"Arroganza della maggioranza", altri attacchi per l'evento con sindaco e assessore sul marciapiede. La replica del Pd: "Nulla di illecito, un diritto presentare i risultati"
Dopo il Movimento 5 stelle, anche Democrazia Sovrana Popolare attacca il Pd e il sindaco uscente sull'evento per presentare il finanziamento del marciapiede Villazzano-Grotta. La replica dei dem e del primo cittadino uscente

TRENTO. Gli avversari alle prossime elezioni comunali parlano di scorrettezza istituzionale mentre il Partito Democratico si difende e rispedisce le accuse al mittente. Il nodo del contendere? Un marciapiede. Un'opera attesa e richiesta da anni in collina e che nei prossimi mesi dovrebbe trovare soluzione.
Il Partito Democratico ha organizzato un evento sulla realizzazione del marciapiede Villazzano-Grotta, un appuntamento che prevede la partecipazione solo del sindaco Franco Ianeselli e dell'assessore comunale Italo Gilmozzi. Il dubbio del Movimento 5 stelle è sull'utilizzo dei ruoli istituzionali per promuovere iniziative pubbliche in piena campagna elettorale (Qui articolo).
A intervenire anche Democrazia Sovrana Popolare. "Il sindaco fa campagna elettorale con progetti del Consiglio comunale", dice la candidata sindaca Simonetta Gabrielli. "Utilizzare, come nel caso del marciapiede della Grotta di Villazzano, iniziative approvate da Palazzo Thun con simboli di partito sembra a dir poco inopportuno, se non una vera e propria arroganza".
Questa iniziativa "è partita già negli Anni Novanta all'interno del Consiglio su iniziativa dell'allora Lista civica per Trento", prosegue Gabrielli. "Che oggi sindaco e assessore si presentino con una bella locandina targata Pd a presentare non un programma elettorale futuro ma un progetto votato e discusso in Consiglio comunale da tutti i partiti sembra segno di arroganza politica e sgarbo istituzionale, del ruolo di sindaco e anche di quello dei consiglieri. La visibilità istituzionale di un sindaco è già 'fisiologica' non ha certo bisogno di usare queste scorrettezze istituzionali per averne di più. A meno che non sia a corto di argomenti".
Accuse rispedite al mittente dai dem. "Non c’è niente di illecito e tantomeno di inopportuno nell’organizzazione di un incontro dove le forze politiche che governano la città incontrano i cittadini per parlare dei progetti per il territorio", commenta Alessandro Dal Rì, segretario provinciale del Partito Democratico, consigliere comunale uscente e candidato alle prossime elezioni per il capoluogo. "Strana concezione di democrazia hanno quelli che conducono un’intera campagna elettorale attaccando tutto quello, opere e iniziative (vere o presunte), che ha fatto la maggioranza che oggi governa la città, peraltro distorcendo i fatti e forzando le narrazioni".
Arriva un affondo. "Queste stesse persone poi si stracciano le vesti quando questa maggioranza vuole incontrare i cittadini per parlare dei suoi progetti e delle sue idee? Non ci siamo", prosegue Dal Rì. "Ma del resto questa allergia a chi invece di essere distruttivo prova a essere costruttivo è comprensibile per chi fa politica non ambendo a governare, ma solo per criticare, demonizzare e gridare al complotto a ogni piè sospinto".
Il Partito Democratico rivendica la possibilità di organizzare questo evento. "Certo come Pd di Villazzano non ci nascondiamo di certo perché sulla realizzazione del marciapiede della Grotta abbiamo spinto per cinque anni, e non era affatto scontato che alla fine il suo finanziamento entrasse nel bilancio", prosegue Dal Rì. "C’erano e ci sono tante altre cose da fare in città, si è quindi trattato di una scelta precisa e di una scelta politica, presa, con l’ostilità in consiglio da parte delle minoranze: mettere in sicurezza via Marzola, oggi sprovvista di marciapiede e quindi pericolosa per chi sale a piedi verso l’abitato della Grotta, verso il rifugio Bindesi e in generale verso la montagna".
Replica anche il primo cittadino. "Scopro che come candidato sindaco sono pesantemente accusato di partecipare a incontri elettorali nei quali, udite udite, racconto cos’ho fatto da sindaco", dice Franco Ianeselli. "Il casus belli è il finanziamento del marciapiede alla Grotta di Villazzano. Come trarmi d’impaccio da un’accusa così arzigogolata? Intendiamoci: amministrare significa sempre 'spendere i soldi di tutti', ma il discrimine per un amministratore uscente è: averli spesi bene o averli spesi male".
In campagna elettorale "c’è chi sostiene che tu li abbia spesi male e quindi ti attacca per le cose che hai fatto", continua Ianeselli. "Chi, come me, è amministratore uscente ha invece il diritto-dovere di presentare agli elettori le scelte fatte e raccontare perché le giudica positivamente. Amministrare comporta sempre 'scegliere' cosa finanziare e cosa no. Per esempio, il marciapiede verso la Grotta approvato dal Consiglio comunale con l’assestamento di bilancio dello scorso giugno (24 voti favorevoli e 7 contrari) ha comportato decidere di non finanziare altre opere come la ciclabile di Meano (decisione che qualcuno ricorderà bene visto che quella nostra scelta è stata alla base di una sua scelta: uscire dalla maggioranza). Forse per certi candidati va tutto sommato bene quando mettiamo la faccia sulle scelte e sulle spese collegate alle grandi opere – così possono dirci che in nome di quelle abbiamo dimenticato quelle piccole e di comunità – ma diventiamo invece scorretti se raccontiamo gli orti di comunità, i parchi o i marciapiedi".
Insomma, la maggioranza non vede ostacoli. "Che sia convocato un incontro in un bar per presentare un’opera pubblica mi pare una normale iniziativa della campagna elettorale. Che si inviti anche il sindaco (uscente e candidato) non mi pare strano. Forse dobbiamo chiedere agli avversari quali sono le opere sulle quali abbiamo libertà di parola?", conclude Ianeselli.












