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Da ''no vax'' a ''pro Putin'' il passo è breve: a Verona una lista candidata alle elezioni che chiede aiuto alla Russia ''per il ripristino della democrazia in Italia''

Si chiama ''Verona per la libertà'' e poche ore fa con un post ha preso le distanze dalla decisione del governo Draghi di allontanare gli ambasciatori russi mettendo in discussione gli orrori che si stanno scoprendo in Ucraina (usando la formula ''presunti quanto discussi eccidi propagandati dai media ufficiali''). Il candidato sindaco è un ex leghista, Alberto Zelger fiero ''free vax'' e ''no green pass''. Ecco la lettera scritta all'ambasciata russa ''con ossequio''

Di Luca Pianesi - 06 aprile 2022 - 16:24

VERONA. Da ''no vax'' a ''pro Putin'' il passo è breve e a Verona il collegamento tra i due mondi, quello che per mesi ha criticato il green pass e la ''dittatura sanitaria'' e quello che ''ma anche la Nato ha le sue colpe'' e ''no alle armi agli ucraini perché anche la nostra economia è a rischio e dobbiamo far finire la guerra il prima possibile'', di fatto sacrificando il popolo ucraino, si sta trasformando in una vera e propria proposta politica. Si chiama ''Verona per la libertà'' e vuole essere una lista che si candiderà alle ormai prossime elezioni comunali del 12 giugno.

 

Il candidato di punta è l'ex leghista Alberto Zelger consigliere comunale con il partito di Salvini, fiero ''freevax'', da mesi in prima linea nella battaglia contro il green pass e il Governo Draghi. E proprio da Draghi e dal suo Governo la sua lista chiede a Putin di salvare l'Italia e la sua democrazia. In mezzo concetti terribili come quelli dei ''presunti quanto discussi eccidi propagandati dai media ufficiali'' (che di fatto sarebbero tutti i giornalisti liberi del mondo presenti sul posto, centinaia di reporter delle testate più diverse e disparate, contro la sola propaganda russa che prova a negare anche l'evidenza trovando comunque qualcuno che abbocca, evidentemente). Poche ore fa, infatti, sulla pagina Facebook del movimento è apparso questa analisi rispetto all'espulsione dall'Italia (come da altri Paesi europei dopo la scoperta delle fosse comuni e dei molteplici crimini di guerra compiuti dai soldati russi in Ucraina) dei diplomatici russi.

 

''Il Movimento Verona per la Libertà si dichiara contrario ad una linea politica Europea che appare sempre più mirata ad alimentare le tensioni con la Russia anziché, come vorrebbe il ruolo di garante assunto dall'Italia, distenderle favorendo le condizioni per una soluzione diplomatica del conflitto in essere. Quali che siano le ragioni dell'attacco russo in terra Ucraina - spiegano i no vax veronesi - o le responsabilità dei presunti quanto discussi eccidi propagandati dai media ufficiali, non è con l'applicazione di sanzioni economiche, con l'invio di armi all'esercito Ucraino e, in queste ultime ore, anche con un irreversibile gesto di rottura diplomatica, che il nostro Governo sta agendo nell'interesse degli Italiani. Attendiamo l'inevitabile reazione da parte russa consapevoli già da ora che le ripercussioni di tutto ciò ricadranno sulla nostra economia e sulla qualità delle nostre vite e di quelle di tutti i veronesi, qualunque sia il vincitore di queste benedette elezioni comunali. Invitiamo pertanto la cittadinanza a prendere coscienza di tale deriva politica e a manifestare la propria distanza da chi, sostenendo o anche tacendo di fronte a tale gravità, ne è responsabile''.

 

Qualche giorno fa il movimento aveva direttamente inviato una lettera all'ambasciata russa in Italia dove spiegavano così: ''Con la presente vorremmo significarvi il nostro personale dissenso verso le decisioni dissennate che il nostro Governo sta prendendo nella questione della guerra fra il vostro paese e l’Ucraina. Il Presidente Draghi non ci rappresenta, nessuno l' ha voluto e, inoltre, perpetua decisioni lontane dal nostro modo di intendere le questioni di natura nazionale e internazionale''.

 

''Pertanto - prosegue il movimento no vax veronese - la preghiamo di tenere in considerazione che il popolo italiano è stretto in una morsa legislativa da cui fatica a liberarsi a causa delle continue fittizie emergenze orchestrate ad hoc dal Consiglio dei Ministri e dal Presidente Draghi. L’invio a sorpresa di armi ad una delle due parti ha lasciato tutti sgomenti e nelle strade non si parla che di questo. Un’antica amicizia lega i nostri paesi, un ormai consolidato rapporto socio-economico ci ha fatto conoscere ed apprezzare vicendevolmente e, non ultimo, il reciproco scambio artistico e culturale ha dilettato i nostri popoli sin dal ‘700. Non possiamo assistere inermi allo scempio che si sta compiendo in poche settimane per annientare tutto questo, a causa di un nugolo di persone che occupa, senza consenso, gli scranni del potere. Vogliate aiutarci a resistere e considerate le nostre lotte per il ripristino della democrazia e della Costituzione Italiana. Con ossequio''.

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