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| 15 apr 2023 | 19:44

Valduga si presenta con gli 11 partiti che lo sostengono: ''Siamo qui per vincere. Siamo quelli dell'ascolto e della leadership diffusa. A giugno il programma condiviso''

Oggi la prima di Alleanza democratica autonomista con il suo candidato presidente. Dal Rì: ''Ciascun partito è ora parte della stessa comunità politica, una comunità di destino. Ora inizia la fase di lavoro e da qui lanceremo un appello a tutti i trentini che non vogliono rassegnarsi a una Provincia che guarda indietro e che possono ora venire ad abitare questa casa di cui abbiamo gettato le basi''

Valduga si presenta con gli 11 partiti che lo sostengono: Siamo qui per vincere
di Redazione

TRENTO. ''L’Alleanza Democratica Automista è nata con l’obiettivo di governare il Trentino e siamo qui per vincere. Non contro qualcuno ma con l’obiettivo di dare un futuro a questa terra''. Così Francesco Valduga, nell’incontro che si è tenuto a Maso Librar, a Montevaccino, dove l’Alleanza Democratica Autonomista, la coalizione di centrosinistra autonomista, si è mostrata per la prima volta pubblicamente con il suo candidato presidente. 

 

Si è scelto, quindi, un luogo un po' fuorimano per questa ''prima'' della coalizione ma gli undici partiti che formano l'alleanza erano presenti e si sono mostrati compatti. Ad introdurre l'incontro è stato il segretario del Partito Democratico, Alessandro Dalrì che ha detto: ''L’Alleanza Democratica Autonomista diventa qualcosa di unico. Ciascun partito è ora parte della stessa comunità politica, una comunità di destino. Non ci rassegniamo all’idea di un Trentino che guarda indietro, di un Trentino della non competenza, della scarsa visione. Qui parte un Trentino diverso, un Trentino che vuole affrontare le grandi sfide dell’oggi, dall’ ambiente alla digitalizzazione, dall’ intelligenza artificiale alla sfida migratoria e demografica. Ora inizia la fase di lavoro e da qui lanceremo un appello a tutti i trentini che non vogliono rassegnarsi a una Provincia che guarda indietro e che possono ora venire ad abitare questa casa di cui abbiamo gettato le basi''.

 

Una visione condivisa da Michele Dallapiccola: ”CasaAutonomia dà il colore a questa alleanza, il colore giallo. Senza il copyright dell’autonomia, perché appartiene a tutti noi. L’Alleanza è autonomista e per questo ci ha dato la possibilità di trovare un luogo che accoglie in modo inclusivo, aprendo in senso civico a chi pensa che autonomia non sia qualcosa di folcloristico, ma una possibilità di governare il nostro territorio in un modo che ci appartiene. C’è necessità di un agire politico e siamo felici di collaborare in una porzione di centro. La società è ben rappresentata: ci sono espressioni ben consolidate, una tradizione civica e una componente scientifica. Senza scienza e conoscenza non si può affrontare il futuro”.

 

Il segretario di Campobase, Michael Rech, ha sottolineato il metodo di lavoro: ”Come Campobase abbiamo lavorato per una alleanza il più ampia possibile. Siamo qui per vincere e abbiamo fatto un percorso di costruzione fatto di ascolto. Esiste una classe dirigente nei territori, che non si omologa al governo del momento, ma che anima il dibattito e pensa al buon governo. Il Trentino è fatto di eccellenze sul territorio, di competenza, di voglia di costruire. La nostra responsabilità di amministratori giovani o di maturata esperienza è quella di costruire un patto di governo basato sulla capacità di rispondere ai problemi con trasparenza e concretezza”.

