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"La circonvallazione? Non si deve fare", Simonetta Gabrielli con Democrazia Sovrana Popolare punta a Palazzo Thun: "Trento è diventata una città insicura"

Dall'immigrazione ai progetti più importanti per la città e alle sfide per i prossimi anni: nove domande e nove risposte per conoscere la ricetta per la città di Trento di Democrazia Sovrana e Popolare e della sua candidata sindaca, Simonetta Gabrielli

di Redazione

TRENTO. Dallo stop alle grandi opere che interessano (o che dovrebbero interessare) la città all'emergenza abitativa, dalla gestione dell'immigrazione fino alla radicale postura sulla guerra portata dalle forze d'invasione russe in Ucraina (“siamo contrari alla guerra in Ucraina e all'invio di armi nel rispetto dell'art.11 della Costituzione, perché sembra proprio una guerra per procura, preparata da tempo, voluta da altri contro la Russia”. ndr: a scanso di equivoci ci sembra giusto ricordare che la guerra ovviamente l'ha voluta proprio Putin e che da oltre tre anni, al prezzo di centinaia di migliaia di morti, gli ucraini, con il sostegno degli alleati, stanno difendendo il loro Paese da una brutale e ingiustificata invasione). E ancora l'integrazione europea. 

 

Questi alcuni dei punti della ricetta di Democrazia Sovrana Popolare e della sua candidata sindaca, Simonetta Gabrielli, per la città di Trento. La lista del partito di Marzo Rizzo può contare su 36 candidati, 12 donne e 24 uomini: tra i candidati anche Patrizia Caproni, coordinatrice regionale, e Milo Marsili, storico organizzatore di eventi e fiere che l'anno scorso è stato candidato sindaco a Rovereto per il partito di Marco Rizzo. L'intervista è stata pubblicata anche sul numero di aprile del mensile Uct  - Uomo Città e Territorio. 

 

Uno dei progetti più importanti e impattanti per la città di Trento è la circonvallazione ferroviaria. I lavori sono stati avviati da ormai diverso tempo e le polemiche non sono mancate. Ha dei timori sul proseguimento di questo intervento? Quali saranno i benefici per i cittadini?
Parlare di timori è riduttivo. Per quanto mi riguarda la circonvallazione non si deve fare. Primo per la salute dei cittadini, per l'annoso e significativo inquinamento dei terreni di Trento Nord, inquinamento che, per via del mancato barrieramento idraulico delle aree ex Sloi e Carbochimica, si sta espandendo a macchia d'olio ai territori circostanti. Non mi capacito che l'amministrazione comunale in quasi 50 anni non si sia preoccupata della bonifica. È semplicemente un azzardo fatto sulla pelle dei cittadini e della città stessa. Un'opera che ferisce la città attraversando un'area densamente abitata. Ancora una volta una scelta calata dall'alto. Bisogna fermare il progetto.

 

La carenza abitativa è uno dei temi che la nuova amministrazione comunale dovrà affrontare. Serve un piano straordinario: quali sono gli interventi urgenti da avviare?

Oggi viviamo in un mercato immobiliare drogato da un'economia che si regge su mille fluttuazioni. Prezzi alle stelle sia per affitti, spesso introvabili, sia per l'acquisto. E poi case vendute all'asta perché c'è chi non riesce più a pagare un mutuo. Vanno censiti gli appartamenti sfitti, le case abbandonate e trovato il modo di far rientrare queste abitazioni sul mercato con il Comune come garante sulla durata dei contratti e manutenzione degli alloggi. Altro importante capitolo è quello degli alloggi per studenti universitari e del cohousing
pubblico. Qui il Comune, in accordo con la Provincia, può fare molto. 

 

Negli scorsi mesi si è parlato della costruzione di un CPR (Centro di Permanenza per i Rimpatri) a Trento. Lo ritiene utile oppure serve un'alternativa? Sempre sul tema migranti, ritiene giusta la decisione della PAT di concentrare tutta l'accoglienza nel capoluogo?
Il problema è politico. La radice della questione ha bisogno di un pensiero lungo, ridare la sovranità ai Paesi africani per evitare che le persone siano costrette ad abbandonare la propria terra. Nell'immediato, invece, concentrare l'accoglienza solo nel capoluogo non favorisce una reale integrazione: va distribuita in modo omogeneo su tutto il territorio provinciale.

