Il ''Risveglio Tirolese'' per ritrovare l'identità del Trentino: ''Ormai il tricolore è ovunque e si insegue il Veneto ma bisogna tornare al Tirolo meridionale''
E' stata lanciata una nuova associazione che si definisce identitaria, regionalista e euro-regionalista: "Avremmo potuto lasciar perdere o rispondere all'emergenza: abbiamo scelto di creare questa realtà per catalizzare le sensibilità per diventare un partito di raccolta sul modello dell'Svp e nel solco dell'Asar"

TRENTO. "Siamo un gruppo di patrioti che si è chiesto quale direzione abbia intrapreso il Trentino, il Tirolo meridionale: manca l'anima, manca l'identità". Queste le parole di Paolo Monti, portavoce di "Risveglio Tirolese". "Dobbiamo recuperare i valori e la storia per uscire da una crisi profonda: l'intenzione è quella di ricalcare le orme dell'Asar per avere in futuro un Trentino integrato e funzionale, anche con il resto del territorio di lingua tedesca e ladina".
Un gruppo identitario, regionalista e euro-regionalista per la promozione dell’Euroregione tirolese, questo l'identikit tracciato dai promotori di questa associazione che aspira a diventare un partito di raccolta. "L'Euregio sono collaborazioni importanti - spiega l'ex consigliere comunale a Trento all'epoca con la casacca del Patt - ma si può fare di più".
"Attualmente non siamo un partito - dice Nicoletta Chistè, vice presidente di "Risveglio Tirolese" - quanto un movimento che accoglie diverse ideologie con alla base un valore identitario, smarrito e dimenticato in Trentino. Un risveglio dal torpore delle idee e dall'inquinamento di un pensiero critico. Oggi c'è un appiattimento per un territorio che si dovrebbe distinguere per il buon governo: dobbiamo ricentrare e ritrovare il senso di identità, non sarà facile ma abbiamo deciso di intraprendere questa strada".
Dopo un percorso di quasi un anno e per volontà di una ventina di soci fondatori, si è costituita a marzo l'associazione "Risveglio Tirolese". "Abbiamo avvertito l'urgenza di intervenire a fronte di un impoverimento sociale e economico in provincia. Ci sono state scelte che limitano le prospettive future - commenta il presidente del movimento Samuel Demattè - dobbiamo recuperare l'identità, trovare le radici, riprendere quelle caratteristiche del passato per programmare il futuro".
Si punta decisamente verso nord. "C'è uno sguardo ossessivo verso sud, verso un modello padano e veneto antitetico alle nostre esigenze, la Valdastico completerebbe questo disegno. Il territorio è una cerniera tra mondi che scivola verso il Mediterraneo. Oggi - prosegue Monti - Trento ha una grande centralità mentre le valli sono sempre più periferiche. Il nostro sentire è invece rivolto alle Alpi, all'Austria e alla Svizzera. Siamo fiduciosi perché in questi pochi incontri abbiamo già raddoppiato gli associati".
L'associazione si è già attivata per organizzare alcune riunioni e l'ambizione è quella di diffondersi in tutto il territorio. "Siamo sempre più numerosi - dice il portavoce - accogliamo persone nuove e qualificate: questo ci dà forza e grande entusiasmo. C'è un'identità profonda, quella ante 1918, da riscoprire mentre nei decenni si è affermata quella post ingresso in Italia, più superficiale e che ha indebolito la popolazione. Non cerchiamo alcun revanscismo ma dobbiamo rivendicare l'identità profonda che valorizza minoranze, vulture e tolleranza, questi i tasselli da cui partire per l'azione. Un elemento chiave è quello di recuperare competitività perché ci siamo dimenticati da dove veniamo e il territorio è stato depauperato. Dobbiamo rinascere da una crisi profonda e la storia del Tirolo meridionale deve essere insegnata a scuola a partire dalla Contea e dai due principati alla base della Confederazione tirolese: un'identità che oggi potrebbe declinare le alpi sul modello svizzero. Dobbiamo educare i giovani a diventare classe dirigente. Oggi l'irredentismo ha terminato il compito, vogliamo dare impulso a un modello di sviluppo tirolese, un modo di essere e di vivere".
Si deve cambiare modello, per l'associazione, per riscoprire l'identità. "La gestione dell'economia di montagna - aggiunge il portavoce di "Risveglio Tirolese" - guarda troppo all'Italia, le valli sono troppo marginali rispetto al centro che deve essere a servizio delle periferie. Si punta sulla quantità rispetto alla qualità. La provincia di Bolzano, rimasta più fedele all'identità, ha nettamente superato Trento nel Pil. Il marchio degli altri territori è più forte, la farfalla non ha l'appeal dell'Alto Adige e del Tirolo. Poi il Trentino non ha più il controllo delle banche e si è persa l'occasione per creare un polo finanziario regionale. Dopo l'Adunata degli alpini il tricolore ha assunto una forte prevalenza tanto da essere proiettata anche ai Mercatini di Natale.
Un'associazione che si ispira all'Asar. "Un realtà che aveva raggiunto un grandissimo successo e aveva raggiunto gli obiettivi, come un rapporto integro tra Trento e Bolzano e l'estensione dell'autonomia anche alla popolazione di lingua italiana. Poi - evidenzia Monti - ci si è distratti sul modo di intendere il territorio e la regione ha perso peso. Gli ultimi colpi forti all'autonomia sono del 2001 e del 2020, si va verso lo smantellamento dell'autonomia e il rischio di perdere le tutele".
Insomma, per "Risveglio Tirolese" i tempi sono particolarmente duri. "Avremmo potuto lasciar perdere o rispondere all'emergenza: abbiamo scelto di creare questa realtà per catalizzare le sensibilità e operare un censimento identitario. Più siamo e più possiamo esercitare pressione sui poteri pubblici e portare le istanze ai decisori politici. Se riuscissimo a raggiungere un buon numero di iscritti, possiamo partecipare anche alle elezioni e avere una rappresentanza diretta per raggiungere questi obiettivi e diventare un partito di raccolta sul modello dell'Svp", conclude Monti.


















