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Trento
07 maggio | 19:37

Dalla riduzione dei bambini nelle sezioni all'apertura a luglio, si discute di scuola dell'infanzia e c'è il passo di lato del Pd sulla proposta di Degasperi

E' iniziata la discussione sulle scuole dell'infanzia in Consiglio provinciale. La campanella a settembre potrebbe suonare qualche giorno dopo rispetto a oggi. Il disegno di legge presentato da Filippo Degasperi sembra perdere il pieno del Partito Democratico

Dalla riduzione dei bambini nelle sezioni all'apertura a luglio

TRENTO. Meno bimbi per sezione mentre si intende lavorare sul numero degli insegnanti per quanto riguarda la presenza dei bambini Bes. Si è parlato del disegno di legge per le scuole dell'infanzia presentato da Filippo Degasperi (Onda) e già respinto dalla commissione consiliare competente. Una discussione alla presenza di tanti insegnanti accomodati sugli spalti dell'emiciclo. Il ddl punta a ritornare indietro rispetto all'apertura a luglio ma sembra esserci stata una marcia indietro del Partito Democratico rispetto al sostegno del provvedimento.

 

Il consigliere provinciale di Onda in apertura di discussione ha premesso che la scuola per l'infanzia e la formazione professionale sono state troppo spesso usate come aree di sperimentazione da parte di burocrati che purtroppo pensano che il settore si possa governare solo con le tabelle excel.

 

"Il ddl parte da una concezione di scuola sulla quale hanno in questi anni impattato via via l’incertezza nel mondo del lavoro, orari cabriolet, il venire meno progressivo dello stato sociale", spiega Degasperi. "Da ultimo l’apertura delle scuole per l’infanzia a luglio, presentata come risposte ai bisogni delle famiglie, che non tiene minimamente conto di una concezione di 'scuola che faccia la scuola'. Ricordo che il calendario scolastico del modello altoatesino prevede di uniformare il calendario della scuola per l’infanzia a quello della primaria e gli spunti sulla riduzione del numero di bambini per sezione in presenza di bambini bes".

 

L’assessora Francesca Gerosa, è intervenuta per fugare il campo da strumentalizzazioni: "Non è mia intenzione svilire l’importantissimo lavoro degli insegnanti della scuola per l’infanzia", dice la vice presidente della Provincia. "L’intenzione è quella di studiare migliori modalità nell’erogazione del servizio che tengano conto delle esigenze degli insegnanti, allineando i giorni di ferie con le scuole a carattere statale e facendo iniziare la scuola a settembre nella giornata di mercoledì (anziché lunedì)".

 

Sul numero di bambini nelle sezioni (già ridotti da 25 a 24 alunni), per quanto riguarda i Bes l’impegno è di lavorare sul numero delle insegnanti. "Il confronto deve essere onesto e concreto", le parole di Gerosa, la quale ha ribadito la disponibilità al confronto su questioni sostenibili. "Non è intenzione dell’assessorato fare differenze tra gli insegnanti che lavorano nelle scuole provinciali o private che sono assolutamente percepiti allo stesso modo".

 

La consigliera provinciale del Partito Democratico Francesca Parolari ha visto nel ddl l’opportunità per tracciare alcune piste di lavoro partendo da una lunga premessa sul particolare valore di servizio scolastico rappresentato dalla scuola per l’infanzia. "In questa luce il calendario scolastico non può essere uniformato a quello della scuola primaria perché la dilatazione delle pause dell’azione educativa non si possono considerare un elemento qualificante per le scuole dell’infanzia".

 

Sulla riduzione della numerosità dei bambini in sezione "va fatta una riflessione perché il personale insegnante deve affrontare un carico di difficoltà che rischia di compromettere l’azione educativa", aggiunge Parolari. "La proposta di riduzione del ddl in correlazione con la presenza di bambini Bes, però, non è sostenibile perché così come formulata presenta numerose criticità. Il parere al disegno di legge, non può essere favorevole, pur rappresentando la disponibilità a ragionare sul tema con una visione complessiva che dia conto della stretta interdipendenza che c’è tra tutti gli aspetti coinvolti".

