Ddl “anti-gender”, dall’opposizione mozione si sfiducia verso Bisesti: “Va contro la libertà d’insegnamento”
Le opposizioni chiedono di sfiduciare l’assessore all’istruzione Mirko Bisesti. Futura: “Il ddl invece è in palese contrasto con questi principi e con l’idea di una scuola inclusiva”

TRENTO. Nelle scorse ore è stata depositata in Consiglio provinciale la mozione di sfiducia contro l’assessore all’istruzione Mirko Bisesti. L’atto è stato sottoscritto da Paolo Zanella, consigliere di Futura, da Lucia Maestri, Alessio Manica, Luca Zeni e Alessandro Olivi del Pd, Alex Marini del M5s, Paola Demagri e Michele Dallapiccola di Casa Autonomia, Lucia Coppola di Europa Verde e Filippo Degasperi di Onda.
La richiesta di dimissioni arriva dopo che l’assessore si è dichiarato favorevole al cosiddetto disegno di legge “anti-gender”, presentato da Fratelli d’Italia e sostenuto dall’associazione Provita e Famiglia onlus di Antonio Brandi.
“Stiamo parlando di una proposta che limita la libertà d’insegnamento – accusa Zanella – e lede l’autonomia delle istituzioni scolastiche”. Secondo l’opposizione chi ha la responsabilità istituzionale di governare l’istruzione non dovrebbe sostenere un simile ddl. “Bisesti, con la sua presenza alla conferenza stampa, ha di fatto avallato anche i contenuti di un vademecum inquisitorio, distribuito in quella sede, che mette a forte rischio l’autonomia della scuola e la libertà degli insegnanti”.
D’altra parte per le minoranze l’assessore promuove l’idea di una scuola limitata che, qualora il ddl fosse approvato, si troverebbe “costretta a escludere, isolare, a lasciare le persone più fragili in situazioni di marginalità e solitudine”.
“La scuola – riprende Zanella – non ha solo il compito di istruire, ma anche di formare ed educare, avendo il ruolo di principale agenzia educativa assieme alla famiglia, favorendo il pluralismo culturale e garantendo la libertà d’insegnamento. Il ddl invece è in palese contrasto con questi principi e con l’idea di una scuola inclusiva”.


















