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Istituti professionali allo sbando? La replica di Samaden: “Da Degasperi una guerra personale, Bisesti invece è attento al mondo della scuola”

Samaden respinge al mittente tutte le critiche sollevate da Degasperi: “Non rispondo a tessere di partito ma sono certo che questa giunta non vuole ‘favorire i privati’, perché so l’attenzione che, a partire dall’assessore Bisesti e dal dirigente generale Ceccato, viene data alla nostra scuola, che è pubblica”

Di Tiziano Grottolo - 22 settembre 2022 - 18:20

TRENTO. In questi giorni, con la riapertura delle scuole, sono tornate d’attualità le criticità che riguardano gli istituti professionali. Da tempo infatti questa scuole patiscono un’emorragia di iscritti e pure molti insegnanti decidono di abbandonare per trovare condizioni di lavoro migliori. Un dato su tutti: nell’anno scolastico 2022/23 gli iscritti alla formazione professionale sono calati mediamente del 4,8%.

 

A sollevare la questione ci aveva pensato il consigliere provinciale di Onda, Filippo Degasperi, che aveva affermato: “Il problema è che questi istituti vengono trattati come scuola di Serie B. Questo vale sia per gli studenti che per gli insegnanti, un grave errore che poi si riflette sull’intero settore della ristorazione che non a caso lamenta una carenza di lavoratori”. Inoltre è capitato che in certe scuole professionali l’insegnante di religione o chi lavorava con gli studenti in cucina si sia visto affidare la cattedra di informatica, ora denominata “laboratorio digitale”..

 

Per replicare al consigliere provinciale è intervenuto direttamente Federico Samaden, dirigente dell’istituto formazione professionale alberghiero di Levico Terme. “Stona – scrive il dirigente in una nota inviata a Il Dolomitila guerra solitaria che un nostro ex docente, che poi ha preferito fare politica di mestiere, sta facendo alle scuole professionali. Dispiace vedere come sia bastato frequentare altre aule per allontanare Filippo Degasperi dal mondo reale della scuola”.

 

Di fatto Sameden respinge al mittente tutte le critiche sollevate da Degasperi: “Non rispondo a tessere di partito ma sono certo che questa giunta non vuole ‘favorire i privati’, perché so l’attenzione che, a partire dall’assessore Bisesti e dal dirigente generale Ceccato, viene data alla nostra scuola, che è pubblica”.

 

 

Di seguito la lettera integrale di Samaden:

 

La solitaria guerra di Degasperi

 

E’ iniziato l’anno scolastico e, come sempre, tutti noi, dirigenti, docenti e personale Ata, siamo molto concentrati a far sì che le cose in ogni scuola funzionino al meglio, avendo come faro il benessere dei nostri alunni. Molte sono le cose che ogni giorno vanno affrontate e mai come in questa complessa epoca è necessario stare uniti e fare squadra . Questa unità non va ricercata solo all’interno della scuola, ma anche e soprattutto nel territorio circostante e nelle istituzioni che ci governano, perché le sfide alte si vincono solo insieme , nella reciprocità del rispetto e della fiducia. Così ci stiamo muovendo, ognuno con le sue specificità e con i suoi pregi e difetti, ma certamente consapevoli della delicatezza del momento, delle fatiche di ciascuno e del doveroso ruolo di sostegno alle famiglie che ogni scuola deve svolgere nella crescita sana dei propri alunni.

 

Noi abbiamo bisogno di sentire la vicinanza e la comprensione di tutti, per sapere affrontare ogni giorno la responsabilità che portiamo sulle spalle e che ha a che fare con la cosa più importante che una società deve avere a cuore: la crescita dei propri figli.

 

E di attestati di stima e di fiducia ne abbiamo tanti, così come da parte delle istituzioni provinciali abbiamo sempre ricevuto e riceviamo una attenzione a ogni nostra esigenza. Navighiamo in un mare agitato ma teniamo ben saldo il timone, sapendolo fare con esperienza e umiltà.

 

Stona in questo tempo la guerra solitaria che un nostro ex docente, che poi ha preferito fare politica di mestiere, sta facendo alle scuole professionali. Dispiace vedere come sia bastato frequentare altre aule per allontanare Filippo Degasperi dal mondo reale della scuola. A parole parla come se lo frequentasse e lo conoscesse bene, tanto da emettere sentenze pesanti su tutti, dirigenti, docenti e decisori politici. Ne disegna un quadro molto pessimistico, di cui però non si intesta alcuna responsabilità. E soprattutto non si pone come un collega con cui costruire una alleanza concreta sui temi cari al mondo scuola, a partire da quelli educativi. Non si fa scrupolo di buttare fango sul mondo da cui proviene, e neppure si prende la briga di confrontarsi in maniera schietta e trasparente con chi ogni giorno la scuola la vive. Combatte una sua guerra personale, credo a fini elettorali, senza rendersi conto che il mondo scuola (almeno per quanto riguarda Alberghiero Levico) non condivide i suoi modi, e si sente offeso dalle sue accuse generiche. Dovrebbe documentarsi meglio prima di sentenziare, per evitare che di lui si pensi che è più importante alzare il polverone che costruire insieme una soluzione. E il tema della “serie B” ci troverebbe assolutamente in prima linea, come siamo da sempre a difendere i diritti dei nostri ragazzi ,ma senza strumentalizzazioni politiche di sorta. Non rispondo a tessere di partito ma sono certo che questa giunta non vuole “favorire i privati”, perché so la attenzione che, a partire dall’assessore Bisesti e dal dirigente generale Ceccato, viene data alla nostra scuola, che è pubblica!

 

Per quanto mi riguarda sono un dirigente che ogni giorno mette in campo se stesso senza risparmiarsi, e sbaglio certamente molte cose come ogni essere umano, ma faccio fatica ad accogliere una sentenza di immoralità. Sarei più interessato a un confronto con lui sul valore della morale e dell’etica in questo momento storico, partendo proprio dalle nostre reciproche fatiche e incoerenze.

 

Ho sempre stimato Filippo quando era a scuola, e condivido con lui la attuale difficoltà del mercato a reperire risorse umane preparate, e so quanto la scuola debba migliorarsi per preparare sempre meglio i propri studenti. I mestieri della ospitalità sembra abbiano perso un po’ di fascino, offuscati dalla fatica di ritmi di lavoro e trattamenti economici che spesso sono inadeguati. Nei ragazzi si sta generando un nuovo pensiero, orientato alla propria vita sociale più che a quella professionale, e questo è un segnale forte per le imprese che devono ripensare alla propria organizzazione. La crisi economica morde e modifica i piani delle famiglie e degli esercenti, e nulla è più scontato. Le famiglie dei nostri alunni vivono immerse nella paura da ormai quasi tre anni, e le scuole sono dei luoghi di salvataggio, dove far respirare aria serena a tutti, ragazzi in primis. Non serve spararci addosso, meglio chiederci di cosa avremmo bisogno e adoperarsi, ognuno nel proprio ruolo, per partecipare tutti insieme alla grande sfida educativa.

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