 

Trento è una città sicura? Per migliorare la percezione dei cittadini, cosa servirebbe?
Come dimostrato negli ultimi 15 anni, concentrare l'accoglienza in aree ristrette ha portato all'importazione di criminalità, miseria e spaccio, trasformando Trento da “isola felice” a città insicura. L'accoglienza deve tradursi in integrazione lavorativa per ricostruire comunità coese, altrimenti alimenta il degrado. I vigili e gli operai di quartiere rappresentano una soluzione concreta: figure vicine ai cittadini, presenti ogni giorno nelle strade e nelle piazze, in grado di intervenire tempestivamente in situazioni di disagio, contribuendo a migliorare la sicurezza.

 

Il collegamento tra la città e il Bondone è uno dei temi discussi da tempo. Funivia sì o funivia no? C'è poi la questione del bacino di accumulo per la neve artificiale alle Viote. Lei cosa ne pensa?
Sono contraria sia alla funivia che al bacino di innevamento. Se non si è stati capaci di fare un progetto complessivo per il Bondone non sarà certo la funivia a risolvere l'annoso problema. Sono sempre stupita dallo sbandieramento delle politiche cd "green" quando si propongono opere invasive per l'equilibrio del territorio.

 

Un tema fortemente divisivo è quello dell'inceneritore. Ne abbiamo bisogno? Ci sono alternative?
Sono davvero stupita: com'è possibile che con i livelli di differenziata raggiunti sia rientrato in gioco? Cosa c'è sotto? Quale la reale intenzione? Diciamo che i cittadini della provincia non ne hanno bisogno. Piuttosto, come indicato nel nostro programma, è sufficiente fare alcuni passaggi tecnologici per raggiungere risultati migliori chiudendo il ciclo in Trentino senza inceneritore.

 

A Trento la carenza di parcheggi si fa sentire ogni giorno. Negli ultimi anni è stato dato molto spazio alla mobilità ciclabile e alle aree verdi. Quale soluzione si potrebbe mettere in campo per chi, anche per motivi lavorativi, utilizza l'auto in città.
Io uso abitualmente la bicicletta, ma da sindaco devo anche comprendere le esigenze di chi non può farlo, oppure abita nelle zone collinari. Aver realizzato le ciclabili non può giustificare la riduzione delle carreggiate, dei parcheggi e delle corse dei mezzi pubblici. Bisogna ripensare tratte e mezzi per il trasporto pubblico per renderlo davvero competitivo rispetto a quello privato, ed a parcheggi di attestamento.

 

Trento ha sempre dimostrato il proprio sostegno all'Ucraina. È giusto o sbagliato e perché? Crede che oggi serva più Europa?
Il sostegno è dell'amministrazione di centrosinistra, non di tutta la cittadinanza di Trento. Siamo contrari alla guerra in Ucraina e all'invio di armi nel rispetto dell'art.11 della Costituzione, perché sembra proprio una guerra per procura, preparata da tempo, voluta da altri contro la Russia. Designare i buoni da una parte, l'occidente (e le sue presunte democrazie) e i cattivi dall'altra, altera la storia e anche una visione corretta del mondo che sta cambiando. La guerra che ci stanno raccontando è piena di falsificazioni, come la strage di Odessa attribuita ai russi e invece perpetrata dai soldati nazisti filo ucraini. Qualcuno ha chiesto scusa per aver dato una notizia falsa? E l'Unione Europea parla di diplomazia? Si adopera per la pace? No, decide un piano di riarmo di 800 miliardi che porterà solo altre morti e tagli al welfare. Questa Unione Europea non è 'Europa' e l'unica possibilità per ricominciare è chiederne lo scioglimento.

 

Il commercio storico di Trento è in crisi. Sono numerosi i negozi sfitti. Colpa dell'e-commerce o ci sono altri motivi? Quali soluzioni si dovrebbero mettere in campo?
L'e-commerce ha tolto moltissimo ai negozi di prossimità, così come i centri commerciali e mega supermercati. L'amministrazione uscente non ha fatto nulla per arginare il fenomeno, spalancando la strada a Amazon, banalizzando sia il centro di Trento che la periferia, rendendoli non-luoghi che troviamo sempre uguali ovunque. Non si deve più consegnare un metro quadrato di territorio alla grande distribuzione ma favorire i negozi di prossimità, rinforzare i mercati diffusi, anche per non penalizzare la popolazione anziana, eventualmente anche intervenendo sui prezzi esorbitanti degli affitti.

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