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Trento
29 maggio | 18:55

Dalle spaccate in centro ai negozi che scappano, la ricetta del nuovo assessore: ''Rigenerazione urbana e più parcheggi pertinenziali. Bolzano ne ha 56 noi solo 5''

Sulla sicurezza afferma il titolare del "maxi" assessorato: "Quello che il Comune può fare è operare una rigenerazione urbana, migliorare l'illuminazione e, conseguentemente, rendere la città ancora più vissuta. A livello di controllo la richiesta maggiore è quella di avere presidi fissi di agenti a piedi. L'Esercito? La richiesta al Governo di poter rientrare in "Strade Sicure" è stata fatta, e non certamente ieri, ma non è arrivata alcuna risposta"

TRENTO. Un "maxi" assessorato con le deleghe all'economia, montagna e azioni per l’età sperimentale, attrattività della città e della montagna, coordinamento delle iniziative in materia di sviluppo sostenibile del monte Bondone, rapporti con le Asuc, welfare per gli anziani e, soprattutto, commercio, artigianato, turismo, foreste, agricoltura.

 

Un bell'impegno per Alberto Pedrotti, che già faceva parte della "prima" Giunta Ianeselli, ma con competenze ben diverse. Dopo la rielezione, il sindaco ha confermato la fiducia all'esponente di Campobase, che il primo cittadino ha voluto fortemente all'interno dell'esecutivo e a cui ha assegnato competenze di fondamentale importanza per la città.

 

Le "partite" da giocare saranno tante, assolutamente diversificate, a cominciare dalla crisi del commercio, ai problemi legati alla sicurezza degli esercizi, diffusa ormai su tutto il territorio comunale, alla necessità di Trento di migliorare la propria offerta e qualità turistica. Le richieste sono numerose. Come farvi fronte?

 

Partiamo dalla questione sicurezza: le "spaccate", l'ultima delle quali avvenuta la scorsa notte a Melta, non si contano più. Come garantire una maggior sicurezza alle attività economiche della città?

"Il problema c'è, inutile negarlo: le notizie parlano da sole - esordisce Pedrotti - e le recenti spaccate in vari esercizi pubblici, l'ultima la scorsa notte al Ristorante Anfora, sono certamente un aspetto preoccupante e riguardo al quale serve un intervento deciso. Ritengo sia necessario un incontro con il Questore e io sono pronto e disponibile a fare da tramite tra le associazioni di categoria e le forze dell'ordine. Bisogna lavorare su due fattori: migliorare la qualità "sociale" della città e avere un'attività repressiva nei confronti di chi delinque più marcata. La Polizia Locale svolge già un grande operato, bisogna capire se è possibile migliorare e implementare l'attività di quest'ultima per presidiare ulteriormente il territorio".

 

Il problema riguarda sia il centro storico che le cosiddette periferie.
"Infatti, a tal proposito, non bisogna fare distinzioni. La sicurezza, checché ne dica qualcuno, è sempre stato un tema prioritario e non un qualcosa che sta a cuore ad una sola parte politica mentre il centro sinistra, per dirla chiaramente, non s'interessa a riguardo. Chi sostiene questo fa solamente della gran demagogia. Certo, siamo consapevoli che si debba fare di più, perché con la sicurezza delle persone e delle attività non si scherza".

 

Concretamente, cosa si può fare?
"Quello che il Comune può fare è operare una rigenerazione urbana, migliorare l'illuminazione e, conseguentemente, rendere la città ancora più vissuta. Il che significa meno abbandono e degrado. A livello di controllo la richiesta maggiore è quella di avere presidi fissi di agenti a piedi. L'Esercito? La richiesta al Governo di poter rientrare in "Strade Sicure" è stata inoltrata, e non certamente ieri, ma non è arrivata alcuna risposta".

 

Si è già confrontato con le varie categoria?
"E' stato il primo passo. Doveroso, assolutamente. Ho iniziato il "giro" e lo proseguirò nelle prossime settimane. Ho trovato interlocutori che portano avanti con fermezza, come è giusto sia, le posizioni delle diverse categorie, ma con massima apertura al dialogo. E noi, inteso come il Comune, in tutte le sue componenti, siamo lì per quello".

