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La denuncia del Patt: “La Fem abbandonata dalla Lega. Il sito internet? Fermo al 2019, gli obiettivi? In netta flessione”

Il Patt contro la Giunta Fugatti, a quanto pare la Fem, fiore all’occhiello del Trentino dopo la “rivoluzione” leghista non se la passa troppo bene: “Da una disamina dei documenti gli obiettivi raggiunti risultano in netta flessione a causa di una significativa contrazione delle attività in generale della Fondazione”

Di T.G. - 14 gennaio 2022 - 19:34

TRENTO. La rivoluzione leghista in casa della Fondazione Edmund Mach? Un fallimento. Si potrebbe riassumere così il testo dell’interrogazione firmata dai consiglieri del Patt Michele Dallapiccola e Paola Demagri che a tre anni di “nuovo corso” con “nuovi fiduciari” chiedono conto dei primi risultati ottenuti.

 

Per chi non lo sapesse la Fem rappresenta uno dei fiori all’occhiello del Trentino per via delle sue attività nell’ambito della ricerca, formazione oltre che per la sperimentazione, consulenza e servizi per il comparto agricolo, agroalimentare e ambientale. Tra le attività annovera anche una azienda agricola sperimentale e produttiva con 120 ettari coltivati, le cui produzioni enologiche portano lustro al territorio provinciale.

 

“Dal 2019 – primo anno di insediamento e di governo a trazione leghista, ricostruiscono Dallapiccola e Demagri – alla Fondazione è stata avviata una rivoluzione sia a livello dei vertici di governo nei ruoli di indirizzo e rappresentanza. Si tratta di una rivoluzione che, a quanto pare, ha interessato i singoli nominativi. Sembra infatti non si sia verificata anche una conseguente sostanziale revisione dell’articolazione organizzativa della Fondazione, men che meno una nuova elaborazione o aggiornamento dei documenti programmatici e di strategia”.

 

Non solo, perché la Fem si trova “monca” di una parte del Cda, nominato a 5 componenti anziché a 8, totalmente privo di rappresentanti dei settori agricolo, zootecnico, agroalimentare e ambientale. Eppure il Cda è chiamato a dirigere una Fondazione con un organico da circa 700 unità di personale e un bilancio complessivo di circa 50 milioni di euro annui. “Il Cda deve cercare di interpretare la mission, senza alcun documento programmatico aggiornato – accusano dal Patt – di fatto si naviga a vista. Se si consulta il sito internet che per una Fondazione di Ricerca in particolare dovrebbe essere una vetrina delle referenze e attività in corso, in molte finestre risulta fermo al 2019”.

 

Inoltre secondo le Stelle alpine sarebbero assenti pure le pubblicazioni dei consueti rapporti di attività annuale degli ultimi tre anni, fatta eccezione del Centro di Trasferimento tecnologico. “Dall’esame dei provvedimenti reperibili sempre sul sito internet, di competenza degli Organi di governo, si rileva che il Piano degli investimenti immobiliari da attuare attraverso la Patrimonio del Trentino procede molto a rilento, pressoché fermo per le opere principali programmate e finanziate dal 2018, come la palazzina per la chimica; al palo anche l’adeguamento strutturale ed energetico del complesso scolastico”. Insomma un quadro sconcertante.

 

Per il Patt vanno male anche le attività di collaborazione con le altre realtà di ricerca locali Fbk e Unitn, “fortemente rallentate”. “Da una disamina dei documenti consultabili nella sezione Amministrazione trasparente – concludono Dallapiccola e Demagri – gli obiettivi raggiunti risultano in netta flessione a causa di una significativa contrazione delle attività in generale della Fondazione”.

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