Tra sorrisi ed entusiasmo il centrosinistra ha finalmente trovato una Casa(Autonomia.eu): ora bisogna renderla accogliente per i cittadini
Il lancio del movimento di Paola Demagri e Michele Dallapiccola è stato il via ufficiale alla corsa del centrosinistra verso le elezioni del prossimo anno. Hanno parlato i rappresentanti di tutti i partiti e movimenti d'area ed è stato evidente come tutti aspettassero un'occasione simile per poter dire ''noi ci siamo, mettiamoci al lavoro''. Il motore è acceso e l'entusiasmo pare ritrovato: ora basta che a guidare la macchina non si siedano i soliti noti e qualcosa di buono si costruirà davvero

TRENTO. Una casa per il centrosinistra autonomista. Venerdì sera la sensazione che si è avuta uscendo dall'incontro che ha dato il via ufficiale al nuovo movimento politico fondato da Paola Demagri e Michele Dallapiccola era proprio questa. Che finalmente fosse successo qualcosa, quel qualcosa che gli elettori non di destra, quelli che in qualche modo vorrebbero veder cambiare il governo Fugatti alla prossima tornata elettorale ed evitare una maggioranza a ''marca'' Fratelli d'Italia anche in Trentino come a Roma, stanno chiedendo da mesi, forse anni. I partiti di centrosinistra c'erano tutti rappresentati in qualche caso da prime linee, in altri da seconde ma comunque non manca nessuno.
E le parole usate dai vari Manica per il Pd, Zanella per Futura, Piccoli per Campobase, Boato per i Verdi, Valcanover per +Europa e poi dall'ex presidente della Pat Rossi e dall'ex presidente onorario del Patt Luigi Panizza hanno dimostrato plasticamente da questa sera si parte per costruire un futuro (QUI GLI INTERVENTI). L'altra sensazione, per chi c'era, è stata quella del divertimento. Sì avete capito bene. Non è stata la solita, noiosa, presentazione, il solito pesante incontro politico. Si è riso, si è scherzato. Il tono era di quelli che si addicono agli incontri solenni ma allo stesso tempo il tutto era reso piacevole dall'entusiasmo che colorava (di giallo come i colori del simbolo di CasaAutonomia.eu e come il maglione indossato da Paolo Zanella) la serata. E al divertimento si è aggiunto l'entusiasmo, come sottolineato in un intervento dal pubblico giunto proprio durante la serata.
L'entusiasmo trasmesso plasticamente dal duo Dallapiccola-Demagri dovuto, evidentemente, anche al loro percorso personale che li ha visti, finalmente, mollare gli ormeggi verso il centrosinistra, dopo mesi di faticosi tira e molla in un Patt ormai bloccato nelle paludi dell'ignavia. Centrodestra, centrosinistra, da soli, non si sa, non importa, come se le tre opzioni fossero ugualmente ricevibili, tutte e tre sul piatto, tanto si vedrà all'ultimo dove pende la bilancia della storia. Quando, evidentemente, tra l'una e l'altra posizione ci sono mondi di differenze, principi e valori opposti, figure agli antipodi.
Il Patt a guida Marchiori è riuscito in questi ultimi mesi a disintegrarsi, a perdere tre dei quattro consiglieri che aveva in Provincia, a eclissarsi alle elezioni nazionali andando con Progetto trentino senza eleggere nessuno, a giocarsi malissimo i tavoli di contrattazione (per i ''no'' imposti dal segretario ora ci sono problemi anche solo a sedersi davanti a Fratelli d'Italia, agli Autonomisti popolari di Kaswalder, al Pd e i ''vecchi partiti'' del centrosinistra sempre maltrattati, per non parlare del neonato CasaAutonomia.eu) e ora sta perdendo amministratori in giro per il Trentino per una emorragia destinata a non fermarsi.
Una strategia che giocoforza spinge all'angolo il Patt mentre al centro della scena politica ora c'è proprio CasaAutonomia che con gli oltre 200 presenti dell'altra sera ha dato un segnale forte e chiaro a tutti: il centrosinistra c'è ed è pronto a mettersi in moto (gli esponenti degli altri partiti sembrava non vedessero l'ora di dire ''ci siamo da qui si parte, finalmente'').
L'auspicio è che la macchina non sia guidata dalla solite persone, da quelli che appartengono a un'altra era politica e che pensano (come accadeva fino a qualche decennio fa) che basti mettersi insieme per trionfare. Quasi come se lo scoglio per vincere le elezioni fosse tutto nella trattativa tra i partiti e i movimenti. Della serie: se superiamo le nostre divisioni è fatta, la partita si gioca al tavolo, scegliendo le pedine giuste e facendole andare d'accordo. Non è così. Non è più così. Le pedine sono tendenzialmente sgradite, i partiti non godono di buona immagine. La destra ha un traino straordinario che arriva dal vento in poppa prima della Lega e ora di Fratelli d'Italia. La partita si gioca tutta sul campo. Si gioca andando a convincere gli elettori, incontrandoli, parlandoci, organizzando serate come quella di venerdì. Servono figure dotate di empatia e di abilità sociali. Serve sorridere, serve entusiasmo. La Casa c'è. Ora bisogna renderla un posto accogliente prima di tutto per i cittadini.













