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| 17 nov 2022 | 16:24

Mancano tecnici di radiologia e per la val di Fassa e Campiglio l'Apss pensa ai privati? Fratelli d'Italia: ''Si valuti la convenzione con le strutture già operanti in zona''

I consiglieri provinciali di Fratelli d'Italia, Claudio Cia, Katia Rossato e Bruna Dalpalù: "Questo eviterebbe la diffusione di un messaggio, assolutamente sbagliato, che l’ente pubblico non voglia collaborare con i centri diagnostici privati già esistenti"

Mancano tecnici di radiologia e per la val di Fassa e Campiglio l'Apss pensa ai privati?

TRENTO. "Si valuti la convenzione con le strutture privati già operanti in zona", queste le parole di Claudio Cia, Katia Rossato e Bruna Dalpalù, consiglieri provinciali di Fratelli d'Italia. "L'appello alla Provincia e all'Azienda provinciale per i servizi sanitaria è quella di prendere in seria considerazione questa possibilità, così da garantire in breve tempo un servizio sanitario e tecnico di qualità a un costo contenuto".

 

L'Apss ha indetto una "indagine di mercato per poter garantire i servizi di assistenza tecnica radiologica presso gli ambulatori ortopedici stagionali in zona turistica di San Giovanni di Fassa e di Madonna di Campiglio" per trovare aziende o cooperative private per "scongiurare ogni possibile ipotesi di interruzione di pubblico servizio". A riportare la delibera è il quotidiano l'Adige

 

La scorsa settimana l'Apss aveva indetto un bando per trovare liberi professionisti (ortopedici) per garantire il servizio ai turisti con la stagione invernale ormai alle porte e alla luce della necessità di "scongiurare ogni possibile ipotesi di interruzione di pubblico servizio". Adesso si cercano anche radiologi. A complicare il quadro ci sono i concorsi che non raggiungono numeri sufficienti per comporre le graduatorie e così diventa difficile la copertura delle diverse carenze rilevate nei reparti.

 

"Pur comprendendo la difficoltà a garantire la continuità del servizio agli ambulatori ortopedici stagionali a causa della carenza di personale interno all'Apss - evidenziano Cia, Rossato e Dalpalù - non si capisce come mai l’Azienda sanitaria non abbia valutato la possibilità di convenzionarsi con soggetti privati già operanti in tali zone. E' noto che esistono già due centri diagnostici autorizzati dotati di risonanza magnetica e di radiologo. Queste realtà operano da anni sul territorio con indubbia e dimostrata professionalità certificata, oltre che dalla strumentazione di cui sono dotate, anche dalla presenza di ottimi professionisti. Sono molto apprezzate dai residenti del territorio e dai turisti in quanto hanno contribuito ad aumentare fortemente il numero delle prestazioni dei servizi ambulatoriali offerti ai pazienti e la loro qualità. Per garantire a cittadini e turisti il servizio di radiologia al medesimo costo del ticket pagato in una struttura pubblica, basterebbe semplicemente che l’Apss aprisse una convenzione con questi soggetti, con un notevole sgravio per le casse pubbliche".

 

A soffrire sono soprattutto le sedi periferiche con gli ospedali di Cavalese e di Tione che finiscono tra le ultime opzioni di preferenza dai candidati, "quando non costituiscono oggetto di rinuncia preventiva". L'Azienda provinciale per i servizi sanitari cerca ora rifugio nel privato.

 

"Ci si chiede - proseguono i consiglieri provinciali di Fratelli d'Italia - quanto potrà costare in termini economici all’Azienda sanitaria dotare gli ambulatori di ortopedici e radiologi, posto che probabilmente dovrà fare ricorso a gettonisti, con un elevato impatto dal punto di vista finanziario sulle risorse disponibili per garantire il funzionamento del sistema sanitario trentino. D'altronde non è certo possibile pensare di effettuare un distacco dell'attuale personale ortopedico e tecnico dell'Apss la cui carenza, oggi, non consente di garantire piena operatività negli attuali ospedali e ambulatori".

 

Da qui "l’appello che ci sentiamo di rivolgere alla Giunta provinciale e all’Azienda sanitaria è quello di prendere in seria considerazione la possibilità di aprirsi alla convenzione con le strutture private già operanti in questi territori, così da garantire in breve tempo un servizio sanitario e tecnico di qualità ad un costo contenuto. Ciò eviterebbe la diffusione di un messaggio, assolutamente sbagliato, che l’ente pubblico non voglia collaborare con i centri diagnostici privati già esistenti", concludono Cia, Rossato e Dalpalù.

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