter incidere nelle politiche dell'Ente e in particolare sulla continua crescita degli alloggi sfitti (oltre mille su un patrimonio complessivo di circa 10.600 alloggi pubblici di cui quasi 4.500, cioè il 42%, a Trento). Parallelamente intendiamo proseguire con gli aiuti a chi paga l'affitto (mille all'anno le richieste tutte finanziate) e con il sostegno alla fondazione Trentino Abitare per recuperare edifici dismessi da destinare ad alloggi in collaborazione con i privati. Chiederemo di integrare la legge urbanistica provinciale con l'obbligo di prevedere una percentuale di superficie per l'edilizia pubblica, agevolata o per il social housing. Infine, va ricordato il progetto di realizzare un ostello dei lavoratori alle ex scuole Bellesini".
Negli scorsi mesi si è parlato della costruzione di un CPR (Centro di Permanenza per i Rimpatri) a Trento. Lo ritiene utile oppure serve un'alternativa? Sempre sul tema migranti, ritiene giusta la decisione della PAT di concentrare tutta l'accoglienza nel capoluogo?
"È tutto il sistema di gestione dell'immigrazione che non va bene. Non va bene far risiedere tutti i migranti in città, non va bene concentrare i richiedenti asilo in grandi strutture, non va bene non prevedere percorsi di integrazione e di avviamento al lavoro. I Cpr potrebbero servire per rimpatriare i soggetti che delinquono: il problema è che i Cpr in Italia funzionano male, le condizioni di vita sono disumane, diventano centri di detenzione a lungo termine, accolgono anche persone responsabili di semplici irregolarità amministrative. L'alternativa? Rivedere totalmente il sistema dell'accoglienza, che oggi è criminogeno e, in assenza di servizi, incentiva l'illegalità".
Il collegamento tra la città e il Bondone è uno dei temi discussi da tempo. Funivia sì o funivia no? C'è poi la questione del bacino di accumulo per la neve artificiale alle Viote. Lei cosa ne pensa?
"Funivia sì perché ci consentirà di collegare meglio la città con la Destra Adige e di avvicinare Trento alla sua montagna, con vantaggi evidenti dal punto di vista della qualità della vita oltre che del turismo, delle opportunità economiche, del rilancio del Monte Bondone. Siamo tutti consapevoli dei cambiamenti climatici, sappiamo che lo sci non si spegne da una stagione all'altra. Sappiamo che il bacino può avere anche funzioni ludiche e può diventare un'attrazione in sé. Attendiamo lo studio dell'università di Trento che ci potrà far capire quali sono le condizioni per poterlo eventualmente realizzare".
Un tema fortemente divisivo è quello dell'inceneritore. Ne abbiamo bisogno? Ci sono alternative?
"Chiudere il ciclo è una questione di responsabilità. Ma la tecnologia deve essere la migliore possibile. E il luogo deve essere scelto non in base a convenienze politiche, ma perché più adatto alle caratteristiche dell'impianto".
A Trento la carenza di parcheggi si fa sentire ogni giorno. Negli ultimi anni è stato dato molto spazio alla mobilità ciclabile e alle aree verdi. Quale soluzione si potrebbe mettere in campo per chi, anche per motivi lavorativi, utilizza l'auto in città?
"Vogliamo ridisegnare il trasporto pubblico insieme a Trentino Trasporti per renderlo più efficiente e indurre a lasciare l'auto a casa. E costruire nuovi parcheggi di attestamento in zona Bermax, allo svincolo di Canova, a San Donà in zona Corallo, a Mesiano (quest'ultimo collegato alla città dall'ascensore obliquo) e in Destra Adige".
Il commercio storico di Trento è in crisi. Sono numerosi i negozi sfitti. Colpa dell'e-commerce o ci sono altri motivi? Quali soluzioni si dovrebbero mettere in campo?
"La crisi del commercio è un fenomeno che interessa tutte le città in modo più o meno pesante. Sicuramente l'e-commerce è uno dei fattori di questa crisi insieme al caro affitti. Se sarò rieletto, tra le prime iniziative ci sarà l'attivazione di un coordinamento - lo chiameremo "Le vetrine di Trento" - tra Comune, commercianti e residenti per parlare di accessibilità (parcheggi e non solo), turismo, affitti, sicurezza, plateatici. L'obiettivo è rivitalizzare il centro storico, individuando
anche le vocazioni delle diverse strade. Istituiremo un servizio ad hoc nell'amministrazione comunale, per affrontare al meglio questa sfida".
Trento ha sempre dimostrato il proprio sostegno all'Ucraina. È giusto o sbagliato e perché? Crede che oggi serva più Europa?
"Il sostegno all'Ucraina è doveroso perché si tratta di un Paese aggredito da una superpotenza nucleare che pensava di arrivare a Kiev in pochi giorni sennonché sulla sua strada ha trovato la resistenza eroica del popolo ucraino. Certo che serve la “nostra patria Europa”, come diceva De Gasperi: ad oggi è il continente della democrazia e dei diritti civili e sociali, ha un peso politico sicuramente inferiore a quello economico. Unirci, coordinare gli sforzi, come è stato fatto durante la pandemia, serve non certo ad aggredire ma a tutelarci da chi ci minaccia".












