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Trento
06 agosto | 12:10

''Vendiamo, non troviamo personale. Abbiamo avuto giovani che dopo 10 giorni di lavoro rinunciavano con un messaggio Whatsapp''

La ''New Pinsa'' chiude i battenti in via Suffragio. Il problema? Non si trova personale e i proprietari avendo altri due locali hanno dato la priorità a quelli: ''Per fortuna ci sono ancora i ragazzi stranieri che certi lavori non li snobbano e sanno quanto sia importante fare sacrifici soprattutto all'inizio della carriera lavorativa''

Vendiamo, non troviamo personale
di Giorgia De Santis

TRENTO. ''I giovani che hanno voglia di lavorare anche il weekend sono sempre meno. Ho provato ad assumere studenti universitari, la paga è buona, ma dopo due settimane, dieci giorni, ti danno il preavviso su Whatsapp anche il giorno prima. Temo manchi totalmente il senso di sacrificio, del fare fatica. Tanto se una cosa non è come la immaginavano tornano a casa e ci sono i genitori o i nonni a garantirgli tutto''. Chiude la pizzeria takeaway “new pinsa” in via Suffragio a Trento e non certo per problemi economici. La ragione è ''appesa'' sul portone di ingresso e l'ha spiegata a il Dolomiti direttamente il proprietario Edj Ravanelli: non si trova il personale.

 

La pinsa romana è l'offerta principale e il piatto forte del locale e Ravanelli è stato tra i primi a 'sdoganarla' in Trentino puntandoci anche nel loro primo ristorante sull’Altopiano di Pinè, il “New Lido” nel 2019. Nel 2021, la famiglia Ravanelli, proprietaria anche del ristorante “Alla Terza” nel centro storico di Trento, si è allargata aprendo il locale “New Pinsa”, portando la pinsa romana nel formato take away in una delle vie più importanti del centro storico di Trento. Quattro anni dopo l’apertura, i proprietari sono stati costretti a chiudere il locale.

 

“Il problema principale è la mancanza di personale – spiega il proprietario Edj Ravanelli – gestire tre locali senza dipendenti sufficienti ha portato a sacrificarne uno”. Edj spiega che i giovani che siano disposti a lavorare anche il weekend sono sempre meno, secondo il proprietario praticamente assenti. Un problema, che richiede sacrifici maggiori da parte della famiglia Ravanelli che soprattutto nei periodi di alta stagione deve affrontare non poche difficoltà.

 

“Ho provato ad assumere studenti universitari, la paga è buona, ma dopo due settimane, dieci giorni o una settimana sola, ti danno il preavviso su Whatsapp anche il giorno prima - e continua – questi ragazzi non hanno idea del senso del sacrificio, perché ci sono sempre genitori e nonni pronti a garantirli”. La “responsabilità dei genitori di viziare troppo i figli – aggiunge - è la conseguenza di un mancato senso del sacrificio da parte dei figli”. Edj conclude “Per fortuna ci sono ancora i ragazzi stranieri che certi lavori non li snobbano e sanno quanto è importante fare sacrifici, soprattutto all'inizio della propria carriera lavorativa. Nel caso della 'new pinsa', però, ho dovuto fare questa scelta dando priorità agli altri locali che abbiamo”.

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