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Scissione M5s, Marini: ''Resto nel Movimento, ho fiducia in Conte. Di Battista? Spero rientri e porti il suo contributo''

Il consigliere provinciale del Movimento 5 stelle, Alex Marini: "Dispiace, se una scissione rappresenta una sconfitta, erode il consenso e comporta difficoltà organizzative, può anche essere un momento di rilancio e rientra nel percorso di evoluzione della nostra forza politica". Sulle elezioni provinciali del 2023: "Più affinità con il centrosinistra ma la base è un programma chiaro, franco e genuino"

Di Luca Andreazza - 21 giugno 2022 - 21:09

TRENTO. "Resto concentrato sulle necessità del Trentino e confermo il mio impegno nel Movimento 5 stelle". Queste le parole di Alex Marini, consigliere in Provincia e recentemente nominato coordinatore provinciale dei pentastellati. "Avrei sperato in una ricomposizione della crisi ma può essere un'opportunità per rilanciare l'azione politica".

 

E' concreta la scissione tra i pentastellati e in parlamento ci sarebbero già almeno 23 deputati e 13 senatori pronti a passare al nuovo movimento guidato da Luigi Di Maio.

 

"Ho sperato e auspico ancora una ricomposizione della crisi e delle tensioni interne - dice Marini - c'è naturalmente dispiacere: la politica è anche capacità di mediazione, scontrarsi è parte dell'attività di una forza politica ma poi le dinamiche andrebbero sintetizzate nell'orientamento della maggioranza. Se, però, una scissione rappresenta una sconfitta, erode il consenso e comporta difficoltà organizzative, può anche essere un momento di rilancio e rientra nel percorso di evoluzione del Movimento 5 stelle".

 

In Trentino non sono attesi scossoni. "Sono stato eletto nei 5 stelle e resto in questa compagine politica. Mi ritrovo nella linea tracciata dall'ex premier Giuseppe Conte e continuo a fare la mia parte qui sul territorio". Intanto Alessandro Di Battista sembra chiamarsi fuori, sui social ha commentato che non gli "importa nulla", l'ex parlamentare era uscito dai pentastellati "quando venne presa la decisione scellerata (e suicida) di entrare nel governo dell’assembramento (l'esecutivo con a capo Mario Draghi)". E reputa la mossa di Di Maio una sorta di "tradimento".

 

"E' chiaro che far parte di un governo comporta la responsabilità di prendere provvedimenti ma anche talvolta di compiere passi indietro su posizioni di compromesso i azioni di realpolitik. Svolgere funzioni di opposizione permette maggiore libertà di proporre e di criticare. Ho sempre apprezzato Di Battista e l'auspicio è quello che possa rientrare a portare il suo contributo per il bene del Movimento 5 stelle. E' stata una figura importante e può aiutare la causa".

 

Le esperienze di governo a Roma (Conte I con la Lega e Conte II con il Partito democratico a guida del centrosinistra) è caduto il tabù delle alleanze nei 5 stelle. Si guarda al campo progressista, si sondano le strade ma in Trentino non sembra decollare un'ipotesi di alleanza.

 

"E' una forza politica che fa parte del campo largo - dice Maestri - ma qui sul territorio le dinamiche sono sempre state diverse: non c'è mai stata una partecipazione attiva nella costruzione di una possibile coalizione e va tenuto conto di questo aspetto. E' sempre stato più un movimento delle individualità che di un progetto politico e non a caso ci sono state diverse fuoriuscite che hanno poi fondato una propria lista. Si riparte dagli appuntamenti elettorali del 2020", ha spiegato a Il Dolomiti la segretaria dei dem Lucia Maestri (Qui articolo).

 

"Nelle scorse ore ho incontrato Futura, Europa Verde, Upt, Azione e alcuni esponenti del Pd - aggiunge Marini - il dialogo è aperto, però la sintesi deve essere raggiunto sul programma: un accordo chiaro, franco e genuino. Non ho sentito la segretaria Maestri ma c'è più affinità con il centrosinistra: ho votato Sara Ferrari come rappresentante per votare il presidente della Repubblica, molti provvedimenti portano anche la firma dei colleghi di opposizione. Credo che noi abbiamo dimostrato dinamismo e capacità di parlare in modo costruttivo senza prese di posizione ideologiche: molti, infatti, i provvedimenti proposti come Movimento 5 stelle sono stati accettati e approvati dalla maggioranza di centrodestra". 

 

Ma il perno centrale per i pentastellati trentini è l'elaborazione del programma elettorale per valutare alleanze o corse in solitaria (Qui articolo). "Ci siamo ritagliati molti spazi sul territorio. Le questioni sociali e la salvaguardia dell'ambiente sono punti fondamentali da cui partire per costruire un accordo. Non ci sono chiusure politiche e siamo più che aperti a dialogare con tutti senza preclusioni, però la base di partenza devono essere chiarezza e rispetto", conclude Marini.

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