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Vallagarina
04 maggio | 16:18

Comunali Rovereto, Piccinni (Fratelli d'Italia): “Uffici pubblici in centro e meno Ztl per rilancio commercio. Termovalorizzatore? No preclusione, ma la città ha già dato”

Il Dolomiti ha inviato una serie di domande ai cinque candidati sindaco per la Città della quercia in vista delle comunali del 26 maggio. Ecco l'idea di Rovereto di Paolo Piccinni, candidato sindaco per Fratelli d'Italia

Comunali Rovereto, Piccinni (Fratelli d'Italia): “Uffici pubblici in centro e meno Ztl per rilancio commercio

ROVERETO. Dalla Valdastico, alla viabilità in città, dalle sfide del commercio al turismo all'Università: sono molti i temi centrali che nei prossimi cinque anni si dovranno affrontare Rovereto e, in vista delle comunali del 26 maggioil Dolomiti ha posto una serie di domande ai cinque candidati sindaco per la Città della Quercia. Ecco l'idea di Rovereto di Paolo Piccinni, candidato sindaco per Fratelli d'Italia.

 

1) A livello provinciale, tra le progettualità più importanti sulle quali si sta ragionando due potrebbero impattare direttamente sul territorio roveretano: il prolungamento dell'A31 Valdastico, con eventuale uscita a Rovereto Sud, e la realizzazione dell'impianto (termovalorizzatore) per la chiusura del ciclo dei rifiuti in Trentino. Qual è la sua opinione su queste due grandi ipotesi progettuali?

 

Rovereto sembra interessata nel prossimo futuro da una serie di infrastrutturazioni che non sono riconducibili solo all’uscita della Valdastico e al termovalorizzatore, ma anche al potenziamento e interramento della linea ferroviaria con la previsione di una ampia zona di smistamento merci a sud e alla realizzazione della nuova stazione autocorriere, alla circonvallazione, opere queste ultime (circonvallazione e stazione autocorriere) che le precedenti amministrazioni non hanno saputo portare a compimento. Tutte queste opere pubbliche se realizzate contemporaneamente ingenerano notevoli impatti sia nella fase realizzativa che nella fase gestionale. Premesso ciò penso sia necessario fare delle scelte su cosa sia più urgente per la città. Per l’A31 in sé non c’è preclusione, come peraltro indicato nel programma di legislatura provinciale dove si legge che “Il collegamento dovrà inserirsi, in accordo e a seguito di confronti con i territori eventualmente interessati, all’interno dello spazio di collegamento previsto dalla nuova variante urbanistica impostata dalla Giunta provinciale. La nuova arteria stradale, oltre a rispondere alle richieste dell'economia trentina, deve anche sgravare dal traffico pesante la Valsugana”. Tale previsione è ovviamente condivisibile e in merito all’eventuale uscita roveretana, su cui sono state espresse contrarietà, dovrà essere sviluppato un serrato confronto tecnico. E neppure su un impianto di termovalorizzazione adeguatamente dimensionato per non penalizzare la raccolta differenziata in atto sul territorio, non c’è preclusione ma si nutrono perplessità sulla sua collocazione in una zona già studiata in passato in Provincia con delle modellazioni delle dispersioni degli aeriformi dai camini che non hanno rassicurato sulla ricaduta al suolo degli inquinanti residui lungo la direttrice della valle dell’Adige in cui l’atmosfera si comporta diversamente dagli spazi aperti delle pianure. Peraltro Rovereto ha già dato in termini di smaltimento rifiuti ospitando una discarica che si è enormemente accresciuta nel tempo senza che nessuno si sia preoccupato nemmeno di provvedere al rinverdimento delle rampe. Lo spettacolo che si presenta al visitatore che arriva da sud che posa lo sguardo sulla minacciosa parete nera dei teli della discarica non richiama certamente alla mente lo skyline di una città turistica.

 

2) Quali sono le sfide per il commercio in città nei prossimi anni? Quali le prime iniziative da mettere in campo per sostenere e rilanciare il settore?

