Se questo è essere autonomisti: il Patt rinuncia all'unico candidato che poteva vincere (Tonina) per il ''no'' di Roma e Fratelli d'Italia
Il segretario Marchiori in un suo post parla di tutto tranne che del tema fondamentale di queste ore: l'essersi dovuti uniformare a una decisione arrivata dall'esterno (alla faccia dell'autonomia) per mantenere equilibri e equilibrismi. Straordinario il finale (tutto da leggere in coda al pezzo) involontariamente comico dopo quanto accaduto

TRENTO. Autonomia portami via o portami via l'autonomia. Che queste elezioni fatte in fretta e furia per l'irresponsabilità del Movimento più irresponsabile della storia della repubblica italiana ci stiano regalando la campagna elettorale più brutta mai vista è un dato di fatto. Che in Trentino le cose stiano andando anche peggio che nel resto d'Italia è un'altra certezza con il blocco di centrosinistra in mano a figure che appartengono a una politica di 10/20/30 anni fa convinte che basti presentarsi tutti uniti per vincere (un tempo era così effettivamente e lo è stato per qualche decennio ma oggi è tutto cambiato e pensare che un elettore di Azione solo in Trentino non possa votare Azione e un elettore di Sinistra Italiana debba votare Italia Viva e tutti insieme debbano votare per il Pd è un suicidio politico che non permetterà nemmeno di misurare i diversi partiti in vista delle provinciali).
L'altro spettacolo indecoroso lo si è visto in casa autonomista. Nelle scorse ore si è ufficializzato (con tanto di comunicato stampa con nomi, cognomi e seggi) un candidato forte ''in nome dell'autonomia da Roma e dai partiti nazionali'', il vicepresidente della Provincia Mario Tonina, lo si è fatto incensare dalla Lega con il presidente Fugatti e il leader Salvini che hanno plaudito all'iniziativa e poi lo si è ritirato per il diktat arrivato, guarda un po', da Roma e dal partito più nazionalista che c'è: Fratelli d'Italia. Un capolavoro al contrario. Poi è arrivato il comunicato del segretario Simone Marchiori che usa uno stile tutto suo, autonomo dalla coerenza, più che coerentemente autonomista: tutto e il contrario di tutto e sempre più inaffidabile nei concetti espressi perché quanto visto in queste ore dimostra che il Patt, consegnandosi alla destra diventando ragione di sorrisi su un palco come quello di Pinzolo, rinuncia alla sua autonomia e figuriamoci all'autonomia provinciale.
''Il fatto che il Vicepresidente della Provincia autonoma di Trento abbia dato la sua disponibilità a candidare (sic! candidarsi) - scrive Marchiori - indipendentemente che la cosa si sia o meno concretizzata e a sostenere questa posizione, ha un significato fondamentale: anche fuori dalla cerchia del Partito Autonomista Trentino Tirolese c'è chi riconosce la particolarità del nostro sistema di autogoverno che non può essere mescolato con le logiche nazionali soprattutto in questo momento di grande confusione. Confusione che regna sovrana da una parte e dall'altra indistintamente''.
Un post da resa dei conti interna al partito (il testo continua attaccando chi dentro il partito mette in discussione l'alleanza a destra, già concretizzatasi con Progetto trentino che governa in provincia con Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia, e questo è un fatto indiscutibile) che ''glissa'', però, sull'unica questione che conta: il perché la candidatura di Tonina non si sia concretizzata. Qui c'è il nodo che stringe forte quella parola, ''autonomia'', del quale il segretario si riempie la bocca e che usa come uno scudo per fare qualsiasi cosa, parlare bene con quello ma andare a cena con quell'altro. Quella parola che questa volta è rimasta senz'aria, soffocata da un ''cambiate candidato'' che affossa ogni prospettiva.
Alla prima occasione, addirittura senza essere alleati direttamente con Fratelli d'Italia e Lega, quelli che dicono ''noi siamo gli autonomisti da Roma e dai partiti nazionali'' hanno rinunciato a candidare la figura più forte che potevano. Uno che, oggettivamente, sarebbe stato un fuoriclasse di queste elezioni sul seggio di Rovereto e avrebbe rischiato addirittura di vincere (sai com'è si partecipa alle elezioni per vincere di solito e si chiede il voto ai cittadini per questo non per tatticismi o giochini di poltrone) drenando moltissimi voti al centrosinistra di Donatella Canzatti e molti anche alla destra di ancora non si sa bene chi. Alla luce di tutto ciò, di una vittoria che poteva essere ma che si è deciso di non provare nemmeno a cercare perché sennò si potevano offendere quelli che in queste elezioni dovrebbero essere i loro rivali, Marchiori ha concluso il post con due frasi da applausi che sanno davvero di burla, da un lato per i poveri elettori e dall'altro per il povero Tonina.
''Andiamo avanti senza timore, orgogliosi del nostro Partito e delle nostre idee - dice Marchiori -. Il 25 settembre l'unico voto utile è quello alla Stelle Alpine. Ps Un grazie di cuore a chi si è messo a disposizione per candidare (sic!), a chi ha lavorato per rendere possibile questo progetto, a chi ci mette la faccia nonostante tutto''. Il voto utile poteva esserci con candidato quello che si è messo a disposizione per candidarsi ma che non è stato candidato per non dare fastidio ai candidati avversari. Se questo è essere autonomi vien da chiedersi cosa non lo sia.


















