Ritiro deleghe a Salizzoni, “La vicesindaca è indagata e pensano ai giochi di poltrone”, Fratelli d’Italia punta il dito contro la maggioranza Santi che governa a Riva
Dopo il ritiro delle deleghe durissima presa di posizione del coordinatore di Fratelli d’Italia Alessandro Urzì: “Ora la sindaca Cristina Santi è ancora più debole di quanto non lo fosse precedentemente, ostaggio delle scelte delle segreterie locali”
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RIVA DEL GARDA. Il ritiro delle deleghe a Silvio Salizzoni sta assumendo i contorni di un vero e proprio caso politico con il coordinatore di Fratelli d’Italia, Alessandro Urzì, che si è schierato senza se e senza ma con l’ormai ex assessore. Nelle scorse ore infatti la sindaca di Riva del Garda Cristina Santi ha ritirato le deleghe allo “Sport, associazioni sportive, eventi e manifestazioni, frazioni e periferie” dell’assessore di Fdi.
“Spiace che con una vicesindaca indagata per falso in atto pubblico e fonte di grave imbarazzo per l’intera amministrazione, Santi abbia invece trovato il tempo di occuparsi del ritiro delle deleghe di Salizzoni a cui esprimiamo tutta la solidarietà”, afferma Urzì. Il riferimento è rivolto a Silvia Betta, vicesindaca eletta in quota Patt e finita sotto indagine dopo che una candidata aveva affermato di essere stata inserita in lista a sua insaputa. L’altro indagato, Davide Delaini (che si era occupato della raccolta delle candidature), era stato condannato con pena sospesa a 4 mesi.
Secondo Fratelli d’Italia la scelta di ritirare le deleghe al suo assessore “complicherà ulteriormente il lavoro della maggioranza a dispetto del gran numero di incompiute da parte dell’amministrazione”. D’altra parte dal partito di Giorgia Meloni fanno sapere che la scelta non è stata per nulla condivisa ma piuttosto “dettata da appetiti se non bulimia di poltrone e personalismi interni” della sezione locale della Lega e di alcune liste civiche alleate.
Ad ogni modo, come ipotizzato dai ben informati, Fratelli d’Italia continuerà a portare avanti il suo programma tra le fila della maggioranza anche se i rapporti con gli alleati sono ormai logori. Tra le righe però c’è anche un avvertimento perché Fdi, nonostante sia stato bypassato in maniera così spregiudicata, ha eletto due consiglieri (6,31% dei consensi). “Ora – sottolinea Urzì – sarà più difficile realizzare gli interventi strutturati sul territorio”.
Secondo alcuni la defenestrazione di Salizzoni sarebbe avvenuta con il benestare del presidente della provincia Maurizio Fugatti (in vista di una possibile alleanza con il Patt alle Provinciali 2023), un’ipotesi in parte confermata dallo stesso Urzì nel momento in cui spiega che “l’operazione non nasce su iniziativa della sindaca che però ne è stata l’esecutrice materiale dimostrando come ora sia ancora più debole di quanto non lo fosse precedentemente, ostaggio di scelte delle segreterie locali delle forze che la sostengono”.
A ben vedere a guadagnare da questa vicenda è sicuramente la lista civica di Destra “La Rocca” che con appena il 3,73% dei consensi ora potrebbe contare un nuovo assessore e un consigliere, Lorenzo Prati, che già vanta la delega alle società partecipate e presto potrebbe ampliare i suoi incarichi. A prendere il posto di Salizzoni per l’appunto dovrebbe essere Lorenzo Pozzer (44 preferenze), eletto con al Lega ma poi passato con la lista civica “La Rocca”.
Tutti gli altri alleati invece perdono qualcosa in termini di “peso specifico”, il Patt per esempio (8,43%) in Giunta annovera solo Betta, vicesindaca con competenze su politiche sociali, cultura e associazioni. Pure la Lega (con 3 eletti) ha un solo assessorato. Fratelli d’Italia invece resta con un pugno di mosche “ma si sa – conclude amaramente Urzì – in politica la riconoscenza è merce rara”.


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