Il Trentino pensa troppo al turismo? "Non c'è visione e butta in caciara", Dal Rì replica a Failoni: "Bisogna tenere insieme benessere e futuro"
Il segretario provinciale e consigliere comunale del Partito Democratico, Alessandro Dal Rì, replica all'assessore Roberto Failoni: "Anche davanti alle parole di due amministratori di comprovata capacità come Gori e Bonaccini, si nasconde dietro alle sue imbarazzanti battute, facendo emergere quello che ormai denunciamo da tempo: non c’è una visione seria per lo sviluppo del Trentino"

TRENTO. "L'assessore Failoni, come spesso accade, cerca di evadere dal confronto politico buttandola in caciara". Questo il commento di Alessandro Dal Rì, segretario provinciale e consigliere comunale del Partito Democratico. "Anche davanti alle parole di due amministratori di comprovata capacità come Gori e Bonaccini, si nasconde dietro alle sue imbarazzanti battute, facendo emergere quello che ormai denunciamo da tempo: non c’è una visione seria per lo sviluppo del Trentino".
Negli scorsi giorni gli europarlamentari Stefano Bonaccini e Giorgio Gori, rispettivamente ex presidente dell'Emilia Romagna e già sindaco di Bergamo, hanno spiegato che va trovato un equilibrio tra sviluppo del turismo e settore secondario. Nei confronti sarebbe emerso un rischio di conflittualità tra i flussi turistici e l'esigenza delle imprese nel trovare alloggi. La conclusione è che la Provincia a trazione Destra avrebbe in testa solo il primo a discapito degli altri comparti. Anche la manifattura è centrale e che il Trentino dovrebbe investire sulla qualità e sulla formazione per restare competitivi.
Da queste considerazioni la replica di Failoni. "I 'gemelli diversi' del Pd sembrano dimenticare i dati sulla ricchezza generata ogni anno dal turismo in Trentino: 2,55 miliardi di euro solo di impatto economico diretto", le parole di Failoni. "Ma c’è di più: arrivare impreparati quando si visita un territorio è un errore, perché da noi la manifattura, penso per esempio all’artigianato, è fortemente legata al turismo, che ne sostiene gli investimenti, valorizza le produzioni locali e crea nuove opportunità di crescita e occupazione secondo standard europei, quell’Europa che i due 'turisti per caso' dovrebbero conoscere bene. Insomma, grazie a Bonaccini e Gori per aver lodato il turismo trentino pensando di metterci in difficoltà. Tornino a trovarci quando vogliono, magari dopo essersi documentati meglio" (Qui articolo).
Ecco così la controreplica del Partito Democratico. "Nessuno si sogna di mettere in discussione l’importanza del turismo per la nostra provincia", aggiunge Dal Rì. "E' un settore che genera ricchezza, occupazione e promozione del territorio. Ma proprio perché è importante, va gestito con responsabilità e inserito in una strategia più ampia e bilanciata".
Il punto è un altro per i dem. "Il Trentino non può permettersi di puntare tutto soltanto sul turismo, questo è un rischio", continua il segretario provinciale del Partito Democratico. "Il turismo, lo dicono tutti gli indicatori, può essere fiorente anche in economie fragili o in paesi meno sviluppati. Al contrario, la vera differenza tra un territorio avanzato e uno arretrato la fanno il comparto industriale, il settore manifatturiero e, ormai sempre più, quello dell’informatica e del digitale. Insomma, settori capaci di creare valore aggiunto, innovazione, qualità del lavoro e benessere diffuso".
Oggi il turismo trentino produce numeri importanti, "ma spesso non redistribuisce. Molti lavoratori restano poveri nonostante la crescita del settore. E intanto, e questo è il vero punto focale del discorso e quello che denunciamo da tempo, vengono trascurati altri settori. Servono strategia e investimenti nei settori ad alto contenuto tecnologico e di valore aggiunto, in grado di aumentare la produttività e costruire un’economia sostenibile e diversificata. A Failoni lasciamo le barzellette. Noi invece lavoriamo nella convinzione che una comunità viva, dinamica e giusta si costruisca tenendo insieme le sue diverse vocazioni, senza dimenticare ciò che davvero fa la differenza per il futuro", conclude Dal Rì.












