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Trento
19 settembre | 20:36

Not, si volta pagina per dare vita al nuovo Polo ospedaliero e universitario. Ianeselli: "Superata una desolante fase di difficoltà durata anche troppo"

Con una delibera della Giunta provinciale si è deciso di chiudere il progetto del Not. Già a maggio scorso le minoranze avevano proposto due possibili risoluzioni, entrambe bocciate, tra cui valutare l’interesse pubblico per revocare la gara. Ianeselli: "Si tenga conto delle sollecitazioni dei medici, occasione di rilancio per una sanità pubblica"

di Francesca Cristoforetti

TRENTO. "Una rivalutazione complessiva della situazione che porta alla chiusura del progetto Not e all’inizio di un nuovo percorso per l'ospedale del Trentino del futuro". Così il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti. Si volta pagina quindi con il Not per dare il via a una strategia per il nuovo polo ospedaliero e universitario.

 

La Giunta provinciale, in conferenza stampa di oggi 19 settembre, ha presentato la delibera proposta dal presidente della Pat, in cui si aggiornano i piani per il progetto del Nuovo polo ospedaliero e universitario del Trentino. I contenuti del provvedimento sono stati così illustrati dal presidente, affiancato dagli assessori a urbanistica e enti locali, dal direttore generale della Provincia, dai dirigenti del Dipartimento salute e di Apac e dal direttore generale dell’Azienda sanitaria.

 

In primo luogo, l’amministrazione provinciale ha preso atto del fatto che il procedimento si è chiuso con l’impossibilità di sottoscrivere il contratto a causa della mancata approvazione del progetto preliminare presentato dalla ditta Guerrato (a sua individuata nel corso della procedura come soggetto promotore). Le ragioni risiedono nelle difformità, non sanabili, del progetto rispetto all’iniziale studio di fattibilità.

 

"E' stata una vicenda complessa ma avendo fatto le dovute analisi - sostiene Fugatti - crediamo sia giunto il momento di porre la parola fine. Questo non significa voler bocciare tutto quello che è stato fatto fino adesso. I progetti molto spesso possono incontrare problematiche strada facendo nel loro percorso di approvazione".

La strategia dell’amministrazione, spiega poi il presidente, "è stata aggiornata alla luce della nuova valutazione di contesto, che tiene conto delle esigenze successive alla pandemia, del nuovo modello di gestione della sanità territoriale, nonché dell’avvenuta costituzione della facoltà di medicina attivata dalle università di Trento e Verona".

 

Come spiega la Pat, si è quindi deciso di nominare un commissario straordinario, figura introdotta da una specifica norma provinciale e già attivata in Trentino per accelerare diverse opere strategiche, che avrà il compito di individuare le modalità più adatte per affidare la progettazione e realizzazione della nuova infrastruttura sanitaria e universitaria. Potrà per esempio attingere a quanto previsto dalle recenti norme in materia di Pnrr e quindi a strumenti come l’appalto integrato, che consentiranno di abbreviare e semplificare i tempi necessari.

 

Nel tempo necessario per l’avanzamento ed esecuzione del progetto, viene precisato, saranno assicurati gli investimenti sull’attuale ospedale Santa Chiara di Trento, con "interventi strutturali e infrastrutturali per l'efficientamento della struttura anche a livello tecnologico - dichiara la Pat - per questo sono già stati previsti 18 milioni di euro".

 

Dopo aver ricordato "la totale collaborazione con amministrazione comunale di Trento" da parte della Pat, non è mancato l'immediato commento del sindaco di Trento Franco Ianeselli: "La scelta della Provincia di azzerare la gara precedente e di ricominciare da capo la progettazione nell’area di via al Desert supera una desolante fase di impasse che è durata anche troppo. Quel che ci preme ora è che si faccia tesoro del tempo trascorso: ovvero non solo che si tenga conto di quanto abbiamo imparato dalla pandemia, ma che vengano considerate anche le tante sollecitazioni arrivate dai medici, le sempre più evidenti necessità di sviluppo del settore biomedico e naturalmente la presenza a Trento del polo universitario delle professioni sanitarie. È chiaro che ora si dovrà ragionare su un’area più grande di quella prevista dal progetto accantonato in via al Desert. Bisognerà dunque recuperare altri ettari e definire in anticipo tutte le funzioni strettamente collegate all’ospedale: la prevenzione, la cura, la medicina territoriale, la formazione, la ricerca, le start up. Infine, il nuovo ospedale deve costituire anche l’occasione di rilancio per una sanità pubblica che, negli ultimi anni e non solo a causa della pandemia, è apparsa in grande sofferenza con conseguenti ricadute negative sulla cittadinanza".

 

Riguardo al Not era stata depositata una mozione dalla minoranza già lo scorso maggio, in cui venivano proposte delle possibili risoluzioni sul tema chiedendo l'impegno della Giunta a valutare gli elementi di interesse pubblico per la revoca della gara, aprire il confronto su una migliore tipologia di bando e sulla migliore collocazione per il Not. Tali risoluzioni, proposte dai consiglieri Luca Zeni (Pd) e Paolo Zanella (Futura) erano state però bocciate.

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