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| 27 lug 2022 | 13:22

La testa spaccata come posacenere per uno spinello, i Pro Vita contro la cannabis. Valcanover: “Il proibizionismo fa più danni della legalizzazione”

Dopo i manifesti antiabortisti arrivano anche quelli contro la legalizzazione della cannabis, affissi sia a Trento che Bolzano. Valcanover: "Il problema è sottrarre all'area criminale dai 5 ai 6milioni di consumatori abituali. C'è bisogno di istruire sui danni e sul consumo responsabile"

La testa spaccata come posacenere per uno spinello, i Pro Vita contro la cannabis
di Francesca Cristoforetti

TRENTO. Dopo i manifesti antiabortisti arrivano anche quelli contro la legalizzazione della cannabis. Anche questa volta l'associazione Pro Vita e Famiglia sceglie un'immagine forte e inopportuna, una mano che lascia cadere la cenere di uno spinello nella testa spaccata di un giovane ragazzo. "La droga legale fa ancora più male" si legge a caratteri cubitali in quello appeso in via Brennero, a Trento Nord.

 

E' questo il nuovo manifesto scelto per la campagna per chiedere al Parlamento di bloccare la legge sulla legalizzazione delle droghe leggere. A fine giugno è infatti arrivato il primo sì in Commissione Giustizia alla Camera per il testo del ddl "Magi-Licantini" che propone un abbassamento della pena per lo spaccio di lieve entità di cannabis e per la coltivazione di poche piantine, estendendo così la distinzione tra droghe "leggere" e "pesanti".

 

"Il proibizionismo fa più danni della legalizzazione - sostiene l'avvocato Fabio Valcanover, storico esponente dei Radicali - la cannabis può fare male tanto quanto alcool e tabacco. Qui non significa incitare, il problema è sottrarre all'area criminale dai 5 ai 6milioni di consumatori abituali. C'è bisogno di istruire sui danni e sul consumo responsabile".

I manifesti sono stati affissi sia a Trento che a Bolzano. "Abbiamo lanciato e proseguirà la nostra campagna nazionale di affissioni, - dichiara Francesco Avanzini, referente territoriale di Pro Vita & Famiglia Bolzano - nonostante le Camere siano state sciolte a seguito della crisi di Governo. La battaglia, infatti, è prima di tutto culturale, per la salute dei nostri giovani. Legalizzare la droga significherebbe normalizzarla".

"E' difficile che in pochi mesi si riesca ad approvare la proposta di legge, il Parlamento ha già bloccato tutto sciogliendo le Camere - risponde Valcanover - la proposta incide su una necessità di far conoscere e invitare al consumo consapevole. Perché dovrebbero aumentare il numero di persone che fanno uso di cannabis? E' con il proibizionismo che si fanno di danni peggiori".

 

Da tempo ormai in Italia si discute sulla legalizzazione delle droghe leggere, chiesta a gran voce ormai da moltissimi sostenitori proprio perché contribuirebbe a sgravare i carichi di lavoro dei tribunali, porterebbe notevoli introiti alle casse dello Stato e aiuterebbe a contrastare il mercato nero gestito soprattutto dalle mafie. 

 

Il movimento Pro Vita da sempre si contraddistingue per le sue battaglie ideologiche: tra i suoi cavalli di battaglia quella contro l'aborto. A Bolzano gli ultimi erano stati affissi a inizio luglio, prendendo il celebre volto di Pier Paolo Pasolini e una sua citazione, nonostante la Commissione provinciale per le pari opportunità per le donne si fosse già espressa in modo contrario riguardo ai messaggi antiabortisti, proprio perché in contrasto con il diritto all'autodeterminazione sul corpo delle donne.

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