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| 02 gen 2023 | 11:44

“Da Bisesti solo silenzio”, la maggioranza del Consiglio del Sistema Educativo contro l’assessorato all’istruzione: “Delibera approvata senza ascoltarci”

La maggioranza dei componenti del Consiglio del Sistema Educativo provinciale scrivono a Fugatti: “Sollecitiamo un intervento per ripristinare il corretto funzionamento e la dignità dell’organismo di cui facciamo parte. Ancora una volta dobbiamo sottolineare l’assenza di trasparenza, correttezza istituzionale ed efficienza amministrativa”

“Da Bisesti solo silenzio”, la maggioranza del Consiglio del Sistema Educativo contro l’assessorato all’istruzione
di Tiziano Grottolo

TRENTO. Il 2023 per l’assessorato all’Istruzione non parte sotto i migliori auspici visto che nei primi giorni dell’anno Mirko Bisesti deve già affrontare una nuova, ennesima, polemica. A sollevare la questione è la maggioranza dei componenti del Consiglio del Sistema Educativo provinciale (Csep) che cita la recente approvazione (la delibera è del 22 dicembre) di due nuovi percorsi Scuole medie ad indirizzo musicale (Istituto comprensivo Bassa Val di Sole e Istituto comprensivo Levico) e un nuovo indirizzo in “Chimica, Materiali e Biotecnologie” articolazione “Biotecnologie ambientali” (al Fontana di Rovereto).

 

“In previsione di questo atto, insolitamente, ma in ottemperanza a quanto previsto, era stato richiesto un parere al Consiglio del Sistema Educativo, convocato a tal fine per venerdì 2 dicembre” si legge nella lettera indirizzata al presidente della Provincia Maurizio Fugatti. “Su molti altri temi di evidente rilevanza per il sistema educativo provinciale, in primis il prolungamento al mese di luglio del calendario della scuola d’infanzia, il Consiglio non è stato consultato. Lo ‘storico’ dell’attuale legislatura evidenzia che si tratta di uno strumento cui il decisore politico ha fatto ricorso con estrema parsimonia, per non dire in modo eccezionale”.

 

Ciononostante la seduta del Consiglio del Sistema Educativo prevista per il 2 dicembre è stata annullata perché la richiesta di parere obbligatorio sulla nuova offerta formativa della Provincia non era corredata dalla necessaria documentazione che, spiegano i componenti che hanno firmato la lettera, “nonostante formale sollecitazione in tal senso, non è mai pervenuta dal Dipartimento”. Il Consiglio a quanto pare disponeva soltanto di una bozza di delibera, che si è poi rivelata diversa rispetto a quella approvata. Inoltre al Csep non erano arrivati nemmeno altri documenti che che sarebbero stati utili per approfondire varie questioni come la sostenibilità dei nuovi percorsi, loro valenza didattica e formativa, la stima sul rapporto tra costi ed efficacia attesa.

 

Da qui si aprono una serie di domande: per quale motivo le Scuole medie ad indirizzo musicale non sono state poi attivate su tutt’e tre gli istituti inizialmente previsti, escludendo nella fattispecie Istituto comprensivo Fondo Revò? Se il Consiglio si fosse espresso nonostante l’insussistente documentazione quale valore avrebbe detenuto il suo parere nella decisione finale? Può ritenersi formalmente corretto e valida una delibera approvata in questo modo?

 

“Dalla data di annullamento della seduta (giovedì primo dicembre) a quella della delibera (22 dicembre) il Dipartimento avrebbe potuto provvedere all’invio di adeguata documentazione, peraltro già disponibile, come si può desumere dai riferimenti interni al testo approvato, per permettere al Consiglio di esprimersi a ragion veduta e in tempo utile”, prosegue la nota inviata a Fugatti.

 

La maggioranza dei componenti del Consiglio del Sistema Educativo provinciale poi puntano il dito: “Corre l’obbligo di constatare, ancora una volta, come totale permanga l’assenza di trasparenza, correttezza istituzionale, efficienza amministrativa; e il silenzio dell’Assessorato e del Dipartimento Istruzione su tutti gli altri temi sottoposti dal Consiglio non può che avvalorare tale rilievo”. Da qui la richiesta di una presa di posizione da parte di Fugatti: “Essendo tuttora in attesa di risposta ai quesiti già inoltrati all’assessore sulle criticità di funzionamento del Consiglio del Sistema Educativo, dopo oltre quattro mesi di silenzio da parte degli interlocutori istituzionali sollecitiamo un intervento per ripristinare il corretto funzionamento e la dignità dell’organismo di cui facciamo parte”.

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