 

L'assessora, come già annunciato, nel pomeriggio ha lasciato l'Aula per raggiungere piazza Duomo per le celebrazioni della Trentino Volley dopo la vittoria della Champions league. E' così intervenuta Lucia Maestri (Pd) per "stigmatizzare l’intollerabile assenza dell’assessora competente al dibattito", definito uno sfregio al Consiglio e alle insegnanti presenti. Le ha fatto eco Degasperi che ha chiesto al presidente del Consiglio provinciale, Claudio Soini, di sospendere i lavori.

 

L’assessore per i rapporti con il Consiglio, Mario Tonina, ha giudicato eccessiva la reazione dei consiglieri, chiedendo a Soini di aggiornare la seduta a domani, considerata anche la concomitanza con la cerimonia di saluto agli atleti dell’Itas, alla quale l’assessora è comprensibile debba presenziare.

 

Su richiesta di altri consiglieri, il presidente ha convocato una capigruppo dalla quale è emersa la volontà di proseguire i lavori, pur in assenza dell’assessora.

 

Alla ripresa Lucia Coppola (Alleanza Verdi e Sinistra) è intervenuta esprimendo sostegno al disegno di legge in discussione nella parte che riguarda la riduzione del numero di bambini delle sezioni." Anche la scelta dell’apertura delle scuole per l’infanzia a luglio, reiterata nel post Covid, richiede di essere rivista e considerata perché è stata introdotta in una maniera calata dall’alto diventando un elemento di divisione dentro un percorso scolastico in cui le insegnanti non sono mai state chiamate in causa".

 

La consigliera di Alleanza Verdi e Sinistra concorda poi sulla necessità di rivedere la scelta dell’apertura a luglio per arrivare a soluzioni condivise, mentre mi lascia perplessa allo stato attuale, in assenza di alternative per le famiglie, la sovrapposizione dei calendari delle scuole per l’infanzia con le primarie.

 

Invece Michele Malfer (Campobase) ha sottolineato la necessità di ascoltare il personale docente che deve lavorare in armonia per non inficiare la bontà dell’educare. "La riduzione del numero massimo di bambini per sezione e la riduzione in caso di presenza di bambini Bes va a suo avviso ripensata mentre per quanto riguarda le aperture a luglio si dovrebbe tornare al vecchio calendario per non gravare ulteriormente su insegnanti con una professionalità già molto impegnativa e che sono state in questo frangente confinate in un ruolo meno importante e meno valorizzato". Evidente, ha concluso, che su questo tema, per l’anno prossimo, va esplorata un’alternativa più sostenibile che possa conciliare le diverse esigenze didattica, organizzativa, gestionale e conciliativa delle famiglie, "anche perché la nostra specialità lo consente.

 

Poi Paola Demagri (Casa Autonomia) ha condiviso la riduzione del rapporto insegnanti-bambini, aldilà della certificazione Bes, pur dichiarandosi non in grado di definire il numero e ha sostenuto la criticità del calendario scolastico così come imposto dalla Giunta provinciale senza aver fatto una valutazione di tipo pedagogico. Ha auspicato che si riparta dalla distinzione tra scuola e servizi conciliativi lavorando per mantenere alto il valore della scuola per l’infanzia e per la valorizzazione della concertazione con gli insegnanti.

 

Nella replica, Degasperi ha nuovamente stigmatizzato l’assenza dell’assessora competente e ha ribadito le ragioni del suo disegno di legge. "Si tratta certamente di una proposta di rottura ma la rivoluzione non è un pranzo di gala", ha ironizzato in conclusione il consigliere provinciale di Onda, ricordando che il documento è stato condiviso con gran parte del mondo dell’istruzione. Ha chiuso ringraziando chi è intervenuto e sottolineando il cambio di orientamento di una parte delle minoranze.

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