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| 18 ago 2022 | 18:29

Informatica? All’alberghiero la insegnano la docente di religione o i cuochi: poi però calano gli iscritti e il settore non trova lavoratori

Quest’anno all’istituto alberghiero di Levico Terme l’informatica è stata assegnata alla docente di religione. Il dirigente Samaden: “Alla luce della situazione che si è venuta a creare credo che questa sia la scelta migliore che la scuola potesse fare”

A sinistra Federico Samaden
A sinistra Federico Samaden
di Tiziano Grottolo

LEVICO TERME. I corsi triennali della formazione professionale stanno subendo un’emorragia di studenti. Stando ai dati raccolti dalla Provincia di Trento, nell’anno scolastico 2022/23 gli iscritti alla formazione professionale sono calati mediamente del 4,8%. Se nell’anno scolastico 2015/16 gli studenti che avevano scelto l’indirizzo “Turistico-Alberghiero” erano stati 1.594, nel 2020/21 (ultimo dato Ispat) il numero era sceso a 1.276. Ciò significa che in cinque anni ben 318 studenti hanno scelto altri indirizzi.

 

Il fatto è che questi istituti troppo spesso vengono trattati come se fossero l’ultima spiaggia, sia per gli alunni che per gli insegnanti. Un errore che poi ha ripercussioni sull’intero settore della ristorazione che infatti non trova lavoratori.

 

Nel corso degli anni si sono verificate delle situazioni alquanto bizzarre, per esempio è capitato che l’informatica (ora sotto il nome di laboratorio digitale) venisse insegnata dai cuochi, al contempo materie economiche venivano seguite da professori laureati in lettere. Quest’anno invece all’istituto alberghiero di Levico Terme l’informatica è stata assegnata alla docente di religione.

 

“Non è che mancano insegnanti – commenta il dirigente Federico Samaden – è che fra i docenti di matematica nessuno ha dato la disponibilità. L’insegnante in questione invece ha fatto gli Artigianelli e ha già seguito il digitale dimostrato sempre competenza su queste cose. Come istituto abbiamo deciso di investire molto su questa materia, alla luce della situazione che si è venuta a creare credo che questa sia la scelta migliore che la scuola potesse fare”. I dubbi però rimangono perché è strano che tutti gli insegnanti di ruolo (almeno quelli che non se ne sono già andati) abbiano rifiutato, compresi quelli che già seguivano la materia.

 

Tutto ciò è stato reso possibile da una delibera firmata dall’assessore all’istruzione Mirko Bisesti che prevede che l’insegnamento laboratorio digitale, “stante la trasversalità della materia”, sia affidato ai laureati in matematica, informatica e ingegneria “fatta salva la possibilità per il Dirigente formativo di decidere di individuare per la copertura del fabbisogno risorse interne adeguatamente formate”. In altre parole se mancano docenti o nessuno si prende limpegno allora va bene chiunque. 

 

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