 

Una necessità evidenziata anche da Massimiliano Mazzarella, di Trentino in Azione che ha detto: ''Vorremmo essere il groove che porta nuova sonorità ad un elettorato che ha bisogno di muoversi. Se la squadra sarà coesa, le possibilità di vincere ci sono''. Mentre Renata Attolini, di Sinistra Italiana ha ricordato come siano due i fari da seguire: ''La nostra carta costituzionale e l’ecologia''.  E' toccato poi a Europa Verde intervenire con Lucia Coppola: ''Essere coalizione è accettare la sfida di ascoltarci e capirci tra noi e farlo senza pregiudizi e retro pensieri ma con spirito accogliente''. E al tavolo c'era anche l'associazione Futuri comuni con Luca Leoni: ''Il nostro obiettivo è quello di creare dibattito, ascoltare, parlare con tutti coloro che a volte non si sentono ascoltati dalla politica in comuni a volte molto piccoli''. 

 

Convinto della scelta Fabio Valcanover: ''Questa volta il tavolo è fortemente rappresentativo di una unità. Come Più Europa, siamo a sostegno di Francesco Valduga, dopo un percorso che ha visto tanti coinvolti all’interno e all’esterno, è stata una fatica ma una fatica costruttiva. Si deve portare a votare le persone con argomenti che incidano nel campo dei diritti, come si può e si deve fare anche nel territorio provinciale. Le grandi tematiche trovano collocazione e possibilità di esercizio anche a livello locale''.

 

Per Futura, c'era Claudia Merighi che ha detto che “oltre che di fatica, si deve parlare della generosità. Una parola che abbiamo perso come approccio nelle vite singole e nelle vite collettive. Sarà il nostro modus operandi e ne è garante Francesco Valduga, che ne ha dato dimostrazione. In questi cinque anni di Trentino di destra, è stata stravolta l'immagine di Trentino come territorio di innovazione, di qualità della vita. Stiamo vedendo un Trentino in un periodo di grande difficoltà. La nostra Provincia va ricostruita dalla base, con capacità di dialogo''.

 

Nicola Zoller, voce dei Socialisti al tavolo, ha parlato del contributo anche di chi  ha “i capelli bianchi”. Per Italia Viva ha preso parola Fabio Pipinato, annunciando un video di Donatella Conzatti impegnata in un convegno a Milano sui diritti: “Francesco Valduga ha introdotto quel percorso in Trentino che si chiama 'scelta'''. E quindi è toccato proprio al candidato presidente Valduga intervenire.

 

“Vorrei tornare brevemente sul percorso che ci ha portato qui - ha detto il sindaco di Rovereto -: si parla spesso dei tempi, ma è necessario tornare alla consapevolezza che per fare scelte condivise occorre parlare, occorre limare ciò che divide e fortificare ciò che unisce. Siamo in un tempo utile, mancano sei mesi alle elezioni, e siamo all’inizio di un cammino che è fatto di ascolto. Siamo una alleanza ampia non contro qualcuno, ma perché vogliamo dare un futuro a questo territorio. Siamo una alleanza ampia perché sono forze che hanno già lavorato insieme per il Trentino, che ne hanno fatto la storia. Avendo fatto questa esperienza, abbiamo capacità di leggere il presente e costruire il futuro''.

 

Chi si aspettava qualche primo posizionamento sui temi è rimasto deluso. ''Avremo modo di approfondire nelle prossime settimane e mesi quello che sarà il programma - ha spiegato Valduga - ma ci sono temi che sono nell’agenda di qualunque amministratore''. Dal  Pnrr alla sostenibilità sono stati tanti i concetti toccati. ''Questa Alleanza è figlia dell’attitudine ad unire - ha proseguito - che non è solo quella dei valori, ma è quella di unire un territorio. Il rapporto tra la città e la montagna è un rapporto intimo. Il Trentino non può essere diviso in città e valli, il Trentino è uno solo''. E a chi lo critica per essere lontano dai social: ''Il metodo è quello dell’approfondimento: sarò il più possibile attento a usare anche quello che la tecnologia offre ma voglio rappresentare la necessità del metodo dello studio, dell’approfondimento, della conoscenza. Non costruisci nulla se il tempo è solo quello del tweet e del post, ma si deve approfondire, studiare e conoscere. Ci vuole leadership diffusa, perché la politica del leader ha fiato corto, muore con il suo leader, e al Trentino serve una politica fatta per durare, solida, concreta. A giugno presenteremo il programma, che poi porteremo nei territori''. 

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