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Trento
09 ottobre | 16:19

"Disinteresse e chiusura", le Acli trentine bocciano la giunta provinciale uscente: "Mancato il coinvolgimento su salute, lavoro, ambiente e giovani"

Il movimento aclista presenta alla politica le priorità in vista delle elezioni provinciali. Oliver: "Il Trentino è una terra che ha smesso di pensare al futuro. Dobbiamo tornare a immaginare grandi orizzonti di futuro rispetto alle emergenze del nostro tempo”

"Disinteresse e chiusura", le Acli trentine bocciano la giunta provinciale uscente
di Sara Marcolla

TRENTO. Ambiente, giovani, salute e lavoro. Il futuro del Trentino per le Acli si gioca in questi ambiti, ambiti sui quali il movimento cattolico boccia la giunta provinciale uscente e propone la propria visione.

 

C'è stato disinteresse, se non chiusura da parte del governo trentino – commenta Luca Oliver, presidente delle Acli. - Si è disinvestito risorse nella coesione, evitato di discutere assieme per costruire obiettivi comuni ed è mancato il coinvolgimento per la coprogettazione del futuro”.

 

A pochi giorni dalle elezioni provinciali del 22 ottobre, le Acli presentano un documento politico e programmatico che delinea le priorità su cui, secondo l'associazione, si dovrebbe investire . “Si tratta di idee e progetti – prosegue Oliver - che riguardano il futuro dei giovani, la salute, il lavoro, lo sviluppo equo e l'ambiente, l'inclusione la formazione alla partecipazione e al governo dei beni comuni. Il Trentino è una terra che ha smesso di pensare al futuro. Dobbiamo tornare a immaginare grandi orizzonti di futuro rispetto alle emergenze del nostro tempo”.

 

E la prima emergenza che il Pianeta deve affrontare è quella climatica, che porta con sé anche implicazioni sociali. Secondo le Acli, l'attuale modello di sviluppo non è più sostenibile, con città e paesi cresciuti anche di 10 volte, cemento, seconde case, capannoni, oltre a “scelte scellerate come il sacrificio di 25 ettari per la Trentino Music Arena). L'ambiente deve essere messo al centro delle strategie di sviluppo: serve puntare su innovazione, qualità dei processi, efficienza delle filiere, manutenzione e messa in sicurezza del territorio, che sono le vere chiavi per lo sviluppo della montagna dei prossimi anni”.

 

Cardine del Trentino del futuro è il lavoro, con un'attenzione rivolta ai più deboli, alle donne e ai giovani, e a chi resta escluso dal mercato. Tra i punti del programma aclista c'è la lotta al precariato, l'istituzione del salario minimo, il rilancio della formazione professionale, il potenziamento dell'educazione permanente e l'integrazione della forza lavoro lavoro immigrata nel sistema economico produttivo. “L'obiettivo è aumentare il tasso di occupazione e ridurre le disuguaglianze per promuovere un lavoro giusto” spiegano le Acli.

 

Il rischio di disuguaglianze investe anche il settore sanitario. “Il declino della sanità trentina è sotto gli occhi di tutti. La deriva verso il privato crea cittadini di serie A, che possono permettersi le cure a pagamento, quelli di serie B, che attendono pazientemente l'intervento pubblico e quelli di serie C, che hanno rinunciato addirittura alle cure – spiegano le Acli. - Serve rimettere la persona al centro. Il diritto alla sanità pubblica è elemento fondamentale e irrinunciabile dell'autonomia”. Tra le priorità delle politiche sanitarie future, la prevenzione e l'educazione alla salute, il rafforzamento della medicina di base e territoriale, l'istituzione delle case di comunità.

 

Dalle Acli arriva, infine, un appello alla politica affinché metta al centro i giovani e le loro esigenze, a partire da quella lavorativa, ma non solo. “Servono azioni di welfare che sostengano ragazzi e ragazze nella ricerca di una casa, che diano incentivi alle giovani famiglie e alla natalità, che potenzino la formazione e la valorizzazione delle competenze” concludono le Acli.

 

 

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