Sanità, l'ex assessora leghista attacca Demagri e il centrosinistra: "Durante il loro governo inerzia e chiusure. La programmazione è il nostro pilastro"
"Le dichiarazioni della consigliera Demagri lasciano basiti se confrontate con l'eredità politica del suo ex Presidente Rossi. È necessario ricordare quanto poco sia stato fatto per rendere attrattiva la sanità trentina, sia durante il mandato di Rossi come assessore alla Salute, sia come Presidente della Provincia: i fatti dicono che l’azione del centrosinistra è stata caratterizzata da una preoccupante inerzia. La loro strategia infatti è sempre stata una sola: chiudere"

TRENTO. Si dice addirittura "basita" dalle dichiarazioni della collega in Piazza Dante e afferma che Ugo Rossi, sia durante il mandato da assessore che da presidente, abbia fatto molto poco per rendere attrattiva la sanità trentina.
In generale, l'ex assessora alla salute Stefania Segnana, che ha ricoperto tale ruolo dal 2018 al 2023 senza essere però riconfermata due anni or sono, definisce l'operato del centrosinistra - quando era al governo della Provincia - come caratterizzato da una "preoccupante inerzia" e "dalla strategia del "chiudere", mentre "la programmazione è il pilastro del nostro operato".
La risposta dell'esponente leghista è alle dichiarazioni della consigliera di Casa Autonomia Paola Demagri, che più volte ha attaccato l'attuale maggioranza e le scelte della Giunta, chiedendo addirittura all'assessore Tonina di "svicolarsi" dal Governatore Fugatti (Qui articolo).
"Le dichiarazioni della consigliera Demagri - replica la consigliera provinciale del Carroccio Stefania Segnana - lasciano basiti se confrontate con l'eredità politica del suo ex Presidente Rossi, con il quale ha condiviso l'attività di gruppo nella scorsa legislatura. È necessario ricordare quanto poco sia stato fatto per rendere attrattiva la sanità trentina, sia durante il mandato di Rossi come assessore alla Salute, sia come Presidente della Provincia: i fatti dicono che l’azione del centrosinistra è stata caratterizzata da una preoccupante inerzia. La loro strategia infatti è sempre stata una sola: chiudere. Mancavano guardie mediche? Si chiudeva. I punti nascita erano in difficoltà? Si chiudevano".
Poi l'ex assessora alla sanità entra nel dettaglio, accusando il centrosinistra di aver "perso" professionisti, soprattutto nel biennio 2016 - 2018.
“È mancata - ribatte con fermezza Segnana - la capacità di programmare: non sono stati rinnovati i contratti dei medici e delle professioni sanitarie e non sono stati aumentati i posti per gli studenti di infermieristica. I numeri parlano chiaro: nel biennio 2016/2018 i posti disponibili erano appena 116, a fronte di una domanda quasi doppia (181 richieste nel 2016 e 226 nel 2017). Quanti futuri professionisti abbiamo perso per questi motivi? Dal 2019 abbiamo iniziato ad aumentare i posti e siamo arrivati a 200 con una struttura all’avanguardia, il Nest, che li ospita. Abbiamo portato l’infermiere di comunità nelle zone dove si faticava a riaprire le guardie mediche da loro chiuse: un servizio molto apprezzato
e innovativo rispetto ai tempi".
Infine l'esponente del Carroccio spiega quali sono state le novità apportate dal centrodestra, difendendo la scelta di tenere aperti i punti nascita periferici di Cles e Cavalese.
"La programmazione è il pilastro del nostro operato - conclude -. Abbiamo istituito la Scuola di Medicina e Chirurgia per rendere il nostro sistema attrattivo e stiamo adeguando le retribuzioni dei professionisti (il 16/18, e successivi, sono stati rinnovati durante le due legislature della Giunta Fugatti), perché il riconoscimento del loro lavoro non può fermarsi ai soli ringraziamenti. Siamo consapevoli che la crisi del sistema sanitario sia un tema nazionale e che il reperimento di personale sia una sfida complessa per tutti, ma la soluzione non può essere lo smantellamento dei servizi. Accentrare tutti i parti al Santa Chiara significherebbe creare disagi insostenibili sia per le partorienti che per la gestione del sistema ospedaliero. Prima di parlare di chiusure, serve responsabilità: bisogna valutare bene ogni singola questione e valutare le conseguenze che ciò comporta".