 

Uno dei problemi che viene lamentato è la mancanza di parcheggi. Ci sono soluzioni o la questione è destinata a restare irrisolta?
"Dal nulla non si possono creare spazi. Agli esercizi commerciali servono certamente parcheggi e dobbiamo mediare fra la necessità odierna e le politiche di trasformazione della mobilità attualmente in corso. Le soluzioni sono quelle di realizzare parcheggi scambiatori ai margini del centro, migliorando contemporaneamente quelli che sono i collegamenti. E poi, certamente, vanno aumentati i parcheggi pertinenziali dedicati ai residenti che, così, avranno spazi dove lasciare le proprie auto, che saranno "tolte" dagli altri posti. Bolzano ha 56 parcheggi pertinenziali, Trento solamente 5. La differenza è evidente".

 

Un grande aiuto arriverà certamente dal parcheggio multipiano che sorgerà all'ex Italcementi: la passerella sull'Adige permetterà poi di raggiungere rapidamente il piazzale Sanseverino e, da lì, il centro città.
"Certamente, anche se in questo caso i tempi non saranno strettissimi. E, intanto, l'amministrazione deve lavorare per dare risposte concrete a chi opera nel commercio nell'immediato. Dobbiamo fare tutto il possibile per aiutare un settore che, in tutto il mondo, vive un momento di grande difficoltà".

 

Come intervenire nell'immediato?
"Innanzitutto credo serva un ragionamento scientifico e il fenomeno, riferito a Trento, va studiato in maniera attenta. Ecco perché, ed è una cosa che intendo realizzare, penso ad una sorta di "Stati Generali" del commercio trentino, coinvolgendo tutte le categorie, analizzando la situazione nello specifico, sfruttando l'esperienza di chi ha operato altrove e confrontando il nostro modello con quelli proposti da altre realtà. Poi è indubbio che l'avvento dell'on line abbia "sparigliato le carte" e, allora, penso a percorsi formativi dedicati ai commercianti trentini per permettere loro di essere competitivi. Mi spiego: il negozio deve restare, rappresenta la vetrina "fisica", ma l'esercente deve essere in grado di operare anche on line e, dunque, essere competitivo anche in un mercato dove adesso non è presente o lo è in maniera marginale. In questo senso il Comune può e deve contribuire a formazione e aggiornamento. E poi si deve lavorare su quello che è l'indotto indiretto, strettamente connesso all'ambito turistico".

 

Si spieghi.
"Il calendario di eventi a Trento è da considerarsi saturo, dunque non serve introdurre nuovi Festival o manifestazioni. La qualità è già, obiettivamente, molto alta e noi dobbiamo puntare a portare miglioramenti qualitativi. L'obiettivo concreto deve essere quello di far sì che aumenti la spesa pro capite di chi viene in città. In tal senso credo che un grande aiuto potrà arrivare, in futuro, dalla realizzazione della funivia che collegherà il capoluogo con il Bondone che, a quel punto, diventerà ancora di più la "montagna della città", con inevitabili ricadute anche sulle attività del capoluogo".

 

C'è un rischio overtourism a Trento?
"Apt e Pro Loco lavorano molto bene e lo certifica, ribadisco, la qualità degli eventi che vengono proposti. Penso ad "Autumnus", una manifestazione che ha riempito in maniera egregia un "buco" nella programmazione e, negli anni, è diventato un must dell'offerta della città. Il turismo è una risorsa fondamentale, ma ci vuole equilibrio, perché non deve assolutamente inficiare la qualità di vita dei residenti".

 

Si discute spesso sull'assenza dei grandi marchi dalla città.
"E' vero e bisognerebbe capire perché Trento non è appetibile, ma questo è un argomento delicato, perché l'eventuale presenza dei grandi marchi dovrebbe essere "sostenibile" per le attività locali. Certo è che individuare la "causa" sarebbe comunque importante per un'ottica di sviluppo. In altre città ci sono le "vie" del commercio tematiche: anche questa è un'ulteriore riflessione che intendo fare con i rappresentanti di categoria".

 

Serve un maggior coordinamento con l'assessorato ai lavori pubblici per evitare "pericolose" sovrapposizioni?
"Bisogna lavorare in maniera trasversale e, per quanto possibile, i lavori impattanti non devono coincidere con i "picchi" turistici del capoluogo. Quando parliamo di crescita qualitativa il riferimento è anche a questo".

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