"Carenza di investimenti all'Università", Campobase contro la giunta: "Solo annunci e propaganda"
Secondo il partito, da parte del governo uscente è mancata una "politica di sistema per la cooperazione tra Ateneo, Fondazioni di ricerca, scuola, mondo delle imprese". Si denuncia anche il "fallimento nel campo del reclutamento di nuove competenze scientifiche e manageriali e la crescita della fuga di giovani cervelli dal Trentino"

TRENTO. L’ università di Trento lamenta non solo pesante carenza di finanziamenti provinciali ma anche assenza di un quadro di riferimento dentro il quale possa svolgere le sue essenziali funzioni e dare il proprio apporto al futuro della comunità”. A dirlo è Campobase, il partito che corre alle elezioni provinciali di ottobre, che punta il dito contro la giunta uscente.
Nel settore della Ricerca e dell’Innovazione “abbiamo visto annunci e propaganda – scrive Campobase - ma nessun risultato concreto, se non quelli dovuti esclusivamente alla credibilità scientifica nazionale ed internazionale dei nostri gruppi di ricerca. Riduzione drastica dei finanziamenti a Fondazione Bruno Kessler e Fondazione Edmund Mach. Nessun serio coordinamento provinciale in vista dei bandi del PNNR. Nessuna iniziativa per valorizzare Trento nel panorama degli investimenti nazionali in tema di intelligenza artificiale, a parte il lancio (avvenuto a pochi giorni dal voto) del progetto di “intelligenza aumentata”, caldeggiato da anni negli ambienti scientifici di Fbk. Nessun serio sostegno a Fem nel capitolo delle TEA (tecnologie ad evoluzione assistita), che avranno una importanza decisiva per la frutticoltura e la viticoltura sostenibile e per le quali San Michele aveva competenze di prim’ordine”.
Secondo Campobase, dal governo provinciale uscente non c'è stata “nessuna politica di sistema per la cooperazione tra Ateneo, Fondazioni di ricerca, scuola, mondo delle imprese”. Si denuncia, inoltre, “incertezza e confusione nel settore delle strutture preposte al trasferimento tecnologico, fallimento nel campo del reclutamento di nuove competenze scientifiche e manageriali e crescita della fuga di giovani cervelli dal Trentino. E' deragliato il progetto “Manifatture di Rovereto”, oggi una “cattedrale nel deserto”. E la stessa proposta di un polo delle “scienze della vita” è rimasta un'astratta evocazione propagandistica”.
Per Campobase serve "una nuova via per un sistema della ricerca e dell'innovazione che torni centrale”.


















