Non trova lavoratori, ristorante chiude. Sono i giovani che non vogliono fare fatica o i ristoratori che non pagano? ''Esigenze nuove. Più attenzione alla vita extralavorativa''
Abbiamo posto la domanda al dirigente scolastico dell'Istituto Alberghiero di Rovereto Vito Rovigo che ha spiegato come sia impossibile generalizzare. Quel che è certo è che oggi domanda e offerta faticano a parlarsi. Chi propone il lavoro lo fa magari pensando solo all'aspetto economico, chi lo cerca invece guarda più agli spazi di ''vita'' extralavorativa che gli resteranno: ''L’unica soluzione è il dialogo da entrambe le parti, in modo tale da cambiare le attitudini e far crescere tutto il settore ristorativo''

TRENTO. “La voglia di lavorare c’è, ma le scelte individuali sia dei ristoratori sia dei giovani lavoratori sono difficili da valutare e si tende troppo a generalizzare un tema pieno di elementi complessi che vanno considerati”. Questa la risposta del dirigente scolastico Vito Rovigo, dell’Istituto alberghiero di Rovereto, alla domanda se siano i giovani che non hanno voglia di lavorare e fare fatica o siano i ristoratori a non pagare abbastanza e a non gratificano i loro lavoratori. Una domanda che è nata spontanea e che ha diviso le opinioni dei nostri lettori, dopo le dichiarazioni rilasciate ieri a Il Dolomiti di un ristoratore trentino, che si è trovato costretto a chiudere il suo locale il “New Pinsa” per mancanza di personale (questo il titolo: ''Vendiamo, non troviamo personale. Abbiamo avuto giovani che dopo 10 giorni di lavoro rinunciavano con un messaggio Whatsapp'', QUI ARTICOLO).
“Da un lato, - spiega Rovigo- dipende dall’ambiente in cui si ritrovano i giovani lavoratori, e spesso impegno e tempo speso non vengono gratificati a dovere da un punto di vista economico. Dall’altro lato – continua – i ragazzi, spesso, arrivano con molte richieste, un tempo inimmaginabili, e i ristoratori vengono messi in difficoltà a portare avanti i propri sacrifici economici per mandare avanti la propria attività”. Secondo quindi la prospettiva del dirigente, la difficoltà che spesso viene riscontrata non è legata a una questione meramente anagrafica, ma alle scelte individuali che vengono prese nei diversi contesti e dai diversi attori in campo per condurre una qualità di vita migliore possibile.
“All'Istituto Alberghiero insegniamo ai ragazzi che serve pazienza per capire l’ambiente lavorativo in cui si trovano, e ad avere un atteggiamento propositivo senza pensare di essere già arrivati” aggiunge Rovigo. Un altro aspetto importante riguarda la sfera della vita extralavorativa. In alcuni casi i giovani prendono strade diverse rispetto al percorso di studi fatto e anche rispetto a quello che sarebbe il normale percorso lavorativo che ne segue optando per altre mansioni, magari anche meno gratificanti dal punto di vista economico perché gli orari sono più flessibili e danno loro maggiori garanzie sulla qualità di vita.
“La strada verso un miglioramento dei contratti sta andando nella direzione giusta – spiega, infatti, il dirigente - ma per quanto un lavoro possa essere ben retribuito, i ragazzi oggi sono molto più attenti di un tempo a tutto quanto è fuori dal pianeta lavoro e maturano delle scelte di vita diverse che permettono loro di coltivare hobby, passioni, amicizie”.
Insomma il tema è complesso e non si può risolvere con un ''i giovani non hanno voglia di lavorare'' o un ''i ristoratori vogliono i lavoratori ma non li pagano abbastanza''. Oggi, sicuramente anche grazie al benessere garantito dalle famiglie, i giovani sono più attenti a quello che un lavoro può offrire loro sia in termini professionali ma anche di rispetto della propria esistenza al di fuori dell'ambito lavorativo. Il mondo del lavoro deve riuscire ad adeguarsi a questo cambio di paradigma mantenendo, in qualche modo, quella che un tempo era la ''gavetta'' che un giovane faceva ma nel rispetto delle nuove esigenze di chi la deve fare.
E Rovigo, infatti, conclude: “L’unica soluzione è il dialogo da entrambe le parti, in modo tale da cambiare le attitudini e far crescere tutto il settore ristorativo”.


















