''Noi sindaci chiediamo a Mario Draghi di andare avanti'', Franco Ianeselli firma la lettera aperta dei primi cittadini sulla crisi di governo
Anche il primo cittadino di Trento, Franco Ianeselli, ha sottoscritto la lettera aperta dei sindaci sulla crisi di governo innescata dal Movimento 5 stelle: "Noi sindaci, chiamati ogni giorno alla difficile gestione e risoluzione dei problemi che affliggono i nostri cittadini, chiediamo a Mario Draghi di andare avanti"

TRENTO. "Noi sindaci, chiamati ogni giorno alla difficile gestione e risoluzione dei problemi che affliggono i nostri cittadini, chiediamo a Mario Draghi di andare avanti". Queste le parole di Franco Ianeselli, primo cittadino di Trento, il quale ha sottoscritto la lettera aperta dei sindaci sulla crisi di governo innescata dal Movimento 5 stelle.
La crisi aperta dal Movimento 5 stelle non trova consenso se non in casa di qualche irriducibile grillino, nelle frange di estrema destra (che sperano di capitalizzare il consenso di Fratelli d'Italia) e di estrema sinistra (che in Italia sono convinti che con bonus e contributi si aiutino le fasce più povere). Anzi salgono preoccupazioni e incertezze per la situazione politica per le sfide che attendono l'Italia.
Dopo gli appelli delle categorie economiche, dei sindacati (Qui articolo), della Commissione dei dodici (Qui articolo) e quelli di medici, infermieri e assistenti sociali (Qui articolo), anche i sindaci tra cui anche Gualtieri (Roma), Sala (Milano), Lo Russo (Torino) e Nardella (Firenze) chiedono al premier Mario Draghi di non mollare.
Il testo integrale della lettera firmata dai sindaci:
Con incredulità e preoccupazione assistiamo alla conclamazione della crisi di Governo generata da comportamenti irresponsabili di una parte della maggioranza.
Le nostre città, chiamate dopo la pandemia e con la guerra in corso ad uno sforzo inedito per il rilancio economico, la realizzazione delle opere pubbliche indispensabili e la gestione dell’emergenza sociale, non possono permettersi oggi una crisi che significa immobilismo e divisione laddove ora servono azione, credibilità, serietà.
Il presidente Mario Draghi ha rappresentato fino ad ora in modo autorevole il nostro Paese nel consesso internazionale e ancora una volta ha dimostrato dignità e statura, politica e istituzionale. Draghi ha scelto con coraggio e rigore di non accontentarsi della fiducia numerica ottenuta in aula ma di esigere la sincera e leale fiducia politica di tutti i partiti che lo hanno sostenuto dall’inizio.
Noi Sindaci, chiamati ogni giorno alla difficile gestione e risoluzione dei problemi che affliggono i nostri cittadini, chiediamo a Mario Draghi di andare avanti e spiegare al Parlamento le buoni ragioni che impongono di proseguire l’azione di governo.
Allo stesso modo chiediamo con forza a tutte le forze politiche presenti in Parlamento che hanno dato vita alla maggioranza di questo ultimo anno e mezzo di pensare al bene comune e di anteporre l’interesse del Paese ai propri problemi interni. Queste forze, nel reciproco rispetto, hanno il dovere di portare in fondo il lavoro iniziato in un momento cruciale per la vita delle famiglie e delle imprese italiane. Se non dovessero farlo si prenderebbero una responsabilità storica davanti all’Italia e all’Europa e davanti alle future generazioni.
Ora più che mai abbiamo bisogno di stabilità, certezze e coerenza per continuare la trasformazione delle nostre città perché senza la rinascita di queste non rinascerà neanche l’Italia.













