Degasperi: “Nella scuola il principio ‘dell’uno vale l’altro’ genera disastri. Samaden? Non sa nemmeno quello che pensano i suoi insegnanti”
Degasperi contro Samaden: “Serve una Formazione professionale al passo con i tempi, libera da pregiudizi e discriminazioni, lui dov’era mentre Bisesti faceva danni?”
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TRENTO. Continua lo scontro sul futuro degli istituti professionali. Da un lato c’è Filippo Degasperi, consigliere provinciale di Onda, che chiede maggiori investimenti in questo settore mentre dall’altro ci sono l’assessore leghista Mirko Bisesti e il dirigente dell’istituto Formazione professionale alberghiero di Levico Terme, Federico Samaden.
Per l’appunto era stato proprio Degasperi a sottolineare l’emorragia di iscritti (e pure di molti insegnanti) che grava su questi istituti. Un dato su tutti: nell’anno scolastico 2022/23 gli iscritti alla formazione professionale sono calati mediamente del 4,8%. “Il problema – sostiene il consigliere di Onda – è che questi istituti vengono trattati come scuola di Serie B. Questo vale sia per gli studenti che per gli insegnanti, un grave errore che poi si riflette sull’intero settore della ristorazione che non a caso lamenta una carenza di lavoratori”.
Dopo le prese di posizione di Degasperi era intervenuto lo stesso Samaden: “Stona – scriveva il dirigente in una nota inviata a Il Dolomiti – la guerra solitaria che un nostro ex docente, che poi ha preferito fare politica di mestiere, sta facendo alle scuole professionali. Dispiace vedere come sia bastato frequentare altre aule per allontanare Filippo Degasperi dal mondo reale della scuola”.
Di seguito la nota integrale di Degasperi in risposta a Samaden
Impegnato da sempre su idee e proposte non scenderò nella retorica da discount di chi, digiuno di argomenti, si presenta “in prima linea” dopo che altri hanno combattuto, solo per guadagnarsi un buffetto dai suoi numerosi principales. Nei miei venti e più anni di Formazione professionale ho conosciuto e visto all'opera tanti assessori e dirigenti. Da docente (mai ex, quale forse è Samaden) posso permettermi il lusso di confrontare stili, obiettivi, metodi e risultati.
Soprattutto in questa legislatura la sfida che aveva orientato le scelte strategiche della Formazione professionale si può ritenere definitivamente persa. L'obiettivo di assessori come Molinari e Salvaterra, trasferito all'interno della legge provinciale per rendere i percorsi appetibili a studenti (tutti) e insegnanti, è stato abbandonato e i numeri parlano chiaro. E' proprio per i tanti colleghi, studenti e genitori che si sono fidati di me e continuano a farlo che in “altre aule” (non nei corridoi) provo a difenderli dalla deriva che le statistiche attestano e che ha ragioni e responsabilità precise. Sarebbe interessante capire dove in tutto ciò si trovi il “fango”, a meno che non si tratti di quello in cui una certa classe di politicanti e faccendieri sta annegando il sistema.
Chissà dov'era Samaden quando il Consiglio provinciale, dopo una delle tante “guerre solitarie”, sosteneva la graduale parificazione dei trattamenti tra insegnanti dell'Istruzione e della Formazione professionale e l'irrobustimento della parte culturale. Potremmo scrivere un'enciclopedia a supporto di tali decisioni. Ma, avendole il Consiglio assunte all'unanimità, è superfluo. Tralasciando il tema delle condizioni dei docenti che potrebbe apparire sindacale (anche se non lo è, perché nella scuola il principio “dell’uno vale l’altro” genera disastri), il rafforzamento di italiano, informatica, matematica, lingue, scienze... era e rimane indifferibile: nella Fp si assolve l'obbligo scolastico e da noi la Formazione professionale sostituisce l’istruzione professionale di Stato presente invece nel resto d'Italia. Soprattutto, letti i preoccupanti esiti delle valutazioni, sarebbe stato vitale investire per recuperare carenze e lacune che il mondo di oggi e quello di domani non perdonano (a proposito di “serie B”).
Nonostante le promesse e il marketing, di tutto ciò, al crepuscolo della legislatura, non si è visto nulla. Se in tema di personale il Centrodestra si è solo posto in linea con i predecessori, la controriforma in tema di contenuti, rispetto ai rischi che corrono questi studenti nel confronto con i coetanei, ha un che di terrificante. Il Consiglio provinciale (non Degasperi) stabilisce di offrire ai ragazzi e alle ragazze una preparazione culturale più adeguata e cosa fa uno che tiene al loro “benessere”? Decide che per quattordicenni e quindicenni è meglio impiegarsi alla mensa (provocando pure la reazione di categorie talvolta distratte). Credo basti questo per capire quale rischia di essere l'esito della “sfida educativa”.
Chissà dov'era Samaden mentre il suo datore di lavoro Bisesti riduceva il numero di studenti nelle classi dei licei dimenticandosi di quelli della Formazione professionale stipati fino a 29 per classe (a proposito di “diritti dei nostri ragazzi”). Di sicuro non “in prima linea”, men che meno “al fianco” di chi con un'altra “guerra solitaria” riusciva a risolvere anche questo.
Chissà dov'era mentre l'informatica veniva sottratta ai docenti appositamente assunti (loro con concorso) per poterla attribuire al primo che passa (a proposito di “rispetto”). Chissà dov'era mentre il suo paladino Bisesti, con un tratto di penna, metteva sulla strada una bravissima insegnante che lavorava da anni proprio all’Alberghiero (a proposito di “stare uniti”). Chissà dov'era quando gli studenti del Pertini finivano relegati nei container (e lì giacciono dal 2017) mentre alla confinante scuola privata i suoi principales concedevano eleganti spazi in pieno centro (a proposito di “attenzioni”). Chissà dov'era Samaden quando, insieme a tanti colleghi, riuscivamo ad evitare che gli insegnanti della Fp venissero degradati ad impiegati esecutivi a 36 ore (a proposito di “alleanze”, forse a suggerirlo?).
La lista sarebbe ancora lunga ma è più interessante rilevare che Samaden è allo scuro di quello che pensano i suoi insegnanti. Gli amici e le amiche mi cercano perché, purtroppo, sono l'unico a difenderli di fronte all'arroganza e a portare avanti un modello di Formazione professionale al passo con i tempi, libera da pregiudizi e discriminazioni. Nonostante non l'abbia mai né chiamato in causa né citato deduco che deve avere paura. Sarà forse perché tra i tanti risultati posso annoverare anche quello di aver stabilito che a guidare gli istituti possano essere indicati solo dirigenti che abbiano superato un concorso? Non si giustifica altrimenti come mai, in pieno Collegio docenti, si sia premurato di intimare ai miei colleghi di non rivolgersi più a me. Singolare iniziativa per chi racconta che il mondo della scuola non condivide i miei modi e si sente offeso.














