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| 06 giu 2022 | 12:39

Il bluff di Gottardi e della Civica con 5 sindaci per meno di mille voti, il plauso di Fratelli d'Italia e le capriole del Patt

La notizia degli ultimi giorni è che 5 sindaci della Val dei Mocheni hanno aderito al progetto della Civica di Gottardi che serve, probabilmente, a ricordare che la Civica c'è ancora nel panorama politico locale ma che non dice niente in chiave elettorale (visto che in quei comuni a stravincere le elezioni, come accaduto a Rossi nel 2013, si portano a ''casa'' meno di 1.000 voti: 896 contro i 275 di Mosna e i 58 di Fugatti). L'operazione ha ricevuto il plauso di Urzì e oggi, probabilmente, sarà presentata come un successo al Patt di un Marchiori ancora ''sensibile'' alle sirene leghiste e alle destre

Il bluff di Gottardi e della Civica con 5 sindaci per meno di mille voti

TRENTO. Un'operazione che porta in dote un potenziale di circa un migliaio di votanti, roba che a ''controllare'' una via di Trento con qualche condominio si ha un impatto maggiore in termini elettorali. Sta facendo parlare e non poco l'adesione dei cinque sindaci della Val dei Mocheni alla Civica dell'assessore Gottardi. Un'adesione comunicata in pompa magna con tanto di foto con tricolore al petto per dire che i sindaci di Fierozzo, Frassilongo, Palù del Fersina, Sant'Orsola e Vignola Felesina ''hanno apprezzato - così si legge nel comunicato stampa - la vicinanza, l’attenzione, alle problematiche e istanze avanzate dalla nostra valle da parte del presidente Maurizio Fugatti e della Provincia''.

 

Ebbene tutto ciò ha suscitato un certo entusiasmo in casa ''Civica'' e a ruota è arrivato anche il commento entusiasta dei primi partner di coalizione, Fratelli d'Italia con il delegato regionale Urzì che si  complimentato con Gottardi: ''Una coalizione è forte tanto più forti sono le proprie componenti. È in questo senso che l’adesione dei sindaci della Valle dei Mocheni, tanto più di una valle espressione di una importante minoranza linguistica, alla Civica dell’assessore Gottardi e della consigliera Masè, è un passo importante nella condivisione da parte anche del mondo civico al progetto del cambiamento avviato nel 2018 e destinato ad essere necessariamente consolidato nei prossimi cinque anni di governo provinciale''. ''Ciascuno faccia bene il suo - aggiunge Urzì - e Fratelli d'Italia farà il proprio nel rafforzamento dell’asse di collegamento con il futuro livello di governo nazionale da cui tanto dipenderanno le scelte sul rafforzamento dell’autonomia e il suo utilizzo a beneficio dei territori e le comunità e non gli interessi di parte, come avvenuto negli anni della lottizzazione della sinistra''.

 

Ebbene il totale di abitanti espressi da questi 5 sindaci è di 2.298 persone (compresi i bambini). Nell'ordine Fierozzo conta 477 abitanti, Frassilongo 337, Palù del Fersina 167, Vignola Falesina 180 e Sant'Orsola 1.137. Per dire avere dalla ''propria'' la circoscrizione Argentario di Trento (che comprende Cognola, Martignano, Moià, Montevaccino, San Donà di Cognola, San Vito di Cognola, Tavernaro e Villamontagna) vale da sola oltre 12.500 abitanti quindi un potenziale elettorale almeno sei volte superiore.

 

Che la questione, poi, non sia politica quanto piuttosto legata a concetti quali ''vicinanza, attenzione alle problematiche e istanze avanzate dalla nostra valle'' come confessato candidamente dagli stessi 5 sindaci lo dimostrano le passate elezioni. In quei comuni prima stravinceva Dellai, poi nel 2013 aveva stravinto Ugo Rossi. I consensi in quel caso erano stati di questo tipo: Fierozzo 84% il centrosinistra autonomista (Fugatti aveva preso 13 voti con il 4%, Rossi 261 voti con l'84%, Mosna 22 voti con il 7%), Frassilongo 87% centrosinistra autonomista (172 voti per Rossi, 10 voti per Mosna, 5 voti per Fugatti), Sant'Orsola 53% centrosinistra autonomista (Rossi 324 voti, Mosna 207 voti, Fugatti 35 voti),Vignola Falesina 65% centrosinistra autonomista (52voti Rossi, 12 Mosna, 3 Fugatti), Palù del Fersina 72% centrosinistra autonomista (87 voti per Rossi, 24 voti Mosna, 2 voti Fugatti). Ricapitolando: stravincere nei 5 comuni mocheni vuol dire conquistare 896 voti, tanti ne aveva presi Rossi (Mosna era arrivato secondo con 275 e Fugatti terzo con 58). 

 

Insomma la ''notizia'' dei magnifici cinque con fascia tricolore che abbracciano la Civica di Gottardi e quindi la maggioranza di Fugatti con Lega, Fratelli d'Italia e ''soci'' è una non notizia che serve solo a ricordare a tutti che la Civica c'è ancora (cosa non scontata dopo gli anni in coalizione con una riforma delle Comunità di Valle da dover portare a casa come missione fondante dell'assessorato di Gottardi che doveva eliminare le Comunità di Valle stesse ma che pare aver scoperto che l'istituto serve ancora). In questo quadro oggi è atteso un incontro tra il Patt di Marchiori e proprio la Civica di Gottardi e gli Autonomisti di Kaswalder. Un'apertura del segretario del Patt che ha lasciato tutti esterrefatti a partire da Campobase che pochi giorni prima aveva incontrato i vertici degli autonomisti e aveva condiviso un percorso da seguire verso le provinciali.

 

La ''capriola'' di Marchiori che ha invitato ''tutti'' a dialogare è quindi, ovviamente, parsa qualcosa di incomprensibile a quelli del movimento di centro che non potevano rispondere ''presente'' a un appello al quale hanno già dato l'ok movimenti che hanno già chiarito che Lega e Fratelli d'Italia restano l'orizzonte a cui gurdare. ''Il 16 maggio - spiega la segreteria di Michael Rech - con questo spirito, le delegazioni di Campobase e PATT si erano incontrate e avevano avviato un positivo percorso di confronto, come specificato nel relativo comunicato stampa condiviso e reso pubblico. Il nuovo dialogo tra le componenti popolari, territoriali e autonomiste era indicato come primo fondamentale passo per la costruzione di una larga coalizione, capace di dare voce e forza ad una alternativa politica rispetto alla Giunta attuale, al fine di aprire una nuova stagione dell’Autonomia. Campobase rimane convintamente su questa posizione; si sta impegnando per radicarsi ed organizzarsi in tal senso; si augura che la positiva convergenza registrata con il PATT in questi mesi possa essere confermata e accresciuta. Campobase non è interessata - come sempre chiarito - ad altre operazioni connotate da ambiguità politiche e men che meno ad iniziative di mero spostamento di equilibri dentro la maggioranza attuale''. 

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