Il "segnale forte" è arrivato: niente terzo mandato? In caso di elezione di Fugatti a Roma l'erede è Spinelli. Fratelli d'Italia nell'angolo e ora?
Il direttivo provinciale della Lega aveva chiesto a Fugatti un segnale forte dopo l'impugnativa sul terzo mandato. Il messaggio è arrivato: via la vice presidenza a Gerosa e assessorato ridimensionato. Ora si attende la contromossa di Fratelli d'Italia che intanto si chiude nel "No comment"

TRENTO. Il "segnale forte" è arrivato e che certifica, ancora una volta, la difficoltà nei rapporti tra Lega e Fratelli d'Italia. Si è tornati a inizio legislatura: Achille Spinelli vice presidente e Francesca Gerosa assessora. Più deleghe a Mattia Gottardi. E' arrivato un altro "segnale forte". Niente terzo mandato e Fugatti chiude l'esperienza al governo della Provincia per trasferirsi a Roma? La presidenza ad interim non va a Fratelli d'Italia. Un messaggio chiaro a poche ore dal via del Festival dell'Economia e un'aria, già tesa, che rischia di diventare incandescente tra il passaggio e un intervento di qualche ministro del governo Meloni.
E ora? "Non ho tempo. Siamo in consultazioni a Roma", "No comment" e "Nessuna dichiarazione", le risposte ricevute da il Dolomiti nell'ordine da Alessandro Urzì (deputato e coordinatore regionale), Alessandro Iurlaro (presidente in Trentino) e la diretta interessata Francesca Gerosa. Il decreto del rimpastino di Giunta era appena stato comunicato ufficialmente. Probabilmente un certo nervosismo, un colpo da parare e una presa di tempo per capire come rispondere e quale strategia mettere in campo.
La formazione iniziale (2 assessorati a FdI e niente vice presidenza) dopo la vittoria nel 2023 aveva accentuato un certo scollamento tra i due azionisti di maggioranza della coalizione di centrodestra. All'epoca forse c'erano più appigli per bloccare l'ingresso in Giunta degli esponenti meloniani e battere i pugni sul tavolo: un accordo in primis e cinque esponenti seduti tra i banchi.
Oggi il panorama è un po' diverso. C'è stato un -1 con Claudio Cia che aveva salutato la compagnia quasi subito per l'affaire assessorato ma la vice presidenza era stata portata a casa. Nel frattempo le frizioni non sono mancate, anche per le comunali, ma soprattutto c'è stato il voto in piazza Dante sul via libera al terzo mandato che, cosa nota, ha mandato in frantumi Fratelli d'Italia: fuori anche Carlo Daldoss e Christian Girardi.
Un'uscita di Fratelli d'Italia dall'assessorato e dalla maggioranza a questo punto non mette in dubbio la governabilità e i numeri. Complicato, ancora di più, recuperare i rapporti ma il rischio è stato calcolato.
L'impugnativa del governo sulla legge trentina ha incrinato un rapporto già delicato tra Lega e Fratelli d'Italia. Il governatore non l'ha presa bene ("Un atto politico contro l'autonomia"). A livello nazionale, Forza Italia e il partito di Giorgia Meloni, si è cercato di gettare acqua sul fuoco: "Questione tecnica", "Nulla di personale" e "Problema giuridico" (Qui articolo).
Ma la posizione di Gerosa, già incerta, ha iniziato a vacillare un po' di più. Il direttivo provinciale della Lega ha dato mandato al governatore di "difendere le prerogative dell'autonomia" ma anche di dare un "segnale forte". Il partito di Giorgia Meloni ha manifestato serenità e tranquillità. A rischio la vice presidenza? "Fantasie, i rapporti sono ottimi e solidi", le parole a il Dolomiti di Urzì. "La verifica con la Corte Costituzionale garantisce per primo Fugatti". Sarà. Ma neppure 24 ore dopo ecco il decreto.
La funzione di vice presidente Spinelli che assume anche la competenza in materia di famiglia (“Assessorato allo sviluppo economico, lavoro, famiglia, università e ricerca con funzioni di vice presidente”), quindi a Mattia Gottardi le nuove competenze su sport e aree protette, che si affiancano a urbanistica, energia e trasporti. L'ex vice presidente resta assessora con istruzione, cultura, giovani e pari opportunità. Certo, deleghe importanti ma Gerosa esce fortemente ridimensionata (Qui articolo). E in caso di passo indietro di FdI dall'esecutivo, le materie sembrano confezionate un po' su misura su Mirko Bisesti (in fin dei conti legge e procedura portano la sua firma).
Si è ritornati alla casella del via. La decisione di Fugatti è arrivata. Il direttivo provinciale della Lega sembra ritenere la scelta sufficientemente "forte". Messo nell'angolo, si attende quindi la contromossa di Fratelli d'Italia e forse le eventuali ripercussioni a livello locale all'indomani del voto in diversi Comuni.












