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| 26 giu 2023 | 13:33

Provinciali, Rossi: "Lega e Fratelli d'Italia aspettano Roma sul candidato presidente? Punta dell'iceberg di un modus operandi in cui le decisioni vengono prese da altre parti"

L'ex governatore Ugo Rossi sul Patt: "Una ferita vedere che si prestano a tenere il gioco della Lega sul candidato presidente mentre l'asse della destra si è spostato verso Fratelli d'Italia. Ormai l'autonomia è solo un concetto per le elezioni, gli accordi con gli Autonomisti Popolari e Progetto Trentino favoriscono Tonina e Kaswalder, propria un esempio di nuova classe dirigente che avanza" 

Provinciali, Rossi: Lega e Fratelli d'Italia aspettano Roma sul candidato presidente?

TRENTO. Da Roma il niet alla candidatura alle politiche di Mario Tonina e sempre nella capitale saranno i leader nazionali a sciogliere le riserve in casa centrodestra tra Fugatti e Gerosa alla guida della coalizione in vista delle provinciali. Almeno le dichiarazioni, soprattutto per parte Fratelli d'Italia, sono andate in queste direzione tra botta e risposta dei vertici delle varie forze politiche, anche in occasione del Festival dell'Economia.

 

"E' la punta dell'iceberg di un'autonomia che viene svuotata e che allontana le scelte della popolazione", spiega l'ex governatore Ugo Rossi. "Si perde la dimensione territoriale, il contatto tra politica e cittadini. Ma queste situazioni sono solo la cartina tornasole di un modus operandi per cui le decisioni vengono prese altrove: si ubbidisce alle indicazioni che arrivano dalle sedi centrali".

 

Le vittorie alle primarie nel 2013 e l'elezione a presidente della Provincia, poi nel 2018 la frattura con la coalizione e la decisione del Patt di correre in modalità blockfrei. Una crisi tutta consumata a livello trentino. Anche alle ultime politiche c'è stata l'anomalia per la quale Italia Viva e Azione si sono presentate con il centrosinistra.

 

"E per questo la candidatura di Francesco Valduga è più affidabile, la sua storia tutela di più l'autonomia", dice Rossi. "E' un dato incontrovertibile che nel centrosinistra i partiti, seppur nazionali, mantengono una dimensione territoriale. Non ci sono capi che decidono a Roma e non ci sono interferenze, poi certo c'è il dialogo con il governo in carica in quel periodo ma si ragiona su piani diversi".

 

Qui invece il centrodestra, soprattutto Fratelli d'Italia, nel "ballottaggio" Fugatti-Gerosa ha spiegato che saranno le segreterie nazionali a dover risolvere la questione. Una partita sostanzialmente tra il partito di Giorgia Meloni e quello di Matteo Salvini.

 

"La scelta del candidato presidente di centrodestra racconta molto di quale è la catena di comando e quale sono le prerogative", aggiunge Rossi. "La gestione dei grandi carnivori, l'uso del reddito di cittadinanza in Trentino, le risorse del Pnrr o l'intenzione di puntare sulle Casa delle salute in sanità sono solo alcuni esempi che dimostrano come l'autonomia non venga utilizzata e tutto venga demandato al governo".

 

Il centrodestra deve ancora sciogliere i dubbi e intanto l'assenza di Fugatti all'incontro di coalizione ha indotto Patt e Progetto Trentino a non sedersi al tavolo. Ok partire con il programma ma venga fatto con il governatore uscente e candidato presidente sostenuto dalla maggioranza delle forze politiche che compongono la maggioranza provinciale.

 

"Riconosco a Fugatti una dimensione locale ma è evidente che gli ordini da Roma devono essere rispettati", continua l'ex presidente della Provincia. "E' una grossa ferita vedere il Patt diventare una stampella e tenere il gioco della Lega quando dal punto di vista politico l'asse si è spostato verso Fratelli d'Italia. Per quanto possa vantare una certa coerenza, l'attenzione alle istanze autonomistiche del partito di Giorgia Meloni è più debole. In caso di vittoria le Stelle Alpine si troverebbero a comporre la Giunta insieme a forze politiche sovraniste e populiste, l'apoteosi del concetto che l'autonomia è solo una parola da spendere alle elezioni".

 

Dubbi anche sulla riunificazione degli autonomisti. Al netto che Casa Autonomia si colloca nel centrosinistra e quindi nei fatti è già una quasi reunion, movimenti e varie anime che si ispirano all'Asar hanno declinato l'invito. Resta un accordo Patt-Autonomisti popolari con allargamento a Progetto Trentino.

 

"Due partiti che pesano poco a livello percentuale ma un modo per favorire Tonina, che appena annusata l'aria si è precipitato a poche settimane dal voto nel centrodestra, e Walter Kaswalder. Insomma, spazio a nuove leve e alla prossima generazione di classe dirigente. Invito gli autonomisti e chi ha a cuore le istanze autonomistiche a votare Casa Autonomia in quanto rappresentati di questi valori", conclude Rossi. 

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