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| 12 lug 2022 | 16:38

La proposta per permettere a studenti e lavoratori fuorisede di votare senza 'tornare a casa'. Fernandez: "Contrasterebbe l'astensionismo"

La mozione promossa dal Comitato nazionale "Voto dove vivo" è stata depositata in Consiglio comunale a Trento, mentre a Merano e Bressanone è già passata all'unanimità. Fernandez: "I cittadini italiani fuorisede per votare devono affrontare costi e tempi troppo elevati per raggiungere la città di residenza. Una condizione che riguarda decine di migliaia di persone"

La proposta per permettere a studenti e lavoratori fuorisede di votare senza 'tornare a casa'
di Francesca Cristoforetti

TRENTO. Far votare cittadini fuorisede nel luogo in cui vivono, senza che debbano rientrare nel loro comune di residenza per esercitare un loro diritto: è questo che viene chiesto nella mozione depositata in Consiglio comunale da Europa Verde Trento, che vede come primo firmatario il consigliere Andreas Fernandez e che supporta l'iniziativa nazionale del Comitato "Voto dove vivo". 

 

La proposta è stata presentata questa mattina (12 luglio) in una conferenza stampa a cui hanno preso parte sia i consiglieri di Trento Fernandez (Europa Verde Trento), Alessandro Dal Rì (Pd), e le consigliere Giulia Casonato (Futura) e Francesca Fiori (Insieme per Trento), che i colleghi altoatesini Matthias Cologna, consigliere comunale di Bolzano (Team K) e Daniele Di Lucrezia, di Merano (Pd) per prevedere il voto per corrispondenza anche alle elezioni comunali, tramite un disegno di legge che verrà trattato prossimamente in Consiglio regionale.

 

"Un'iniziativa a cui hanno aderito amministratrici e amministratori locali in tutta Italia - dichiara Fernandez - e che intende venire incontro alle molte cittadine e cittadini che studiano o lavorano fuorisede, ma anche chi si trova fuori per cure, che non riescono a esercitare il diritto di voto nel proprio comune di residenza. Oltre a un appello al Parlamento a prevedere l’introduzione del voto per corrispondenza alle elezioni politiche, europee e ai referendum nazionali".

 

La mozione è stata già depositata in molte città dell'Alto Adige, dove a Merano e Bressanone è riuscita passare all'unanimità, mentre nel capoluogo altoatesino ancora deve essere discussa. "E' importante che anche i Comuni si attivino per aumentare e semplificare la partecipazione alle elezioni - dichiara Cologna - mi auguro perciò che anche il Consiglio comunale di Bolzano approvi la mozione a supporto della richiesta del voto postale".

 

Un tema "trasversale" concordano tutti i consiglieri presenti, "che coinvolge tutti. Noi vogliamo rendere effettiva questa proposta". 

 

"Viviamo in un periodo storico dove i trasferimenti non solo all’estero ma anche da una città italiana all’altra sono sempre più frequenti - recita il documento - oggi le cittadine e i cittadini italiani fuorisede per esercitare il diritto di voto devono affrontare costi e tempi troppo elevati per raggiungere la città di residenza e questa condizione riguarda in prima persona decine di migliaia di persone che studiano e lavorano".

 

Dal canto suo Fernandez spera che la mozione possa avere un riscontro positivo anche a Trento il prima possibile: "E' una forma di contrasto all'astensionismo, soprattutto per gli studenti fuorisede che sono spesso quelli con minore capacità economica. Dobbiamo salvare l'elettorato più giovane. In Trentino questa proposta coinvolgerebbe migliaia di persone. Rispetto al comitato nazionale, a livello locale abbiamo voluto fare una cosa più concreta che avesse un effetto sul territorio". 

 

La consigliera Fiori aggiunge: "Dopo due anni di pandemia ancora non è stato fatto nulla. Mi sembra scontato aver il diritto di poter esercitare il proprio voto senza essere obbligati a rientrare nel comune di residenza. Ricordiamoci che votare dove si vive conferisce al cittadino un forte senso di appartenenza".

 

"Voto dove vivo" nasce nel 2019 come comitato apartitico aperto ai singoli cittadini e a tutte le realtà associative, studentesche, politiche e culturali, per sostenere e promuovere l'omonima proposta di legge. L’obiettivo è quello di consentire a tutti i fuorisede di poter esercitare il diritto di voto.

 

"Per troppi anni questa battaglia è stata ignorata dalle forze politiche - sostiene il Comitato - e per troppi anni studenti e lavoratori fuorisede hanno dovuto perdere tempo e soldi per esercitare il loro diritto. Se un italiano vive all’estero può votare senza problemi, senza spostarsi né spendere. Se un italiano vive in un comune diverso da quello in cui è residente allora deve per forza 'tornare a casa' per esercitare un diritto fondamentale come quello del voto. In questa storia non sono solo i fuorisede a perderci, ma anche la nostra democrazia, in quanto migliaia di cittadini sono costretti a rinunciare alla partecipazione democratica per via di questo sistema folle, antiquato e ingiusto".

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