 

E’ sotto gli occhi di tutti come lo sviluppo commerciale della città si sia spostato verso la zona industriale dove si è consentito il proliferare dannoso di grandi centri commerciali decisamente fuori scala per la nostra realtà cittadina. Il centro si è svuotato di tutte quelle attività la cui concorrenza di tali centri unita al commercio on line è diventata spietata. Se si aggiunge a questi fattori anche una espansione sempre più pressante della zona ZTL, è chiaro che sono venute a mancare le condizioni per la sopravvivenza di molte attività commerciali nel centro di Rovereto, fatta eccezione per la direttrice di via Garibaldi- via Mazzini- via Rialto- via Mercerie. E’ necessario agire con urgenza per ridare attrattività alle restanti vie del centro in cui abbondano i negozi chiusi, e dove la riduzione di frequentazione e illuminazione induce anche insicurezza. Tra gli Interventi urgenti si pensa ad una ridefinizione della ZTL nel senso di una sua riduzione, ed al trasferimento degli uffici pubblici della ex Cartiera in stabili ubicati in centro in modo da stimolare quell’indotto che normalmente viene a supportare la frequentazione degli utenti in queste strutture. Si pensa inoltre sia necessario ripristinare l’organizzazione di manifestazioni periodiche diffuse su tutto il territorio comunale che identifichino e caratterizzino una offerta turistica ben riconoscibile e che sappia coinvolgere tutta la città.

 

3) Uno dei grandi temi in città è quello della viabilità: dalle discussioni in merito alla Ztl in centro alla divisione sull'asse nord-sud rappresentata dalla Statale 12 (con le note code e rallentamenti al traffico in particolare alle ore di punta), quali sono le priorità da mettere in campo in città? Come lavorare per risolvere le criticità? Il processo di pedonalizzazione del centro deve essere ampliato?

 

Rovereto ha l’urgente bisogno di avere una sua circonvallazione che riesca a depotenziare l’intasamento dell’attuale statale SS12, ed un urgente riordino viabilistico interno, con un ridisegno della ZTL. Infatti si pensa che agendo su taluni punti critici dell’attuale assetto viario interno della città si possa distribuire in modo migliore il traffico cittadino soprattutto nelle ore di punta, tenuto conto anche dell’impatto che l’attuale cantiere del sottopasso ferroviario ha sulla viabilità della statale. Un primo urgente pacchetto di interventi da attuare in modo coordinato consiste nel:
- ripristinare all’incrocio di via Paoli con corso Rosmini l’originaria possibilità di poter procedere in tutte le direzioni
- riaprire al transito regolare via Fontana a senso unico verso l’ospedale
- eliminare la limitazione oraria di transito in borgo Santa Caterina
- riaprire al doppio senso di marcia il ponte sul Leno in via Prima Armata
- ripristinare all’incrocio di via Cavour con via Saibanti e via Halbherr la possibilità di procedere in ogni senso di marcia.

 

4) Diversi cittadini lamentano una perdita di 'vitalità' in città, Rovereto ha bisogno di una spinta per rilanciare la sua attrattività, anche nei confronti dei giovani? Come intervenire in questo contesto (anche dal punto turistico e dell'offerta di eventi)?

 

Ridare vivibilità alla città vuol dire mettere in atto un processo coordinato e comprensivo di molti attori dei vari comparti socio economici che devono essere doverosamente coinvolti per definire e collaborare nella realizzazione del progetto. Contestualmente si ritiene necessario un deciso miglioramento della accessibilità della città, e quindi la realizzazione al Follone di un parcheggio multipiano interrato per consentire l’utilizzo della superficie come nuova piazza vocata ad iniziative di intrattenimento ed attività espositive/commerciali. Non è da escludere che sulla medesima superficie possa trovare posto finalmente anche la nuova stazione delle autocorriere. Evidentemente del processo di rivitalizzazione della città ne potranno beneficiare tutti indistintamente compresi i giovani.

 

5) L'offerta universitaria roveretana, negli ultimi anni, sta crescendo: è necessario lavorare per rendere sempre più competitiva, da questo punto di vista, la Città della quercia? Quali le priorità da seguire?

 

L’Università è insediata in diversi edifici importanti della città. E’ evidente che le scelte in materia di corsi universitari non dipende direttamente dall’amministrazione comunale, ma data la presenza di poli di eccellenza tecnologica si auspica si possa arrivare a veder potenziati in loco i corsi coerenti con i processi industriali proiettati verso il futuro. L’ipotesi di realizzare a Rovereto da parte dell’Opera Universitaria uno studentato va in questa direzione. La collocazione di cui si sente parlare sarebbe l’ex asilo della Manifattura a Borgo Sacco, ubicato proprio nelle immediate vicinanze della avveniristica struttura del Progetto Manifattura. Per questa operazione sarebbe interessante poter valutare assieme all’Opera universitaria una ubicazione più centrale e maggiormente servita dai mezzi di trasporto per poter così contribuire anch’essa al processo di rivitalizzazione di Rovereto.

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