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| 24 feb 2022 | 12:48

Guerra in Ucraina, il consigliere di Fratelli d'Italia Cia: ''Putin si comporta come Kennedy''. Ma è l'Europa che dovrebbe fare come J.F.K e gridare ''siamo tutti ucraini''

Il consigliere Cia ha fatto un post dove paragona Putin a Kennedy nel 1962 quando, in realtà, il presidente Usa riuscì a uscire dalla ''crisi dei missili di Cuba'' evitando al mondo la più catastrofica delle guerre. Il paragone più calzante per Putin, ad oggi, sembra invece essere quello con Hitler quando invase la Polonia. Oggi, come non avvenne allora, l'Occidente non può limitarsi alla sanzioni ma deve sostenere il popolo ucraino magari creando una catena di rifornimento per foraggiare il Paese

Guerra in Ucraina, il consigliere di Fratelli d'Italia Cia: Putin si comporta come Kennedy''

TRENTO. ''Putin si comporta oggi esattamente come John Kennedy allora''. Questo il consigliere provinciale di Fratelli d'Italia Claudio Cia. Il paragone è di quelli a dir poco avventati e anche difficili da capire visto che questa mattina la Russia di Putin ha scatenato una guerra criminale che sta mettendo a rischio l'equilibrio mondiale gettando nel panico tutta Europa mentre Kennedy evitò la guerra con l'allora Unione Sovietica, nonostante fosse davvero a un passo in quel 1962 con la cosiddetta ''crisi dei missili di Cuba'', restando così uno dei presidenti più amati della storia, non solo americana.

 

Il paragone che oggi pare più immediato e calzante, invece, è quello tra Putin e Hitler e con la Germania nazista che dall'oggi al domani gettò l'Europa e il mondo intero nel baratro più profondo invadendo la Polonia. E purtroppo, come allora, l'Occidente sembra fermo ai ''blocchi'' incapace di reagire compatto, fiducioso che un pazzo, quale si è dimostrato Putin a pieno titolo, in qualche modo torni ad essere ragionevole ed eviti al mondo la sciagura più grande: la guerra. 

 

L'Occidente parla di sanzioni mentre come fece Kennedy, questa volta sì vale la pena scomodare il paragone, dovrebbe gridare forte ''io sono un ucraino'' come fece il presidente Usa nel 1963 a Berlino per ''proteggere'' Berlino Ovest dalla morsa dell'Unione Sovietica. ''Ich bin ein Berliner'', ''io sono un berlinese'' e ''siamo tutti ucraini'' dovrebbe essere il grido forte e chiaro che dovrebbe alzarsi da ogni nazione europea magari cercando di creare subito, in tempi rapidissimi una catena di rifornimento straordinaria (come fecero gli Stati Uniti con il ponte aereo per Berlino Ovest tra il 1948 e il 1949) per foraggiare l'Ucraina da ogni punto di vista, alimentare, energetico, anche militare.

 

Se combattere per gli Stati europei è impossibile perché si scatenerebbe davvero la Terza Guerra Mondiale sostenere il popolo ucraino in maniera massiccia diventa obbligatorio sia dal punto di vista strategico che morale. L'Ucraina non va abbandonata come venne, invece, abbandonata la Polonia lasciando poi strada alle mire egemoniche di un folle. 

 

E le sanzioni non bastano e non spaventano, evidentemente, Putin e la sua Russia. Per Cia, però, il pensiero è diverso: ''L'obiettivo di tutti i Presidenti Usa - scrive - è sempre stato lo stesso: spostare le basi e piazzare i missili atomici della Nato a ridosso del confine russo, esattamente come voleva fare l’Urss a Cuba nel 1962. Putin si comporta oggi esattamente come John Kennedy allora. La guerra e la violenza non sono mai la soluzione dei problemi, Kennedy e Chruscev lo avevano capito. Secondo voi lo capiranno anche i presidenti Putin e Biden?''. Putin, ad occhio, non lo ha capito. 

 


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