La ''pizzata'' del Patt con i civici di destra (ma erano invitati tutti tanto non importa con chi si va a cena) e quelle capriole che allontanano i cittadini
Il segretario del Partito autonomista aveva indetto una cena alla quale aveva invitato tutti pensando, forse, che per tutti fosse indifferente con ci si siede al tavolo a mangiare. Campobase e i giovani di Comuni Futuri hanno detto no e si è ritrovato come commensali solo civici di destra (movimenti di politici navigati come Grisenti, Kaswalder, Ivo Tarolli). Nell'ambiguità politica di questo Patt l'unica certezza è il ''no a Fratelli d'Italia''. Un'ambiguità che allontana futuri elettori e rende sempre più simpatico, politicamente, il movimento di Urzì capace di determinare anche le politiche di chi al momento pare non averne

TRENTO. ''L'impegno assunto dai presenti è di ritrovarsi per affrontare alcuni temi imprescindibili per la nostra terra''. E' forse questa la cosa più interessante emersa dal comunicato firmato dal segretario del Patt Simone Marchiori dopo la cena che lo ha visto invitare al tavolo i movimenti civici della destra trentina (dalla Civica di Gottardi agli Autonomisti Popolari di Kaswalder da Progetto Trentino di Grisenti e Laboratorio Paritario Trentino di Galvan e Tarolli e la Ual).
Un incontro improbabile voluto dallo stesso segretario del Patt dopo che per mesi tutti i partiti e movimenti di centro sinistra stavano lavorando con pazienza e attenzione con l'obiettivo di dare una nuova maggioranza al Trentino a partire dall'autunno del 2023.E soprattutto dopo le parole dello stesso Marchiori pronunciate al congresso che dimostravano chiaramente la direzione intrapresa dal Partito autonomista di rottura con l'attuale maggioranza provinciale.
Marchiori, invece, con una capriola spiazzante ha deciso che valesse la pena andare a cena con buona parte di questa maggioranza (nemmeno incontrarsi singolarmente ma fare una vera e propria ''pizzata''), con chi da mesi, se non da anni, ripete che il proprio candidato presidente è Fugatti, che la Lega è il partner di ''maggioranza'' irrinunciabile e che ha in Fratelli d'Italia un collega di coalizione forte e autorevole (che, tra l'altro, ha dimostrato chiaramente di non avere nessuna intenzione di cedere il passo).
Alla cena, va detto, erano invitati tutti ma solo il Patt di Marchiori, evidentemente, poteva pensare che per tutti sia indifferente con chi si va a cena. Campobase, infatti, ha detto un secco ''no'' come un secco ''no'' è stato pronunciato dai giovani di Futuri Comuni che hanno intuito in che situazione surreale si stavano andando a infilare con la ''pizzata'' di Marchiori tra commensali rappresentanti di vecchi capipartito (Grisenti, Tarolli e Kaswalder non sono certo il cambiamento o novellini della politica locale) e un orientamento ben definito: sguardo a destra chiaramente puntato sull'attuale maggioranza.
Tutto ad inseguire il vecchio mito del fantomatico centro. Un ricordo che non c'è più, ormai, da trent'anni a questa parte né su scala locale né su scala nazionale. Un'area contendibile piccola che se nelle scorse elezioni (soprattutto l'ultima, del 2018) non esisteva proprio, in questa con una minore radicalizzazione dell'elettorato, pare tornare di interesse ma sempre per giocarsi numeri da contare facilmente con poche dita.
In questo quadro il ''gioco'' di Marchiori di tenere il Patt sul filo dell'ambiguità politica, di dimostrare che alla fine che si stia con la destra o con la sinistra conta poco, l'unica cosa che conta è ''mai con Fratelli d'Italia'' (che a questo punto acquista simpatia politica da parte di tutti dimostrando di essere un partito dalle idee chiare e definite tanto da determinare le scelte anche di altri, quali il Patt, che evidentemente faticano a trovare argomenti e idee che permettano loro di compattarsi altrimenti) e qualche altro interesse non ben specificato rischia di allontanare anche potenziali elettori.
Piacerà, magari, a chi è ''addetto ai lavori'', a chi a cena ci va e si gode le ''pizzate'' a prescindere da chi si siede al tavolo con lui ma ai tantissimi elettori in dubbio, quelli scontenti, quelli che alla politica guardano sempre con maggior distacco suona di ''campana a morto''. Se la politica pensa a sé stessa il cittadino sarà sempre più disilluso. Non un bello spettacolo.
Questo il comunicato integrale di Simone Marchiori
Si è svolto nella serata del 6 giugno l'incontro interlocutorio organizzato dal PATT che ha chiamato a raccolta tutte le forze autonomiste, civiche, territoriali e popolari del Trentino.
Da tutti i presenti è emersa la necessità di rafforzare il più possibile l'area centrale della politica trentina, così da fare massa critica nella difesa e nella valorizzazione dell'Autonomia e dei principali temi che la riguardano.
L'impegno assunto dai presenti è di ritrovarsi per affrontare alcuni temi imprescindibili per la nostra terra indipendentemente dalle scelte dei singoli e fuori dalle ideologie.
Conseguentemente a ciò, vista la responsabilità che l'esercizio del voto ha sull'Autonomia, si è condiviso di lanciare un forte invito a tutti i trentini ad esercitare il proprio diritto di voto in occasione dei referendum del 12 giugno prossimo.












